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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 687
MODICA - 23/06/2011
Cronache - Si tratta di A.D.S., licenziato in tronco dal comune

Dipendente in pensione a 50 anni: gli avvocati precisano

"Il dipendente, essendo ormai stato posto in quiescenza, ha dichiarato di non avere più interesse alla domanda di revoca del licenziamento"

Riceviamo e pubblichiamo:
Nell’interesse del signor A.D.S., gli avvocatiti Salvatore Spataro, Ignazio Galfo e Stefania Storaci precisano quanto segue:

Nei giorni scorsi è stata pubblicata nei siti online Corrierediragusa.it e Radiortm.it, la notizia relativa all’accoglimento del reclamo promosso dal Comune di Modica avverso l’ordinanza di reintegra nel posto di lavoro del Giudice del Lavoro del Tribunale di Modica, Dott. Mario Fiorentino, ordinanza che sarebbe stata "sospesa".

In realtà è avvenuto che il dipendente, successivamente al deposito dell’ordinanza del Giudice del Lavoro di reintegra nel suo posto di lavoro, e anteriormente al reclamo promosso dal Comune di Modica, è andato in pensione; pertanto all’udienza del 16.6.2011 il dipendente, essendo ormai stato posto in quiescenza, ha dichiarato di non avere più interesse alla domanda di revoca del licenziamento; conseguentemente il Collegio ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse del signor A.D.S., di 50 anni, e ha revocato l’ordinanza del Giudice del Lavoro, poiché essa non può essere eseguita, non potendo il dipendente tornare a lavorare, se nel frattempo è andato in pensione.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE
Il Tribunale di Modica, in composizione collegiale, ha accolto il reclamo presentato dal Comune di Modica ed ha sospeso la decisione del giudice del lavoro, Mario Fiorentino, con la quale era stato reintegrato in servizio il dipendente comunale, A.D.S., 50 anni. L’uomo era stato licenziato in tronco lo scorso mese di settembre a seguito delle indagini anti assenteismo eseguite da polizia e guardia di finanza a Palazzo San Domenico. Il giudice del lavoro aveva ritenuto valide ed accettabili le motivazioni addotte dall’interessato, secondo cui il fatto di essere in possesso della password per entrare nella rete intranet del Comune era stato solo un atto di curiosità e non era servito per modificare gli orari di entrata ed uscita registrati dall’impianto segnatempo o per avere remunerato lavoro l’extratime.

L’ente civico, attraverso l’avvocato Miriam Dell’Ali, si era appellato a tale provvedimento, ritenendo che ci fossero i presupposti per il licenziamento del lavoratore che, peraltro, da qualche mese è andato in pensione. A questo punto ci sarà da attendere una terza udienza, fissata per il 28 giugno davanti al giudice del lavoro quando la vicenda sarà trattata nel merito. Nella prima sentenza del giudice Fiorentino era stata dimostrata l’inesistenza di dolo nell’agire del lavoratore. Il magistrato aveva ritenuto il provvedimento adottato dal Comune « basato solo sulla dichiarazione resa dal dipendente» non avendo condotto nessuno specifico accertamento e «nessun fatto storicamente individuato era stato accertato». Per il giudice del lavoro, insomma, il licenziamento era illegittimo. L’impiegato, quando fu interrogato dalla polizia non aveva smentito il fatto di essere entrato nei sistemi informativi dell’ente di Piazza Principe di Napoli proprio perchè, secondo il difensore, era in buona fede.


Pensione baby
22/06/2011 | 10.19.22
Antonio Guerrieri

In pensione a 50 anni... La vera notizia.


Pensione?
21/06/2011 | 9.57.22
Antonio Guerrieri

Ha 50 anni e già è in pensione? Questa è la notizia più importante!