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MODICA - 09/06/2011
Cronache - Il magistrato ha mutato i fermi in arresti

Restano in carcere i 9 presunti scafisti dello sbarco dei 900

La posizione dei presunti scafisti in queste ore si sarebbe aggravata dopo il decesso del ventiseienne ghanese, avvenuto martedì mattina all’ospedale «Maggiore»

Restano in carcere i nove presunti scafisti del maxi sbarco di 932 disperati dello scorso 30 maggio. Il fermo è stato convalidato e mutato in arresto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modica Sandra Levanti. Il magistrato, dopo aver disposto il mantenimento della custodia cautelare in carcere per i tre presunti scafisti, si è altresì dichiarato incompetente, inviando gli atti al pubblico ministero del tribunale di Catania, in quanto ai nove componenti l´equipaggio è stata contestata l´associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell´immigrazione clandestina.

La posizione dei presunti scafisti in queste ore si sarebbe aggravata dopo il decesso del ventiseienne ghanese, avvenuto martedì mattina all´ospedale «Maggiore». L’autopsia dovrà accertare se anche il viaggio della speranza compiuto in condizioni disumane abbiano potuto influire sulla già precaria salute del giovane immigrato, affetto da pancreatite. In questo caso potrebbe configurarsi l’ipotesi di reato di omicidio colposo.

I nove presunti scafisti furono arrestati circa 48 ore dopo il maxi sbarco da squadra mobile, guardia di finanza e carabinieri, grazie alle testimonianze dei disperati che avevano indicato i nove migranti come componenti dell’equipaggio. Si tratta di Zerrouki Fouad, 37 anni, egiziano, che dovrebbe essere il comandante; Mostafa Hassen, egiziano di 34 anni; Abdarsi Sadek, 26 anni, egiziano; Mohammed Amensei, egiziano di 43 anni; Chabane Belmehal, algerino di 31 anni; Abdelachi Karbash, algerino di 30 anni; Fethi Dob, algerino di 29 anni; Yosri Ben Fateh, marocchino di 30 anni, e Ahmed Cherni, tunisino di 25 anni.

Il viaggio dei 932 immigrati cominciò dalla Libia e durò complessivamente quattro giorni. Le persone erano stipate all´inverosimile sul moto peschereccio, che rischiò più volte di capovolgersi. Se ciò fosse successo, sarebbe stata una strage. E´ stato accertato che dei nove arrestati, due avevano il compito di distribuire acqua e pasti ai disperati, che avevano pagato tra i 900 e i mille 200 euro a testa per il viaggio della speranza.

LA MORTE DELL´IMMIGRATO
Un immigrato di 26 anni originario del Ghana è deceduto ieri sera nel reparto di malattie infettive dell’ospedale «Maggiore», dove si trovava ricoverato a causa di una grave pancreatite. Il migrante faceva parte del carico umano di 932 disperati del maxi sbarco dello scorso 30 marzo. Le condizioni di salute del giovane ghanese erano già seriamente compromesse anche prima del viaggio della speranza.

Quando è partito dalla Libia a bordo del moto peschereccio, stipato assieme ad altre centinaia di migranti, il ghanese stava già male. Ospitato dapprima nel centro di prima accoglienza di Rosolini, l’immigrato è stato poi ricoverato al «Trigona» di Noto e infine al «Maggiore» di Modica, a causa dell’aggravarsi della pancreatite. Buona parte degli organi del ghanese erano già compromessi per precedenti patologie.

A nulla sono valse le cure prestate dai medici, che hanno fatto il possibile per strappare il giovane immigrato alla morte. Nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia per sgomberare il campo da dubbi sulle cause del decesso, che, come accennato, sarebbero adducibili allo stato avanzato della pancreatite di cui da tempo soffriva il ventiseienne.