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MODICA - 20/04/2011
Cronache - Modica: una vicenda dai contorni inquietanti approda in un’aula di tribunale

Business caro estinto, minacce di morte al becchino

Due titolari di un’agenzia di onoranze funebri, padre e figlio, avevano inviato due cartucce per pistola calibro 38 special in una lettera anonima del tipo biglietti da lutto all’indirizzo del legale rappresentante di una ditta di onoranze funebri di Pozzallo

Concorrenza sleale nel settore del caro estinto a Pozzallo. Due titolari di un’agenzia di onoranze funebri, padre e figlio, avevano inviato due cartucce per pistola calibro 38 special in una lettera anonima del tipo biglietti da lutto all’indirizzo del legale rappresentante di una ditta di onoranze funebri della cittadina marinara.

Il poco simpatico gesto sarebbe stato compiuto da Ernesto e Daniele Bonvento, padre e figlio di 54 e 27 anni, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modica. I due soggetti sono accusati di illecita concorrenza con minaccia, detenzione di armi e falsità in scrittura privata. Le indagini, coordinate dal procuratore capo Francesco Puleio e dal sostituto procuratore Gaetano Scollo, sono state condotte dai carabinieri tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 a Pozzallo, dopo la denuncia querela sporta dal destinatario del macabro biglietto minatorio listato a lutto.

L’intento dei titolari dell’agenzia di onoranze funebri per i quali è stato chiesto al giudice il rinvio a giudizio era quello di indurre con la forza il loro collega a ritirarsi dal mercato, per lasciare loro campo libero. Dalle indagini è emerso che padre e figlio detenevano altresì altre cartucce che dovevano essere utilizzate per ulteriori messaggi intimidatori. Sul piatto c’erano i servizi funebri in favore della Società marinara di mutuo soccorso. Per assicurarsi la gestione del servizio, i due gestori dell’agenzia di onoranze funebri avevano spedito la lettera minatoria al collega, visto come un insidioso avversario, mettendolo altresì in cattiva luce con i soci dell’organismo, al fine di indurli a cambiare agenzia di onoranze funebri.

Padre e figlio avevano in pratica aggiunto delle note apocrife, stilate falsamente, in calce al contratto in essere tra la ditta presa di mira e la società. Copie del contratto alterato erano state spedite anche alle famiglie dei defunti, per screditare l’immagine del titolare concorrente.