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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1172
MODICA - 01/06/2011
Cronache - Associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Scampata tragedia. Fermati i 9 scafisti dello sbarco dei 900

I 932 immigrati, per pagarsi il viaggio della speranza tra mille rischi, avrebbero sborsato dagli 800 ai mille euro ciascuno
Foto CorrierediRagusa.it

Quando la vita di oltre 900 disperati vale 800 mila euro. E´ quanto incassato dall´organizzazione criminale per l´ultimo viaggio della speranza verso le coste iblee, con la complicità di nove presunti scafisti che non hanno esitato ad ammassare sul motopeschereccio ben 932 persone, tra cui bambini e donne in stato interessante, stipati come sardine. Il rischio che il natante potesse ribaltarsi in mare aperto era concreto. Se ciò fosse accaduto, sarebbe stata una strage di almeno 500 morti. Così non è stato, ma solo per mera fortuna, viste le favorevoli condizioni meteo marine.

Di tutto questo dovranno rispondere i nove presunti scafisti sottoposti a fermo d’indiziati di delitto con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta in pratica dell’intero equipaggio del motopeschereccio. I 932 immigrati, per pagarsi il viaggio della speranza tra mille rischi, avrebbero sborsato dagli 800 ai mille euro ciascuno. E’ quanto accertato da Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza nell’ambito degli interrogatori al centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo, dove i disperati sono alloggiati in attesa di altre destinazioni, non escluso anche il rimpatrio.

Sono stati proprio i disperati ad indicare le nove persone fermate come gli scafisti. Si tratta di Fouad Zerrouki, egiziano, il presunto capitano del motopeschereccio, e dei collaboratori Mostafa Hassen e Abdarsi Sadek, di 34 e 26 anni, connazionali, rispettivamente macchinista e aiuto macchinista. L’altro egiziano Mohamed Amensei distribuiva i viveri razionati ai migranti: pane raffermo e acqua sporca, lo stretto necessario per non morire di fame di sete. Ad aiutare il quartetto gli altri componenti l’equipaggio: gli algerini Chabane Belmehal, Abdelachi Karbash e Fethi Dob, di 31, 30 anni e 29 anni, nonché Yosri ben Fateh, marocchino di 30 anni, e Ahmed Cherni, tunisino di 25 anni. Tutti si trovano rinchiusi nelle carcere di Ragusa e Modica, in attesa della convalida da parte del magistrato, che dovrà trasformare i fermi in arresti.

Le prove a carico dei presunti scafisti sarebbero schiaccianti, come confermato dal procuratore capo di Modica Francesco Puleio, che ha coordinato le indagini seguite dal sostituto procuratore Alessia La Placa. Proprio il procuratore ha plaudito alla sinergia tra le forze dell’ordine, che ha consentito di individuare subito i responsabili di questa scampata tragedia. Soddisfatto anche il questore Filippo Barboso. I dettagli delle indagini sono stati invece illustrati dal dirigente della Squadra Mobile Francesco Marino, dal comandante provinciale dei Carabinieri Nicodemo Macrì e dal suo omologo delle Fiamme Gialle Francesco Fallica.

Sono invece in fase di ultimazione le operazioni di foto segnalamento e identificazione del 932 migranti, tra cui 128 donne e 39 minori. Oltre 200 di loro hanno già lasciato il centro di prima accoglienza del porto. Altri li seguiranno a breve. Parecchi saranno rimpatriati, dato che non è possibile concedere l’asilo politico per tutti.

Nella foto da sx Fallica, Barboso, Puleio, Macrì e Marino