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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1378
MODICA - 27/07/2011
Cronache - Per il deputato regionale sospeso e la moglie i giudici etnei si devono ancora pronunciare

Rigetto revoca domiciliari per 3, non per i coniugi Minardo

Il gip del tribunale di Modica ha rigettato la richiesta avanzata dai difensori di Sara Suizzo, del marito Mario Barone e di Pietro Maienza

Rigetto della richiesta di revoca dei domiciliari per tre dei cinque imputati del procedimento Copai, la cui udienza per il rito immediato è stata fissata al 21 settembre. Il rigetto è stato deciso dal gip Patricia Di Marco. Le notifiche sono state effettuate nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza al domicilio di Sara Suizzo, 50 anni; del marito di quest’ultima, il modicano Mario Barone, di 51, e di Pietro Maienza, 43 anni, originario di Riesi ma residente a Santa Croce Camerina, dove amministrava una società coinvolta nel vasto giro di assegni emessi o incassati dal Copai.

Tutti devono rispondere delle accuse di truffe aggravate ai danni dello Stato, di altri enti pubblici e della Comunità Europea, di malversazioni ai danni dello Stato e riciclaggio. I tre restano quindi ai domiciliari nelle rispettive abitazioni, così come gli altri due imputati: il deputato regionale Riccardo Minardo, al momento sospeso dalla carica, 60 anni, e la moglie Pinuccia Zocco, 52 anni. A differenza degli altri tre imputati e rispetto a quanto avevamo erroneamente riportato, per i coniugi Minardo non si sono ancora pronunciati i giudici del Tribunale del Riesame di Catania in riferimento alla richiesta di revoca degli arresti domiciliari presentata il 17 giugno e discussa sei giorni dopo in fase di appello.

«Il Tribunale – scrivono in una nota di precisazione i difensori dei coniugi Minardo – non ha ancora deciso sull´atto di appello, non avendo depositato alcun provvedimento in merito». In attesa del pronunciamento dei giudici etnei, quindi, anche i coniugi Minardo restano ai domiciliari nella loro abitazione di campagna di contrada Cappuccina. I difensori concludono la nota asserendo che «Non potrà essere impedito l´accertamento della verità dei fatti, che già si sta facendo strada attraverso le indagini difensive che stanno completando gli inspiegabili vuoti lasciati dagli inquirenti».

Il politico modicano, già deputato nazionale e sindaco di Modica, è accusato di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate ai danni della Comunità Europea, dello Stato e di altri enti pubblici. A Minardo vengono anche contestati i reati di malversazioni ai danni dello Stato, evasione fiscale e riciclaggio di denaro proveniente dagli illeciti che gli vengono addebitati.