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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1425
MODICA - 21/07/2011
Cronache - Manette per i fratelli modicani Bruno e Massimo Arrabito e per lo sciclitano Francesco Statello

Sexygate: sale a 3 il numero di escort coinvolte nel ricatto

Prende a questo punto sempre più corpo l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in concorso

Sarebbero tre e non una le ragazze compiacenti che avrebbero intrattenuto a turno rapporti sessuali con l’imprenditore sposato, vittima del ricatto orchestrato dai fratelli Bruno e Massimo Arrabito, di 45 e 52 anni, entrambi di Modica, e dallo sciclitano Francesco Statello, 49 anni. E’ lo sviluppo più importante delle indagini portate avanti dalla Guardia di finanza. Prende a questo punto sempre più corpo l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in concorso a carico del terzetto finito in manette e sul quale già pende il reato di estorsione aggravata e continuata in concorso.

Alla procace e avvenente signora di 45 anni presentata dai fratelli Arrabito all’imprenditore, poi ricattato con un film hard girato a sua insaputa, si sarebbero quindi affiancate altre due ragazze, a quanto pare più giovani. Insomma, l’imprenditore era stato irretito dalla prospettiva di un numero imprecisato di scappatelle non con una, ma con ben tre donne.

Ancora da stabilire se le ragazze in questione facessero le escort di professione, ma una circostanza è già stata accertata dai finanzieri: la quarantacinquenne sarebbe stata al corrente d’essere ripresa mentre faceva sesso con l’imprenditore, protagonista inconsapevole del filmato che sarebbe poi servito per il ricatto. Le somme richieste dalla escort per le prestazioni variavano dalle 150 alle 200 euro. «Se non vuoi che tua moglie veda il filmino, sgancia i soldi»: questa frase fin troppo chiara era stata intimata all’imprenditore, che, dopo aver pagato quasi 30 mila euro, si era poi rivolto alle Fiamme gialle.

"SGANCIA I SOLDI"
«Sgancia i soldi o tua moglie saprà che hai fatto sesso con un’altra». Il tipico ricatto a sfondo sessuale, vecchio come il mondo ma sempre attuale fino a quando qualcuno cade nel tranello. Cambiano le modalità, e la tecnologia aiuta parecchio, ma c’è ancora chi questo ricatto lo compie e chi si lascia ricattare, ovviamente in maniera inconsapevole. Perché di fronte all’accoppiata S&S, sesso e soldi, debolezze innate dell’essere umano, è difficile girare gli occhi dall’altra parte. Vittima del ricatto, un imprenditore sciclitano abbastanza facoltoso, circuito da due «amici» che gli hanno proposto di scapricciarsi con una avvenente donna di 45 anni, di facili costumi.

LE MANETTE PER I FRATELLI MODICANI ARRABITO E PER LO SCICLITANO STATELLO
A finire in manette i fratelli Massimiliano e Bruno Arrabito, 45 e 52 anni, nativi di Ragusa ma residenti a Modica. Arrestato anche Francesco Statello, 49 anni, sciclitano. Tutti con precedenti, devono rispondere di estorsione aggravata e continuata. Il filmino del ricatto esiste davvero ed è stato già visionato dalle Fiamme gialle, che hanno eseguito gli arresti.

IL "BUNGA BUNGA" HA FATTO SCUOLA
Insomma, il «bunga bunga» ha fatto scuola, ma gli emuli della provincia di Ragusa non hanno fatto molta strada: il loro ricatto li ha condotti dritti in carcere. I procacciatori di sesso, sempre più ingordi e consapevoli di tenere in pugno l’imprenditore, hanno chiesto tanti soldi, da mille euro in su, fino ad arrivare a 3 mila e poi a 20 mila euro per comprare il silenzio. In caso contrario, difatti, il filmino hard con protagonisti l’imprenditore e la procace quarantacinquenne, sarebbe finito sotto gli occhi sbagliati: quelli della moglie dello stesso imprenditore.

LA SCOPERTA DEL RICATTO SESSUALE
Proprio l´imprenditore, quando ha chiesto indietro la considerevole cifra, ha scoperto l’amara verità, ovvero d’essere stritolato dal ricatto, alla stregua della classica gallina dalle uova d’oro nelle mani di 3 persone senza scrupoli e di una donna al limite della prostituzione. La Guardia di finanza avrebbe accertato, infatti, che l’amante intratteneva rapporti sessuali con l’imprenditore in cambio di una fetta della torta che si spartivano le tre persone finite in manette.

ENTRA IN SCENA LA GUARDIA DI FINANZA
Ma la vittima, stanca di subire il ricatto, si è alla fine presentata al Comando provinciale delle Fiamme gialle di Ragusa, raccontando tutto, con una comprensibile punta d’imbarazzo, al capitano Vincenzo Bovi. Quando i finanzieri sono intervenuti, l’imprenditore di Scicli aveva già versato 3 mila euro per ottenere la «censura» del filmino delle performance extraconiugali. I due fratelli Arrabito e il terzo uomo che si era «infilato» nell’affaire in qualità di finto mediatore tra la vittima e i ricattatori, sono finiti in manette per estorsione aggravata e continuata in concorso.

BRUNO ARRABITO E LA VICENDA DEL CONSORZIO DI BONIFICA
L’udienza preliminare della vicenda relativa al consorzio di bonifica 8 culminò, nell’ottobre 2007, nell’arresto di un dipendente da parte della Guardia di Finanza. Si tratta di Bruno Arrabito, che il gup del tribunale di Modica aveva rinviato a giudizio con l’accusa di truffa in danno della pubblica amministrazione. Stando a quanto accertato dalle Fiamme gialle, l’imputato si sarebbe assentato spesso dal posto di lavoro, dopo aver strisciato il badge. Per i cinque dirigenti e funzionari, accusati di favoreggiamento per aver coperto le assenze del dipendente durante l’orario di lavoro, il magistrato aveva stabilito il non doversi procedere perché il fatto non costituisce reato. Bruno Arrabito fu licenziato dal consorzio di bonifica 8.

I FRATELLI ARRABITO IMPUTATI ANCHE NEL PROCESSO "MODICA BENE"
Tra gli undici imputati del processo "Modica bene" che hanno scelto il rito ordinario ci sono anche i fratelli Bruno e Massimo Arrabito. Il processo vede tra gli imputati anche i fratelli Giuseppe e Carmelo Drago e l´ex sindaco di Modica Piero Torchi, che avevano optato per il rito abbreviato. Per i fratelli Arrabito e gli altri 9 imputati del rito ordinario il procuratore capo del tribunale di Modica aveva chiesto il rinvio a giudizio.