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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 788
MODICA - 29/09/2011
Cronache - Il deputato regionale, fervente credente e portatore di San Giorgio, riscopre la fede

Copai: avanti col giudizio immediato. Minardo impara a memoria la Bibbia

Rigettata quindi la richiesta della difesa, che aveva proposto il rito ordinario per avere modo di poter raccogliere ulteriori elementi probatori a tutela degli imputati

Niente rito ordinario, il processo «Copai» va avanti con la formula del giudizio immediato. E’ quanto deciso ieri dal collegio penale, nella seconda udienza che ha visto presente in aula solo nei minuti finali Riccardo Minardo, tornato in libertà assieme alla moglie Pinuccia Zocco martedì scorso su decisione dei giudici del riesame di Catania.

Rigettata quindi la richiesta della difesa, che aveva proposto il rito ordinario per avere modo di poter raccogliere ulteriori elementi probatori a tutela degli imputati. Il collegio penale ha invece stabilito di procedere con il giudizio immediato, in accoglimento della richiesta avanzata dal procuratore capo Francesco Puleio. Quest’ultimo ha altresì fornito ieri mattina il proprio parere positivo alla proposta di revoca dei domiciliari per gli altri tre coimputati del procedimento: il presidente del Copai Rosaria Suizzo, il marito Mario Barone e l’imprenditore Pietro Maienza.

Questi ultimi sono ancora ai domiciliari in quanto le richieste di remissione in libertà sono state presentate dai rispettivi difensori in data successiva rispetto a quelle dei coniugi Minardo. Sulla revoca della misura restrittiva il collegio penale di è riservato e renderà nota la decisione prima della prossima udienza del procedimento, fissata al prossimo 26 ottobre.

Tutti gli imputati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate ai danni della Comunità europea, dello Stato e di altri enti pubblici, ma anche di malversazione, evasione fiscale e riciclaggio. Ieri Riccardo Minardo si è detto sereno, dopo aver riacquistato quella libertà che gli è stata negata per cinque mesi, da quel 26 aprile in cui scattarono le manette. A Minardo, alla moglie e agli altri tre imputati erano stati fin da subito concessi i domiciliari, revocati, come accennato, solo per i coniugi Minardo martedì scorso.

Ma come ha trascorso queste lunghe settimane Minardo? «Ho parlato con mia moglie e con le altre poche persone con le quali mi era consentito scambiare due parole, ma soprattutto ho pregato». Minardo, da sempre fervente religioso, portatore del simulacro di San Giorgio e assiduo frequentatore di pellegrinaggi, ha quindi trovato conforto nella fede. «Ho rafforzato la mia spiritualità e il mio rapporto con Dio leggendo e rileggendo la Bibbia, che ho mandato quasi tutta a memoria – rivela Minardo – e che continuerò a rileggere perché in quei brani ho trovato la forza di andare avanti, certo della mia innocenza e fiducioso nella magistratura». Ma ora che è tornato libero, cosa farà Minardo? «Riprenderò pian piano la mia vita precedente, tornando quanto prima a fare politica attiva».

Al momento Riccardo Minardo è sospeso dalla carica di deputato regionale. Al suo posto è subentrato in sostituzione il primo dei non eletti in Mpa, il sindaco di Pozzallo Giuseppe Sulsenti, che ieri ha fatto pervenire un documento di solidarietà rivolto a Minardo.

«Nel rinnovare sentimenti di solidarietà ed amicizia all’on Minardo, rimesso in libertà dai giudici del Tribunale del Riesame – scrive il sindaco di Pozzallo – sono certo che al più presto la Magistratura saprà fare piena luce sulla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto». Messaggio solidale anche da parte dell’on Innocenzo Leontini: «Esprimo soddisfazione, dal punto di vista umano, per la decisione del Tribunale del riesame di riportare l’on Riccardo Minardo nella condizione di vita normale. Confido nell’attività della Magistratura che in tempi rapidi – conclude Leontini – saprà accertare la verità». (

LA REVOCA DEI DOMICILIARI
Revoca degli arresti domiciliari e remissione in libertà per il deputato regionale di Mpa Riccardo Minardo e per la moglie Giuseppa Zocco. E’ quanto deciso dai giudici del riesame di Catania in sessione d’appello. I due coniugi sono quindi tornati liberi dopo cinque mesi esatti trascorsi ai domiciliari nella casa di campagna di contrada Cappuccina, laddove Riccardo Minardo era stato subito destinato.

La moglie era stata difatti per le prime settimane ristretta ai domiciliari nella casa modicana di corso San Giorgio, nelle adiacenze dell’omonima chiesa. In un secondo tempo il gip decise poi di riunire i due coniugi e di destinarli entrambi alla detenzione domiciliare nella villetta di campagna. I due coniugi avevano ottenuto un permesso speciale per uscire dall’abitazione solo in un paio di occasioni: per prendere parte alle esequie funebri di Angelo Zocco, il cognato di Riccardo Minardo scomparso lo scorso mese, e per essere presenti alla prima udienza del processo con il rito immediato che si sta celebrando in tribunale a Modica.

L´apertura del processo davanti al tribunale di Modica
La remissione in libertà di Minardo e consorte giunge difatti alla vigilia della seconda udienza dinanzi al collegio penale che si celebra domani.
Nella prima udienza di mercoledì scorso non si era andati al di là della costituzione di parte civile di tre soggetti che si ritengono parte lesa nel procedimento in corso (una quarta richiesta di costituzione civile era stata rigettata dai giudici) e sulle disquisizioni degli avvocati difensori, tra cui Carmelo Scarso, legale dei coniugi Minardo.

La dichiarazione dell´avvocato difensore di Riccardo Minardo
L’avvocato Carmelo Scarso si dice soddisfatto della revoca dei domiciliari per i suoi assistiti, «sebbene tardiva», precisa il legale. Scarso tuttavia evidenzia che la remissione in libertà dei congiuri Minardo consentirà di affrontare con animo più sereno e con maggiore tranquillità il procedimento. Proprio sulla scorta del processo in corso i giudici del riesame, che pure avevano in un primo mento rigettato la richiesta di revoca dei domiciliari, hanno alla fine disposto al remissione in libertà. Il processo con il rito immediato in corso, difatti, dovrebbe far venir meno le esigenze di custodia cautelare anche se, per essere certi della circostanza, bisogna attendere che i giudici depositino le motivazioni. Anche i giudici del riesame di Catania avevano respinto la richiesta per via «dell’esistenza di una realtà associativa criminosa composta dagli indagati, legati da un apparato organizzativo suscettibile di essere ripetutamente utilizzato per la commissione di un numero imprecisato di delitti e concretamente utilizzato in molteplici vicende». Secondo i giudici, Minardo avrebbe fatto il possibile per non apparire nella gestione del Copai, pur avendoci avuto a che fare.

La posizione degli altri arrestati
Restano al momenti ai domiciliari il presidente del Copai Rosaria Suizzo, il marito Mario Barone e l’imprenditore Pietro Maienza, in quanto le richieste di remissione in libertà sono state presentate dai rispettivi difensori in data successiva rispetto a quelle dei Minardo. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate ai danni della Comunità europea, dello Stato e di altri enti pubblici, ma anche di malversazione, evasione fiscale e riciclaggio.

L´interrogatorio di Riccardo Minardo
Minardo aveva chiarito la sua posizione, rigettando le accuse che gli vengono contestate nell’ambito della gestione del Copai. Minardo aveva prodotto, tramite il proprio legale, una corposo faldone documentale teso a chiarire i passaggi finanziari di oltre quattro anni di gestione contabile del Consorzio di sviluppo dell’area iblea. I dati documentali che erano stati descritti in maniera minuziosa dal deputato regionale si riferivano alle varie operazioni commerciali e al reperimento dei fondi europei e del Piano operativo regionale per la realizzazione dei vari progetti del Copai. Minardo aveva così inteso, con le sue dichiarazioni, smontare la tesi accusatoria volta a dimostrare che non si hanno tracce chiare e univoche circa la destinazione degli oltre 5 milioni di euro ottenuti dalla Comunità Europea e dallo Stato in primis per il restauro e la ristrutturazione di palazzo Pandolfi in piazza delle Rimembranze a Pozzallo e di palazzo Lanteri nell’omonima via, a pochi passi dalla chiesa di San Giorgio a Modica. Tutte opere realizzate solo in parte. Minardo, rispondendo alle domande del magistrato, aveva fornito la sua versione dei fatti sulla destinazione di quei fondi, supportato dalle prove documentali lette punto per punto con tanto di cifre, date e codici relativi ad operazioni bancarie e transazioni.


I lett.Corinzi13, ver.11.
01/10/2011 | 16.01.32
G70

Questa sua dichiarazione mi fa veramente sorridere, mi piacerebbe fargli qualche domanda sarei curioso di cosa ricorda della bibbia....,forse il titolo.
Da queste dichiarazioni si vede lo spessore di un uomo.


A riccardo
30/09/2011 | 9.27.53
Giò

Ricordo che quando riccardino entrò in Forza Italia, lesse più volte, anche perchè non riusciva a capirlo, l´Italia che ho in mente di Silvio Berlusconi.Oggi per trovare la Forza (non Italia) di andare avanti legge la Bibbia. Non vuole mica fare il "Provenzano" della situazione? La cosa che mi rode di più e che per le min.....te che hai fatto ti dobbiamo pagare pure la pensione e per di più esosa.


L´ULTIMO LIBRO
29/09/2011 | 21.10.03
ARISTARK

Se l´(on.) Minardo ha imparato a memoria la Bibbia, (immagino in ebraico), sa che l´ultimo libro è, ahimé, l´APOCALISSE...


Bibbia a memoria? Impossibile anche per il Papa!
29/09/2011 | 12.30.34
Nele

Ammesso l´abbia fatto davvero, dovrebbe tenersi per sé il fatto di aver imparato la Bibbia a memoria (cosa impossibile anche per il papa, ovviamente). Non bisogna confondere i piani: una cosa è la responsabilità di Minardo di fronte alla sua coscienza (che interessa solo lui), un´altra è la responsabilità di fronte alla comunità civile, di cui lui tra l´altro era alto rappresentante e cui è obbligato a fornire risposte solo tramite un processo.
Non interessa a nessuno che lui sia o no credente, preghi o no, che sia sangiuggiaro o sancataldaru; parli la religione civile, quella della giustizia, che spero per lui lo dichiari innocente (se lo è).
Oltretutto, come ricorda la commentatrice Giusi, chi può credere che Riccardo Minardo abbia quasi imparato la Bibbia a memoria quando in un´occasione non ricordò neppure i dieci comandamenti?? MAH


I 10 comandamenti
29/09/2011 | 8.52.13
Giusi

I domiciliari avranno fatto bene all´onorevole Minardo. Oltre alla Sacra Bibbia, avrà dato una rinfrescatina ai dieci comandamenti? Ricordo una puntata delle Iene, quando interrogato su quale fosse il primo di tutti si impaperò di brutto e alla fine farfugliò : " IO SONO IL SIGNORE DIO NOSTRO".
Poveretto! Che il suo Dio lo assista e che possa tornare presto a gridare "EVVIVA SAN GIOGGI".