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Mercoledì 23 Maggio 2018 - Aggiornato alle 20:00
MODICA - 26/06/2011
Cronache - Il dato nuovo emerso nell’ultima udienza dopo 4 ore di arringhe difensive

"Modica bene": coinvolta una potente famiglia modicana

La difesa ha quindi evidenziato il fatto che siano stati utilizzati, da parte degli investigatori, due pesi e due misure
Foto CorrierediRagusa.it

Quasi quattro ore di arringhe difensive hanno caratterizzato l’ultima udienza del processo Modica Bene che si tiene dinanzi al gup del tribunale di Modica. I difensori hanno ancora una volta messo in evidenza gli aspetti poco chiari di una inchiesta definita «gigante dai piedi d’argilla» e dalla quale scaturì il processo che vede, tra gli imputati principali, i fratelli Giuseppe e Carmelo Drago e l’ex sindaco di Modica Piero Torchi, per le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla concussione e al riciclaggio di denaro.

LE RICHIESTE DEL PROCURATORE CAPO PULEIO
Oltre 36 anni di carcere erano stati chiesti dal procuratore Francesco Puleio per gli otto imputati che avevano scelto il giudizio abbreviato, tra cui anche i fratelli Drago e Torchi, per fatti risalenti al periodo compreso tra il 2003 e il 2007.

IL DATO NUOVO: I COLLEGAMENTI CON UNA NOTA E POTENTE FAMIGLIA MODICANA
Il dato nuovo emerso dall’ultima udienza è dato dalla citazione in aula delle dichiarazioni di un imprenditore, facente parte di una nota e potente famiglia modicana, che sarebbe direttamente collegato con uno degli imputati del procedimento, che, stando a quanto evidenziato dalla difesa, avrebbe ricevuto sovvenzioni proprio da questo imprenditore. La difesa si chiede quindi come mai questo imprenditore sia stato tenuto fuori dalle indagini, a differenza di quanto accaduto con gli altri imputati. La difesa ha quindi evidenziato il fatto che siano stati utilizzati, da parte degli investigatori, due pesi e due misure.

QUELLE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI E TELEFONICHE "ANOMALE"
Messa in evidenza dai difensori la circostanza anomala della intercettazione ambientale compiuta di domenica, quando la sede del comune era deserta perché chiusa, e un’altra intercettazione effettuata oltre i termini concessi nell’ambito dell’inchiesta. Due fatti assolutamente inusuali, così come inusuale è stata l’inutilizzabilità dei dvd contenenti i brogliacci delle indagini, il cui danneggiamento era stato già evidenziato dalla difesa. I dischi erano illeggibili, se non addirittura vuoti, come aveva sottolineato Carlo Tomaselli, della polizia postale di Reggio Calabria, incaricato di controllare i dvd.

LE INTERCETTAZIONI CANCELLATE DALLA MEMORIA DEI SERVER
Peraltro, le intercettazioni furono cancellate dalla memoria centrale del server e degli altri dispositivi utilizzati e poi restituiti alla società che noleggia questo genere di apparecchiature alle procure. Pare che la cancellazione dei dati dal server fu effettuata dagli investigatori nonostante fossero consapevoli della non riuscita masterizzazione dei supporti. La giustificazione starebbe nella scarsa qualità audio e video delle intercettazioni. Alcuni documenti non sarebbero neanche stati messi a disposizione delle parti e del giudice.

LO "SMANTELLAMENTO" DELLA SQUADRA INVESTIGATIVA
Fa riflettere il fatto che, immediatamente dopo le indagini, non restò praticamente nessuno di quella squadra. L’allora comandante provinciale delle Fiamme gialle Giovanni Monterosso ha lasciato il corpo per diventare comandante dei vigili urbani di Siracusa. Il tenente colonnello Diego Dieghi fu trasferito, gli agenti di polizia giudiziaria destinati ad altre mansioni mentre, dulcis in fundo, il procuratore capo Domenico Platania fu collocato a riposo. Prossima udienza ad ottobre.

Nella foto il tribunale di Modica