Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 832
MODICA - 17/06/2011
Cronache - L’uxoricida condannato anche al pagamento di una maxi provvisionale di un milione 360 mila euro

Sfondò la testa alla moglie: 16 anni a Orazio Toscano

L’uomo, reo confesso, aveva ucciso la moglie Maria Concita Russo, 36 anni
Foto CorrierediRagusa.it

Condanna a 16 anni di carcere e al pagamento di una maxi provvisionale di un milione 360 mila euro per l’uxoricida Orazio Toscano. L’uomo, reo confesso, aveva ucciso la moglie Maria Concita Russo, 36 anni, sfondandole la testa con una grossa pietra, dopo aver tentato di strangolarla in auto sulla strada secondaria che costeggia il cimitero comunale di contrada Piano Ceci.

LA CONCESSIONE DELLE ATTENUANTI
L’omicidio sarebbe stato commesso al culmine di una lite. La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio, al termine di oltre due ore di camera di consiglio, dal gup Patricia Di Marco. Il magistrato ha inflitto quattro anni in meno rispetto alla pena chiesta dal pm Alessia La Placa, avendo esclusa l’aggravante per premeditazione e ritenendo equivalente la diminuente della semi infermità mentale con le altre aggravanti: crudeltà, rapporto di coniuge e minorata difesa (essendo l’omicidio stato commesso di notte e in un luogo appartato). L’accusa a carico di Orazio Toscano, modicano, 39 anni, era quella di omicidio volontario pluriaggravato.

LE PENE ACCESSORIE
Il giudice ha altresì condannato l’imputato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale e alla perdita della patria potestà sui tre figli minorenni di 16, 11 e 8 anni. Il giudice ha inoltre stabilito che l’imputato dovrà liquidare 200 mila euro per ogni figlio e per la loro madre defunta, e 80 mila euro ciascuno ai sette fratelli della vittima. Soddisfatto si è detto l’avvocato difensore Saverio La Grua, che, alla luce della pesante accusa, ritiene ragionevole la pena inflitta al suo assistito.

LA CRONACA DELL´OMICIDIO
Orazio Toscano serrò in auto la gola della moglie con una corda di canapa per le serrande, seguendola poi per strada, dove la finì con una grossa pietra. La donna riportò lo sfondamento della testa, che Toscano sbatté contro il guardrail. Stando a quanto dichiarato dall’uxoricida a suo tempo al magistrato, sarebbe stata l’ira incontrollabile del momento a spingerlo ad aggredire la donna, ma non con l’intenzione di ucciderla. Non ci sarebbe stata quindi premeditazione, come riconosciuto dal giudice, visto che l’uomo avrebbe incontrato Maria Russo solo per parlare e farle fare un giro sulla Toyota Yaris nuova di concessionaria, che Toscano le avrebbe dovuto regalare per il compleanno. I rapporti tra marito e moglie si erano deteriorati da tempo. Tuttavia Orazio Toscano sperava in un riavvicinamento.

LA PERIZIA PSICHIATRICA
La successiva perizia psichiatrica effettuata dal consulente tecnico d’ufficio Francesca Iuppa aveva accertato che l’uxoricida era in grado di intendere e di volere quando finì a colpi di pietra in testa la moglie. Il gup Di Marco aveva quindi preso atto che l’imputato era da ritenere un soggetto socialmente pericoloso. La psichiatra, precisando che l’uomo era lucido quando uccise la moglie, aveva tuttavia evidenziato che persiste una sorta di semi infermità mentale a carico di Toscano, che, non a caso, in questi mesi di detenzione nel carcere di Modica, dove resta rinchiuso, aveva tentato due volte di togliersi la vita. Era stato l´avvocato La Grua a sollecitare la perizia su Toscano, quando aveva chiesto il giudizio abbreviato condizionato.

IL PROFILO DELLA VITTIMA SU FACEBOOK
La donna, che teneva un profilo online sul social network Facebook, scrisse un messaggio un paio d’ore prima della tragedia, dichiarando «di non lasciare sempre tutto al destino, perché qualche volta bisogna anche dargli una mano». Pare che Maria Russo non sopportasse più le presunte angherie del marito, che la sospettava essergli infedele.

Nella foto il alto la scena del crimine. Nel riquadro, Orazio Toscano