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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:36 - Lettori online 1367
MODICA - 09/09/2011
Cronache - Il primo incidente dell’anno in Sicilia avrebbe potuto avere conseguenze più tragiche

Operato il cacciatore di Modica colpito dalla raffica di pallini

L’uomo, G.A. le iniziali, imprenditore nel settore della lavorazione ed esportazione delle mandorle, si trova ricoverato al «Garibaldi» di Catania Foto Corrierediragusa.it

E’ stato operato al polmone per l’asportazione delle schegge di pallini di piombo il cacciatore modicano di 69 anni rimasto vittima del primo incidente grave di caccia in Sicilia per la stagione venatoria 2011-2012. L’incidente, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche, si è verificato sabato scorso, nel primo giorno ufficiale di caccia autorizzata nell’Isola, nella campagne iblee tra Chiaramonte Gulfi e Santa Croce Camerina, al confine con Mazzarrone.

L’uomo, G.A. le iniziali, imprenditore nel settore della lavorazione ed esportazione delle mandorle, si trova ricoverato al «Garibaldi» di Catania (foto), nel cui reparto di chirurgia è stata effettuata la delicata operazione da parte di una equipe medica specializzata. All’uomo sono stati tolti una decina di pallini che gli avevano devastato la parte destra del corpo: gamba, torace e viso. La parte più complicata è consistita nell’operazione chirurgica al polmone per asportare una minuscola scheggia, che, per fortuna dell’anziano cacciatore, aveva preso solo di striscio l’organo vitale, facilitando non poco il lavoro dei medici nell’estrazione, resa più complessa dall’età del paziente.

Le condizioni cliniche del modicano non desterebbero adesso particolari preoccupazioni. L’uomo non è in pericolo di vita e la prognosi, che al momento resta riservata, potrebbe essere sciolta nelle prossime ore, dal momento che i medici si direbbero ottimisti sul decorso post operatorio. Il colpo di fucile, che avrebbe potuto avere esiti mortali, sarebbe partito in maniera accidentale dal fucile di un altro cacciatore, che seguiva l’anziano a poche decine di metri di distanza.

Pare che i due siano parenti di terzo grado. Il cacciatore più giovane, un vigile del fuoco in servizio a Noto, pare si sia lasciato partire inavvertitamente il colpo di fucile e solo per un mero caso la rosa di pallini che ha investito l’anziano parente non ha leso organi vitali. Sarebbe stato lo stesso cacciatore a lanciare l’allarme, consentendo un rapido soccorso per il modicano, dapprima condotto in ambulanza al «Civile» di Ragusa per le prime cure, e successivamente trasferito in elisoccorso al «Garibaldi» di Catania, dove è stata effettuata l’operazione chirurgica e dove l’uomo resta ricoverato.

Il quadro clinico era particolarmente grave, ma poi i medici sono riusciti a stabilizzare i valori, salvando la vita all’imprenditore modicano. Sul fronte delle indagini, i carabinieri stanno tentando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente di caccia, sentendo i testimoni, tra cui lo stesso cacciatore dal cui fucile è partito il colpo.

L’arma è stata posta sotto sequestro e a carico del cacciatore è scattata d’ufficio la denuncia per lesioni gravi colpose. Tra le altre cose, bisognerà accertare se il fucile avesse la sicura inserita oppure no. I due cacciatori, imparentati tra loro, condividevano da anni la passione per la caccia e ogni anno, all’avvio della stagione venatoria, praticavano insieme lo sport. Stavolta questo hobby in comune rischiava di risultare fatale per il sessantanovenne, al cui capezzale sono ovviamente accorsi i familiari, tra cui il figlio.


Precisazione
08/09/2011 | 14.48.56
Nunzio

Solo fatalità.. Comunque Santa Croce non confina con Mazzarrone, giusto per la precisazione.