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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 933
MODICA - 21/07/2011
Cronache - Scene strazianti ai funerali del sedicenne

Due colombe bianche in volo per l´ultimo saluto a Emanuele

Il giovane è rimasto schiacciato dal forcone del trattore, che, a quanto pare, era guidato dal padre, un dipendente comunale di 51 anni che lavora a palazzo San Domenico
Foto CorrierediRagusa.it

Scene strazianti ai funerali di Emanuele Di Raimondo (foto TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA), il sedicenne morto schiacciato dalle pale anteriori del trattore, mentre lavorava in un appezzamento di terreno di contrada Violicci. La chiesa di San Giorgio era gremita da parenti e amici, per l’ultimo saluto ad un ragazzo che tutti hanno ricordato come gioviale, disponibile e gran lavoratore.

Non a caso il giovane è rimasto vittima della tragica fatalità proprio mentre stava aiutando il padre, che, a quanto pare, era alla guida del trattore il cui forcone si è abbattuto sul figlio, forse a causa di un errore umano o di un malfunzionamento. Fatto sta che per la vittima, morta sul colpo, non c’è stato nulla da fare. Toccante ieri mattina l’omelia di don Michele Fidone, che ha tratteggiato gli aspetti caratteristici di un ragazzo di cuore ancora nel pieno della sua giovinezza.

E’ stata poi la fidanzata, con la voce rotta, a ricordare Emanuele, il suo carattere mite e la sua voglia di fare. Anche i compagni, commossi, hanno letto dei messaggi di cordoglio alla famiglia. Nella chiesa riecheggiava il pianto ininterrotto di una madre affranta dal dolore atroce per la perdita di un figlio. Un composto battito di mani ha accolto il feretro all’esterno del tempio, mentre due colombe bianche sono state fatte volare in cielo, a testimonianza del candore di Emanuele. Mentre la giovane vittima riposa in pace, resta ancora poco chiara la dinamica.

Il padre, Giorgio Di Raimondo, avrebbe riferito alla polizia di non trovarsi alla guida del trattore al momento della disgrazia. In questo caso l’uomo rischierebbe la denuncia per incauto affidamento, avendo lasciato solo il giovane minorenne. Ma dagli interrogatori pare sia poi emerso che il padre, in effetti, stava manovrando il mezzo agricolo quando le pale si sono abbattute sul giovane. In questo caso l’accusa, ben più pesante, sarebbe quella di omicidio colposo.

L´IPOTESI DI REATO DI OMICIDIO COLPOSO
Ipotesi di reato di omicidio colposo per Giorgio Di Raimondo, modicano di 51 anni, dipendente comunale e padre dello sfortunato Emanuele, il sedicenne morto schiacciato martedì mattina dal forcone anteriore di un trattore. I funerali della vittima saranno celebrati stamani alle 10 nella chiesa di San Giorgio. Il giovane stava lavorando proprio assieme al padre nell’appezzamento di terreno di loro proprietà di contrada Violicci.

Per una tragica fatalità forse dovuta ad un malfunzionamento del mezzo agricolo o ad un errore umano, le pale anteriori sollevate in aria sono improvvisamente rovinate addosso al giovane, non concedendogli scampo. La morte è sopraggiunta sul colpo a causa dello sfondamento della base cranica. Pare che alla guida del trattore vi fosse il padre, mentre lo sfortunato Emanuele lavorava a pochi metri di distanza, ammassando il fieno.

Ma proprio Giorgio Di Raimondo, in stato confusionale per lo shock provocato dalla tragica fatalità, avrebbe dichiarato ai poliziotti di non trovarsi nel campo al momento del mortale incidente sul lavoro, accorgendosi della disgrazia solo qualche minuto dopo, quando era ormai troppo tardi. Una versione dei fatti che cozzava vistosamente con la dinamica, ma che potrebbe comunque costare a Giorgio Di Raimondo, nella migliore delle ipotesi, una denuncia per incauto affidamento, avendo lasciato il figlio minorenne soli nei campi a bordo del trattore.

Ma, dopo il lungo interrogatorio in commissariato, pare sia emerso che l’uomo si trovasse alla guida del mezzo agricolo quando le pale anteriori sono piombate addosso al ragazzo. Da questa presunta circostanza scaturisce l’accusa di omicidio colposo. La salma è stata restituita già ieri ai familiari, visto che non è stato necessario procedere con l’autopsia.