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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1322
MODICA - 09/07/2011
Cronache - La nuova inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Modica

Villetta abusiva di Lombardo, indagata la Soprintendenza

Nel registro anche i nomi di alcuni funzionari del comune di Ispica. L’immobile di proprietà della moglie del Presidente della Regione si trova a Ciriga

Si allunga la lista degli indagati di quello che è diventato un autentico caso giudiziario. Si tratta del manufatto abusivo della spiaggia di Ciriga, lungo il litorale ispicese, riconducibile al governatore della Sicilia. Una nuova inchiesta sulla villa estiva di Ispica, di proprietà della moglie di Raffaele Lombardo, è stata avviata dal procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio.

In attesa della fissazione dell´udienza a carico di Saveria Grosso, moglie del presidente, per il reato di abuso edilizio su un immobile comunque già "sanato", il procuratore Puleio ha iscritto nel registro degli indagati funzionari e dipendenti del comune e della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Ragusa che avrebbero dovuto esprimere un parere per la ristrutturazione dell´immobile. La villa, edificata a meno di 120 metri dalla battigia, limite minimo consentito dalla legge, si estende su settanta metri quadri.

Già in passato l´immobile, in origine di proprietà del governatore, che poi lo donò alla moglie, era stato sottoposto a sequestro. Fu dissequestrato dal tribunale della libertà di Ragusa e nuovamente sequestrato. Ultimamente anche la Corte di Cassazione cui si è rivolto il difensore della Grosso, l´avvocato Salvatore Poidomani, ha rigettato l´istanza di dissequestro. Lombardo si è sempre giustificato asserendo che la casa era stata edificata ben prima che si ponessero gli esistenti vincoli e prima che si verificasse il fenomeno dell´erosione costiera, che ha ridotto la spiaggia.

«Chiamarla villetta – aveva poi aggiunto Lombardo – è eccessivo, dal momento che si tratta di una costruzione di appena 70 metri quadrati». Il governatore aveva poi fatto una promessa, non mantenuta, di organizzare un «tour guidato» nella casa oggetto delle attenzioni della procura modicana.