Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 914
MODICA - 21/09/2011
Cronache - Prima udienza del processo a porte aperte con il giudizio immediato

Copai: chiesta al Riesame scarcerazione coniugi Minardo

Il sette ottobre è in programma l’udienza in Cassazione cui sarà presentata istanza di scarcerazione anche per Suizzo, Barone e Maienza
Foto CorrierediRagusa.it

Accoglimento da parte del collegio penale di tre delle quattro costituzioni di parte civile proposte dagli avvocati (una è stata rigettata) e rinvio a mercoledì. Si è condensato in queste fasi l’attesa prima udienza del processo Copai a carico del deputato regionale di Mpa Riccardo Minardo (nella foto), della moglie Giuseppa Zocco (l’unica assente in aula), del presidente del Copai Rosaria Suizzo, del marito Mario Barone e dell’imprenditore Pietro Maienza. Nell’aula «A» del tribunale di Modica c’era la folla delle grandi occasioni, dal momento che il procedimento si è tenuto a porte aperte in quanto celebrato con il giudizio immediato richiesto dal procuratore capo Francesco Puleio. Proprio su questa circostanza si sono incentrati gli interventi degli avvocati, in particolare di Carmelo Scarso, che difende i coniugi Minardo.

Secondo Scarso il giudizio immediato non ha consentito agli avvocati di percorrere le altre vie legali per l’ottenimento della remissione in libertà degli imputati, che, allo stato, restano tutti ai domiciliari nelle rispettive abitazioni. Il procuratore capo Puleio ha rigettato tutte le eccezioni, mentre i giudici, come accennato, hanno poi accolto la costituzione di parte civile di tre soggetti che si sentono lesi nel procedimento che vede i cinque imputati accusati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate ai danni della Comunità europea, dello Stato e di altri enti pubblici. Le accuse parlano anche di malversazione, evasione fiscale e riciclaggio. Il processo è stato dunque rinviato a mercoledì prossimo. Per giovedì mattina è stata intanto fissata l´udienza dinanzi al Tribunale del Riesame di Catania, in sessione d´appello, per tornare a chiedere la scarcerazione per i coniugi Minardo, mentre il sette ottobre è in programma l´udienza in Cassazione alla quale sarà presentata la medesima istanza anche per Suizzo, Barone e Maienza.

Nell’interrogatorio di garanzia, Minardo aveva chiarito la sua posizione, rigettando le accuse che gli vengono contestate nell’ambito della gestione del Copai. Minardo aveva prodotto, tramite il proprio legale, una corposo faldone documentale teso a chiarire i passaggi finanziari di oltre quattro anni di gestione contabile del Consorzio di sviluppo dell’area iblea. I dati documentali descritti in maniera minuziosa dal deputato regionale si riferivano alle varie operazioni commerciali e al reperimento dei fondi europei e del Piano operativo regionale per la realizzazione dei vari progetti del Copai. Minardo aveva così inteso, con le sue dichiarazioni, smontare la tesi accusatoria volta a dimostrare che non si hanno tracce chiare e univoche circa la destinazione degli oltre 5 milioni di euro ottenuti dalla Comunità Europea e dallo Stato in primis per il restauro e la ristrutturazione di palazzo Pandolfi in piazza delle Rimembranze a Pozzallo e di palazzo Lanteri nell’omonima via, a pochi passi dalla chiesa di San Giorgio a Modica.

Tutte opere realizzate solo in parte. Minardo, rispondendo alle domande del magistrato, aveva fornito la sua versione dei fatti sulla destinazione di quei fondi, supportato dalle prove documentali lette punto per punto con tanto di cifre, date e codici relativi ad operazioni bancarie e transazioni. Dello stesso tenore le dichiarazioni della moglie Pinuccia Zocco. La donna, implicata nella vicenda in qualità di socia della «Arké Kronus» Srl, che avrebbe avuto a che fare con il Copai, aveva reso dichiarazioni concordanti con quelle del consorte, rigettando le accuse. Di tenore opposto invece le dichiarazioni di Sara Suizzo e del Mario Barone. I giudici del riesame di Catania avevano già in precedenza respinto la richiesta per via «dell’esistenza di una realtà associativa criminosa composta dagli indagati, legati da un apparato organizzativo suscettibile di essere ripetutamente utilizzato per la commissione di un numero imprecisato di delitti e concretamente utilizzato in molteplici vicende».


Smontaggio di 131 capi di accusa
22/09/2011 | 10.18.39
ARISTARK

Minardo ha ´smontato la tesi accusatoria´ del processo COPAI, cioè 131 capi di imputazione.
(Vedile su: http://www.ragusanews.com/articolo/21145/arresti-domiciliari-per-riccardo-minardo-e-la-moglie)
Se ha ´smontato´ 131 capi di imputazione sarebbe capace di smontare anche l´Apollo 11 del viaggio sulla luna.