Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 664
MODICA - 28/04/2011
Cronache - Modica: il deputato regionale sarà sentito dal magistrato nelle prossime ore

Copai: atteso l´interrogatorio di Minardo, altri 8 indagati

L’uomo politico, componente di Mpa, è ristretto ai domiciliari nella sua abitazione

Saranno fissati tra oggi e domani gli interrogatori di garanzia a carico delle cinque persone raggiunte da altrettante ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari. Tra questi spicca su tutti il nome del deputato regionale e presidente della prima commissione affari istituzionali all’Ars Riccardo Minardo. L’uomo politico, componente di Mpa, è ristretto ai domiciliari nella sua abitazione di corso San Giorgio a Modica, assieme alla moglie Giuseppina Zocco, 62 anni.

Arrestata anche la legale rappresentante del Copai Sara Suizzo, 50 anni. Proprio sulla gestione del consorzio, ritenuta «privatistica» dagli inquirenti, si sono concentrate le indagini partite già nel 2007, per una presunta truffa di 5 milioni di euro. Le ordinanze hanno altresì raggiunto Mario Barone, 51 anni, marito della Suizzo, e Pietro Maienza, 43 anni, originario di Riesi ma residente a Santa Croce Camerina, dove amministra una delle società coinvolte nelle indagini dei finanzieri, che stanno proseguendo anche a carico di altri otto indagati. Si tratta di persone, che, ciascuno per le proprie responsabilità, sarebbero rimasti implicati in maniera più o meno marginale nell’affaire Copai.

Per quanto riguarda invece i soggetti raggiunti dall’ordinanza, tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe aggravate ai danni della Comunità Europea, dello Stato e di altri enti pubblici. A Minardo vengono anche contestati i reati di malversazioni ai danni dello Stato, evasione fiscale e riciclaggio di denaro proveniente dagli illeciti che gli vengono addebitati. Il procuratore Francesco Puleio aveva altresì accusato Minardo di estorsione aggravata in concorso, per aver indotto quattro imprenditori agricoli a versare 100 mila euro, al fine di poter consentire loro l’accesso ai finanziamenti previsti dal Piano operativo regionale.

Pare che, in concorso con altri indagati, tra cui la Suizzo, Minardo avesse lasciato intendere agli imprenditori agricoli che il mancato versamento della somma richiesta avrebbe potuto comportare, a loro diretto svantaggio, la mancata concessione del fondi Por 2000/2006, perché le rispettive domande sarebbero state presentate oltre i termini massimi previsti per legge. Il gip Patricia Di Marco ha però derubricato il reato ipotizzato in truffa, non ravvisando gli estremi per la contestazione del reato di estorsione aggravata in concorso.

Sara Suizzo, invece, in qualità di rappresentante legale del Copai e presidente del Cda, avrebbe apposto le firme false di alcuni componenti dell’organismo, tra cui Corrado Monaca. Si tratta di componenti, che, materialmente, non erano mai stati presenti alle sedute d’assemblea sulla base delle quali venivano redatti i verbali.

Le firme apposte sui documenti non erano state riconosciute dai diretti interessati e i controlli calligrafici avrebbero avvalorato questa tesi. Non a caso, oltre un anno fa, lo stesso professore Monaca aveva dichiarato d’essere fuoriuscito, già nel 2001, dal Copai, assieme all’allora consiglio d’amministrazione. Monaca aveva continuato a collaborare dall’esterno, accettando l’incarico professionale relativo al progetto di «Marketing territoriale ibleo», sviluppandolo con ottimi risultati per il territorio.

Dopodiché Monaca aveva accettato un secondo incarico professionale che verteva esclusivamente sull’adeguamento e sulla ristrutturazione di palazzo Pandolfi. In attesa degli interrogatori di garanzia, continuano intanto a dirsi sereni Riccardo Minardo e la moglie. La circostanza viene confermata dall’avvocato di fiducia della coppia Carmelo Scarso. L’avvocato Scarso rimanda qualsiasi dichiarazione ufficiale a dopo l’interrogatorio di garanzia da parte del magistrato, che sarà tenuto, come accennato, entro la fine della settimana. «I miei assistiti – ha dichiarato il legale – si dicono fiduciosi nell’operato della magistratura». Pare che Riccardo Minardo e la moglie rigettino le accuse contestate loro dagli inquirenti.