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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1028
MODICA - 04/10/2011
Cronache - Si è concluso il processo scaturito dall’operazione "Impero" condotta tra Modica e Napoli

Tratta delle badanti: assoluzione per Luigi Bonincontro e altri 4 imputati

Si tratta di Giorgio Fidone, 69 anni; dei fratelli Giorgio e Rosario Caruso, rispettivamente di 74 e 76 anni, e della moglie di quest’ultimo, Francesca Fidone, 66 anni
Foto CorrierediRagusa.it

Dopo cinque mesi di carcere, un’ombra lunga su una reputazione immacolata e tanti dispiaceri spalmati su otto anni e mezzo di lunga attesa per una sentenza che gli desse giustizia, è stato assolto con la più ampia formula liberatoria, perché il fatto non sussiste, il professore Luigi Bonincontro, 70 anni, arrestato nel 2003 per una presunta «tratta» di badanti provenienti dall’Est-Europa.

ASSOLTI ANCHE GLI ALTRI 4 COIMPUTATI, TUTTI MODICANI
Sono andati assolti anche gli altri quattro coimputati del procedimento, che, per competenza territoriale, è stato celebrato al tribunale di Napoli. Si tratta di Giorgio Fidone, 69 anni; dei fratelli Giorgio e Rosario Caruso, rispettivamente di 74 e 76 anni, e della moglie di quest’ultimo, Francesca Fidone, 66 anni. Tutti e cinque gli imputati, ch si sono sempre professati innocenti, sono modicani.

ANCHE LA PUBBLICA ACCUSA AVEVA INVOCATO L´ASSOLUZIONE
Anche la pubblica accusa aveva invocato l’assoluzione per i cinque imputati, tra cui Bonincontro, che non si scelse neanche un avvocato di fiducia per dimostrare la propria innocenza, facendosene assegnare uno d’ufficio. L’operazione «Impero» fu eseguita il 27 gennaio 2003 dalla polizia, che la definì come un grosso colpo «alla tratta delle donne provenienti dall’Est-Europa, e in particolare dall’Ucraina, e poi impiegate in nero come badanti». Allora si parlò anche di presunta prostituzione.

"IMPERO": 30 LE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE
Furono trenta, in tutto, le ordinanze di custodia cautelare in carcere. L’accusa faceva riferimento ad un’associazione per delinquere finalizzata all’estorsione aggravata e continuata e di violazione della legge sull’immigrazione clandestina di giovani donne ucraine. Oltre a Napoli e Modica, le indagini si allargarono a Salerno, Benevento, Rimini, Pescara, Mantova e Perugia.

LA TRATTA DELLE COLF
Stando all’esito delle indagini, il giro delle colf ucraine sarebbe stato organizzato da Bonincontro assieme all’ex convivente ucraina Oksana Berezina, già campionessa di ciclismo, e con la complicità delle altre quattro persone rinviate a giudizio. Il quintetto era finito in manette con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro nero.

LE ACCUSE SPECIFICHE A BONINCONTRO

Bonincontro era ritenuto essere dagli investigatori alla guida della «filiale» di Modica di quello che venne definito un «ufficio di collocamento clandestino che si occupava di smistare e collocare per la Penisola le ucraine». Il professore dichiarò al magistrato di non aver percepito nessuna somma per le ragazze che aveva contattato per destinarle come colf ad alcune famiglie. Stando alle dichiarazioni rese dall’ex insegnante, tale attività veniva svolta solo per scopi umanitari e a vantaggio di care persone di sua conoscenza, bisognose di una badante affidabile. Pare che Bonincontro si recasse addirittura periodicamente all’ufficio immigrazione della questura di Ragusa per regolarizzare le ucraine che giungevano provviste di permesso di soggiorno.

LA FINE DI UN INCUBO PER IL PROFESSORE IN PENSIONE
La fine di un incubo dunque per Luigi Bonincontro, storico docente di lettere al Magistrale di Modica, di cui costituì un autentico pilastro. Il professore Bonincontro andò in pensione pochi mesi prima d’essere coinvolto nell’operazione «Impero». Durissime furono allora le parole del fratello, il sacerdote don Umberto Bonincontro, che, in un articolo apparso su alcune testate provinciali e su organi d’informazione cattolici, si scagliò con veemenza sugli inquirenti, parlando di «giustizia spettacolo».

Nella foto in altro da sx Luigi Bonincontro, 70 anni; Giorgio Fidone, 69 anni; i fratelli Giorgio e Rosario Caruso, rispettivamente di 74 e 76 anni, e, nel riquadro, la moglie di quest’ultimo, Francesca Fidone, 66 anni