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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 702
MODICA - 23/09/2011
Cronache - Le registrazioni audio riguardano conversazioni tra il 2005 ed il 2007

"Modica bene", Arrabito fa marcia indietro e ritratta

Il modicano aveva raccontato di nuovi fatti dopo l’arresto recente per un’altra vicenda, quella scaturita dal giro di escort con relativo ricatto sessuale ad un imprenditore di Scicli
Foto CorrierediRagusa.it

Bruno Arrabito ci ripensa e ritratta. L’imputato del processo «Modica bene», accusatore dell’ultima ora degli altri 18 coimputati, fa marcia indietro dopo le dichiarazioni spontanee rese al procuratore capo Francesco Puleio su fantomatiche registrazioni audio di colloqui intercorsi, tra il 2005 e il 2007, tra i vari imputati del processo e incentrati su presunte tangenti che sarebbero state pagate da imprenditori. Soldi che, stando alle registrazioni che Arrabito avrebbe realizzato all’insaputa degli altri coimputati, sarebbero stati versati nei vari conti corrente per far passare in maniera rapida progetti attraverso l’ufficio tecnico comunale o per assicurare appalti di opere a vantaggio di soggetti ben definiti.

Mentre dalle dichiarazioni di Arrabito si sarebbero dedotti passaggi di denaro non meglio precisati tra l’imprenditore Giuseppe Zaccaria e l’ex deputato Udc Giuseppe Drago (nella foto), entrambi coimputati, attraverso la Banca nazionale del lavoro, adesso è lo stesso Arrabito a ritrattare. Eppure il procuratore capo è sempre intenzionato a far acquisire questa nuova documentazione agli atti. Mentre il gup si è riservato di decidere nell’udienza fissata al prossimo 14 ottobre, già lo scorso 29 luglio Arrabito avrebbe già ritrattato tutto.

Ma perché Arrabito si sarebbe deciso a parlare solo adesso, dopo oltre tre anni di vicenda giudiziaria? Il modicano di 51 anni pare avesse deciso di collaborare con la procura dopo l’arresto recente per una vicenda che nulla ha a che fare con questo procedimento, ovvero il ricatto sessuale ai danni di un imprenditore di Pozzallo, con tanto di giro di escort. Bruno Arrabito, finito in manette con il fratello Massimo e con lo sciclitano Francesco Statello, pare avesse deciso di patteggiare con il procuratore la sua remissione in libertà rendendo note le registrazioni che egli stesso avrebbe realizzato anni fa sulle vicende attorno alle quali ruota il processo «Modica bene». Adesso però il repentino dietrofront di Bruno Arrabito sul quale il suo legale, l’avvocato Carmelo Ruta, non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione.

Le dichiarazioni di Bruno Arrabito

Le dichiarazioni spontanee rese dall’imputato Bruno Arrabito potrebbero far ripartire da zero il processo «Modica bene», indagini condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura di Modica. Il modicano avrebbe raccontato nuovi fatti al procuratore capo Francesco Puleio, dopo l’arresto recente per un’altra vicenda, quella scaturita dal giro di escort con relativo ricatto sessuale ad un imprenditore di Scicli.

Bruno Arrabito, finito in carcere per questa vicenda assieme ad uno sciclitano e al fratello Massimo, anche quest’ultimo coimputato nel processo «Modica bene», avrebbe riferito al procuratore capo d’essere in possesso di prove schiaccianti a carico di alcuni degli altri imputati. Stando a quanto riferito da Arrabito, egli stesso avrebbe registrato, con un apposito apparecchio, delle particolari conversazioni tra alcuni degli imputati del procedimento, tra cui l´ex deputato Udc Giuseppe Drago e il fratello Carmelo.

Si tratta di conversazioni in cui si parlerebbe di somme versate a determinati soggetti, tra cui una banca, la Bnl, l’imprenditore Giuseppe Zaccaria (coimputato nel procedimento) e l’allora gestore del servizio di raccolta dei rifiuti. Pare che 50mila euro al mese sarebbero stati versati direttamente sul conto di Giuseppe Drago. In quelle registrazioni ci sarebbero le voci e i discorsi di chi avrebbe deciso il pagamento delle presunte tangenti e di chi le avrebbe incassate. I 19 imputati devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla concussione e al riciclaggio di denaro. Nell’ultima udienza Puleio ha chiesto al gup Patricia Di Marco di acquisire agli atti queste nuove prove a carico. Il magistrato si è riservato di decidere e scioglierà la riserva nell’udienza fissata al prossimo 14 ottobre.

Nel caso queste registrazioni e le dichiarazioni spontanee di Arrabito dovessero essere acquisite agli atti, il procedimento ripartirebbe daccapo. Una ipotesi avvalorata anche dal prossimo trasferimento, a novembre, del magistrato che si è finora occupato della vicenda giudiziaria. I difensori si sono opposti alla richiesta del procuratore capo, chiedendo i termini di tempo necessari per leggere le accuse e magari ridisegnare la strategia di difesa e potere variare, eventualmente, la formula del procedimento. Erano state in precedenza chieste dalla pubblica accusa le condanne a sei anni di reclusione ciascuno per l’ex parlamentare dell’Udc Giuseppe Drago, per il fratello Carmelo e per l’ex sindaco Piero Torchi.

Per Vincenzo Pitino era stata chiesta la condanna a quattro anni e dieci mesi, per Massimo La Pira a quattro anni e otto mesi di reclusione, e per Giorgio Aprile e Giancarlo Floriddia a quattro anni. L’assoluzione era stata chiesta solo per il vittoriese Giovanni Vasile. Richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli altri imputati: Carlo Fiore, Giancarlo Francione, Gabriele Giannone, Vincenzo Leone, Vincenzo Piluso,Giuseppe Sammito, Bruno e Massimo Arrabito, Marcello Sarta, Rosario Vasile e Giuseppe Zaccaria.

Si tratta di persone in gran parte legate all’Udc e che, secondo l’accusa, avrebbero costituito un’organizzazione in un periodo compreso tra l’ottobre 2003 e il settembre 2007, allo scopo di commettere più delitti di concussione in danno dei cittadini che si rivolgevano all’Ufficio Tecnico, sezione urbanistica, ed allo Sportello Unico per le Attività produttive del Comune di Modica per il rilascio di concessioni edilizie e di provvedimenti suscettibili di apprezzamento economico. Secondo l’accusa sarebbero transitate sui conti correnti di alcuni imputati somme di dubbia provenienza.