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Mercoledì 21 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 0:29
MODICA - 11/07/2011
Cronache - Lunedì i funerali del modicano di 49 anni nella chiesa di San Giorgio

Il feretro di Giorgio Adamo portato a spalla dai suoi dipendenti in lacrime

L’uomo era stato colto da infarto fulminante dopo l’incendio che aveva distrutto la sua azienda. Al lavoro 4 squadre di vigili del fuoco, 3 autobotti e 2 gru
Foto CorrierediRagusa.it

Sono stati i suoi stessi dipendenti rimasti senza lavoro a portare a spalla, in lacrime, la bara di Giorgio Adamo, 49 anni, al termine dei funerali celebrati lunedì nella chiesa di San Giorgio dinanza ad una folla commossa di parenti e amici (foto Maurizio Melia). L’uomo era molto noto e stimato in città. Non a caso, tutta Modica si è stretta al dolore della famiglia Adamo.

Adamo soffriva da tempo di problemi cardiaci, e già in passato era stato colto da tre infarti, l’ultimo del quale, sabato mattina, è purtroppo risultato fatale, a causa della rabbia e della disperazione per essere stato rovinato. Il cuore dello sfortunato modicano non ha retto al duro colpo di vedere distrutti da un incendio i magazzini che fungevano anche da centro di produzione per la sua azienda di esportazione di frutta secca e legumi.

Un infarto aveva colto circa un anno fa anche il fratello di Adamo, Salvatore, mentre era alla guida di un furgone sulla strada per Rosolini, dove si stava recando per prendere parte al mercato, con la bancarella di frutta secca. L’uomo, che perse il controllo del mezzo, finì fuori strada. Salvatore Adamo è ancora ricoverato, in coma, nel centro di riabilitazione di Cefalù, mentre oggi parenti ed amici renderanno l’ultimo omaggio al fratello Giorgio, in attesa che le indagini dei militari facciano luce su questa tragedia nella tragedia che ha sconvolto Modica.

L´INFERNO DI FUOCO SENZA FINE
L’inferno di fuoco che si è trascinato via Giorgio Adamo, 49 anni, imprenditore di Modica, è durato 30 ore. Un durissimo lavoro, tra domenica e sabato, per due squadre del comando provinciale dei vigili del fuoco e altrettante del distaccamento di Modica, coadiuvate da un paio di autobotti comunali per il rifornimento d’acqua necessario a combattere le fiamme sprigionatesi dal magazzino centrale di cemento armato della Adamo S.a.s.

UN ROGO CHE ARDE DA 30 ORE
Il rogo, che ha causato il decesso per infarto del titolare, stroncato dal duro colpo per aver perso tutto quanto guadagnato con i sacrifici di una vita, ha continuato ad ardere, impegnando i pompieri ininterrottamente dalle 19 di sabato scorso fino all’intera giornata di domenica. Il primo rogo, quello a cui aveva assistito impotente Giorgio Adamo, prima che lo cogliesse l’infarto fulminante, era scoppiato all’alba di sabato. Ben prima di mezzogiorno l’incendio, partito dal secondo magazzino prefabbricato, più piccolo, attiguo a quello centrale, era stato domato.

L´INCENDIO GROSSO NEL DEPOSITO PRINCIPALE
Ma nella prima serata di sabato, alte lingue di fuoco si sono levate dal magazzino centrale, stipato all’inverosimile fino al tetto di frutta secca, legumi, ed altri prodotti altamente infiammabili a causa dell’olio vegetale che contengono, e che funge da naturale combustibile per le fiamme. Attimi di paura per i residenti di contrada Mauto Addolorata. Ma in pochi minuti i vigili del fuoco si sono rimessi al lavoro, proseguendo, come accennato, per oltre 30 ore in maniera ininterrotta, per avere ragione delle fiamme.

Un lavoro difficile, strenuo, a causa dei quintali di materiale stipato nell’ampio magazzino centrale, e che non ha consentito ai pompieri di accedervi per eliminare i focolai che covavano tra la frutta secca e i legumi impregnati di olio vegetale. Sono entrate in azione anche le ruspe, per eliminare i detriti e disperdere le colonne di sacchi di prodotti alimentari, del valore di centinaia di miglia di euro, stipati del magazzino, mentre un denso fumo nero pervadeva l’intera zona, immersa nella canicola di un’afosa domenica che ha sfiorato i 40 gradi.

GLI INTERROGATORI DEI CARABINIERI
Le indagini dei Carabinieri proseguono, con interrogatori ai familiari della vittima, quattro fratelli e due sorelle, oltre alla moglie Rosalba, ai tre figli, due maschi e una femmina, e agli altri parenti prossimi. Si tenta di accertare se Giorgio Adamo avesse ricevuto minacce o richieste estorsive, dal momento che il racket delle estorsioni non può essere escluso in questa prima fase delle indagini. Ben 15 famiglie sono rimaste in mezzo ad una strada, dal momento che l’azienda di produzione ed esportazione di frutta secca non esiste più, dopo un’attività ventennale tirata su a prezzo di grossi sacrifici, accumulando una cospicua e prestigiosa clientela costituita da aziende sparse per il mondo.

LA TRAGEDIA NELLA TRAGEDIA
Un dramma consumatosi in poche ore. Giorgio Adamo, 49 anni, titolare della omonima azienda di contrada Mauto Addolorata, è morto quando ha visto avvolto dalle fiamme il suo stabilimento di frutta secca e legumi. Una scena che lo ha sconvolto e che gli ha provocato un infarto pressocchè fulminante. Il commerciante aveva avuto un primo infarto qualche mese addietro che aveva superato ma la perdita dell’azienda consumatasi davanti ai suoi occhi è stata troppo per il suo cuore.

I vigili del fuoco presenti sul posto hanno cercato di rianimarlo con un massaggio cardiaco ma non c’è stato nulla da fare perché Giorgio Adamo è morto lungo il tragitto verso l’ospedale. Tutto è avvenuto alle prime luci dell’ala; la prima telefonata di allarme è arrivata alle 5.14 al centralino del distaccamento dei Vigili del Fuco di Modica. I residenti nella zona avevano lanciato l’allarme dopo aver sentito il fiume acre che si sprigionava dal capannone stipato con la merce ed aver notato le alte fiamme. Sul posto sono intervenute tre squadre dei Vigili accorsi da Modica, Ragusa e S. Croce. Nonostante il massiccio intervento di mezzi è stato necessario chiedere il supporto di trattori e autobotti in dotazione al comune per arginare e circoscrivere le fiamme.

Giorgio Adamo, residente nella vicina contrada Mauto, è stato svegliato ed è subito accorso con il fratello maggiore dopo qualche minuto. Poi si è consumata la tragedia mentre le fiamme ed il fumo hanno continuato ad avvolgere tutta la zona. Sul posto sono intanto accorsi vicini, conoscenti ed i quindici operai della Giorgio Adamo s.a.s., anche loro in preda allo sconforto, al panico, al dolore. Facce attonite dappertutto, incapaci di trovare una ragione mentre i vigili del fuoco hanno continuato a lavorare fino a quasi mezzogiorno per sedare in modo definitivo le fiamme. La perdita umana ha toccato tutta la comunità di Modica Alta dove Giorgio Adamo era molto conosciuto e stimato. Un uomo fattosi da sé in venti anni di attività nel campo del confezionamento e della distribuzione di legumi e frutta secca in tutta Italia ed anche all’estero. Un portafoglio clienti importante che gli aveva consentito di assumere personale nel corso degli anni.

Giorgio Adamo, sposato, con due figlie ed un maschio, era stato toccato da una tragedia appena dieci mesi fa. Il fratello Salvatore si è schiantato infatti con un furgone adibito alla distribuzione dei legumi ed è rimasto paralizzato e si trova attualmente ricoverato in un centro di riabilitazione a Cefalù. I vigili del fuoco hanno cominciato già un prima ricognizione dei danni anche ai fini di stabilire le origini dell’incendio. Anche i Carabinieri hanno avviato le loro indagini. «Ogni ipotesi è possibile – ha detto il caposquadra dei Vigili del Fuoco- Difficile stabilire su due piedi le cause. Ci metteremo subito al lavoro». La comunità di Modica Alta è in lutto e gli operai della azienda hanno visto anche loro crollare le loro certezze lavorative.

FOTO MAURIZIO MELIA E LUCA MIGLIORE
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