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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 812
MODICA - 30/09/2011
Cronache - "Coda" illegale dopo l’abbattimento degli ecomostri di contrada Treppiedi

Smaltimento "scheletri": 4 denunce, 3 di cui nell´azienda edile Cassarino

I quattro soggetti denunciati devono rispondere a vario titolo, ciascuno per le proprie responsabilità, di smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali e di realizzazione e gestione di discarica abusiva, configurandosi la violazione del Testo Unico Ambientale
Foto CorrierediRagusa.it

Più che i classici scheletri nell’armadio, quattro persone denunciate alla procura stavano tentando di nascondere sottoterra i detriti degli scheletri dei tre palazzacci popolari incompiuti di contrada Treppiedi, fatti implodere lo scorso 4 settembre con le cariche esplosive.

Le quattro denunce sono scattate per il grave reato ambientale che avrebbe rischiato di compromettere in maniera perenne l’equilibrio naturale del terreno sotto al quale il materiale di risulta stava per essere interrato illegalmente, compromettendo altresì la sopravvivenza di un carrubeto secolare. Il terreno sottratto alla cupidigia dei quattro soggetti denunciati dalla polizia provinciale insiste in contrada Purromazza, nell’agro di Scicli. Tra i denunciati anche lo stesso proprietario del terreno: si tratta di una donna, A.V., 48 anni, di Scicli.

La donna si era mostrata fin troppo compiacente nel trasformare l’appezzamento di terreno in una discarica abusiva e pericolosa per la salute pubblica. La denuncia alla procura è scattata anche per l’imprenditore edile C.C., 70 anni, di Modica, legale rappresentate dell’azienda "Cassarino" proprietaria del terreno sul quale sorgevano gli scheletri, nonché società affidataria dei lavori di abbattimento e ricostruzione di nuovi edifici.

L’uomo, stando alle indagini effettuate dagli uomini guidati dal dirigente Raffaele Falconieri, non avrebbe esitato a smaltire in maniera illegale gli inerti, causando grossi danni all’ambiente, pur di risparmiare l’ingente somma di 110mila euro, equivalente al costo da sostenere per lo smaltimento corretto delle macerie negli appositi centri specializzati. Denunciati altresì P.P., 42 anni, e S.P., 50 anni, entrambi di Modica, dipendenti della ditta dell’imprenditore modicano. Entrambi erano alla guida rispettivamente dell´autocarro Volvo e della pala meccanica con cui venivano effettuate le operazioni di trasporto e successivo livellamento degli inerti nel terreno agricolo del territorio sciclitano, sul quale poi era stato disteso uno spesso strato di terra concimata per nascondere gli «scheletri».

Al trasportatore è stata inoltre contestata la violazione amministrativa per mancanza del documento di trasporto dei rifiuti. I quattro soggetti denunciati devono rispondere a vario titolo, ciascuno per le proprie responsabilità, di smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali e di realizzazione e gestione di discarica abusiva, configurandosi la violazione del Testo Unico Ambientale. Si è proceduto, inoltre, al sequestro preventivo dell´area di cantiere di circa 5mila metri quadrati, nonché dei ruderi di contrada Treppiedi, e del fondo agricolo di contrada Purromazza, destinato per circa 500 metri quadrati dalla discarica abusiva.

Sotto sequestro anche l´autocarro e la pala meccanica cingolata utilizzati per le attività illecite. Il sequestro, su richiesta del sostituto procuratore Gaetano Scollo, è stato convalidato dal gip del Tribunale di Modica Patricia Di Marco. Parecchi cittadini si erano chiesti come e quando sarebbero state smaltite le tonnellate di materiale inerte. Le quattro persone denunciate avevano trovato la soluzione più rapida, e, soprattutto, più economica, ovviamente per loro.

Una soluzione però palesemente illegale e piuttosto dannosa per l’ambiente, come ha tenuto a sottolineare il procuratore capo Francesco Puleio, che ha coordinato le indagini della polizia provinciale, che seguiva minuziosamente i mezzi nel loro tragitto dal terreno del cantiere di Treppiedi al fondo agricolo dell’agro sciclitano, dove gli inerti venivano man mano interrati, «inghiottendo» i secolari alberi di carrubo.

I particolari dell’operazione sono difatti stati illustrati in procura dallo stesso procuratore capo e dal dirigente Falconieri, che hanno spiegato i vari passaggi che hanno consentito d’inchiodare alle proprie responsabilità i quattro soggetti denunciati. Le indagini proseguono per accertare eventuali, ulteriori responsabilità a carico di terzi.

Nella foto da sx il procuratore capo di Modica Francesco Puleio e il dirigente della polizia provinciale di Ragusa Raffaele Falconieri. FOTO MAURIZIO MELIA E LUCA MIGLIORE, TUTTI I DIRITTI RISERVATI, RIPRODUZIONE VIETATA. Cliccate sulla foto sotto per ingrandirla