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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 751
MODICA - 31/03/2011
Cronache - Modica: le richieste del procuratore Puleio in udienza preliminare

"Modica bene": Drago sereno, paradossale posizione Torchi

Le pene maggiori per complessivi 18 anni chieste per il già presidente della Regione, per il fratello Carmelo, allora assessore al bilancio, e per l’ex sindaco Torchi
Foto CorrierediRagusa.it

«Ero e resto sereno. Continuo a confidare nella magistratura, che, al momento della sentenza, terrà di sicuro conto di tutti gli aspetti di questa vicenda giudiziaria». La voce al telefono di Giuseppe Drago è flemmatica. L’ex presidente della Regione ed ex deputato nazionale non si scompone dinanzi alla richiesta di condanna a sei anni di carcere avanzata dal procuratore Francesco Puleio nel processo in udienza preliminare ormai noto come «Modica bene».

La stessa pena è stata chiesta per il fratello Carmelo, allora assessore comunale al bilancio, e per l’ex sindaco Piero Torchi. «Il dato tragicomico – continua Drago al telefono – è che al termine della requisitoria del procuratore, nessuno ha capito in aula quali fatti precisi, nel dettaglio, mi venivano addebitati. Neanche io ci ho capito niente». Giuseppe Drago ha sempre negato l’esistenza di sostanziosi bonifici a suo nome, parlando piuttosto di cifre più o meno esigue transitate nell’ambito di prestiti ad amici. «Ad ogni entrata – ha sempre tenuto a precisare Drago – corrisponde un’uscita».

Piero Torchi preferisce invece non rilasciare dichiarazioni: «Al momento opportuno parlerò, soffermandomi su alcune circostanze interessanti – dice secco – ma non adesso». Al posto di Torchi parla invece il suo avvocato di fiducia Bartolo Iacono. «Abbiamo chiesto con convinzione l’assoluzione d Torchi – dice il legale – così come con convinzione avevamo scelto il giudizio abbreviato, in quanto dagli atti del processo si ricava la prova positiva ed eclatante della estraneità di Torchi stesso rispetto ai fatti che gli vengono contestati e della inconsistenza dell’accusa.

Prova ne è – aggiunge l’avvocato – la stessa requisitoria del procuratore, che, per quanto riguarda Torchi, ha speso solo una manciata di secondi, limitandosi a definire la richiesta di pena senza neppure sfiorare il contenuto delle accuse, anzi espressamente dichiarando che, dagli atti, non emergono elementi a carico di Torchi». Iacono si riferisce in particolar modo all’assenza di «accertamenti bancari che attestino la responsabilità di Torchi in ordine alla movimentazione del denaro».

«Alla luce di tutto ciò – ribadisce l’avvocato Iacono – attendiamo con serenità e, a maggior ragione tenuto conto del tenore della requisitoria del procuratore, la decisione di assoluzione del giudice». Puleio, in riferimento a Torchi, ha avanzato la richiesta di sei anni di carcere richiamandosi alla responsabilità oggettiva dell’imputato, allora sindaco di Modica. «Ma la responsabilità oggettiva – conclude Iacono – non è contemplata dal nostro diritto, in assenza di prove schiaccianti ed inoppugnabili».

Insomma, Giuseppe Drago e Piero Torchi continuano a rigettare con forza i fatti di cui sono ritenuti responsabili dagli inquirenti, e riferiti ad un lasso di tempo compreso tra il 2003 e il 2007. Nella sua requisitoria, il procuratore Puleio aveva sottolineato che non sussistono i presupposti per i reati di concussione o riciclaggio di denaro, dal momento che non ci sono parti offese, o, comunque, che nessuna delle presunte persone coinvolte ha mai ammesso di essere stata costretta a firmare assegni o a versare denaro sui conti corrente degli imputati. Per Puleio sussiste, però, l´abuso d´ufficio sul fronte del rilascio di concessioni edilizie.

Il procuratore ha comunque evidenziato un grosso giro denaro sui conti correnti dei due fratelli Drago, che, per la pubblica accusa, non lascerebbero dubbi sull´esistenza di una fitta ragnatela di interessi nella quale sarebbero stati coinvolti tutti gli altri imputati.

RICHIESTA COMPLESSIVA DI OLTRE 36 ANNI DI CARCERE
Oltre 36 anni di carcere sono stati chiesti dal procuratore Francesco Puleio per gli otto imputati del processo «Modica bene» che avevano chiesto di poter accedere al giudizio abbreviato. I fatti si riferiscono ad un perido compreso tra il 2003 e il 2007.

LE PENE PIU´ PESANTI CHIESTE PER I FRATELLI DRAGO E PER L´EX SINDACO TORCHI
Le pene più pesanti, sei anni di reclusione ciascuno, sono state chieste per il già presidente della Regione ed ex leader dell’Udc, ora transitato nel Pid, Giuseppe Drago, per il fratello Carmelo, all’epoca assessore al bilancio a palazzo San Domenico, e per l’allora sindaco di Modica Piero Torchi. In totale 18 anni di carcere, oltre due terzi della richiesta complessiva.

LE PENE RICHIESTE PER GLI ALTRI IMPUTATI CON IL RITO ABBREVIATO
4 anni e 8 mesi sono stati chiesti per Giorgio Aprile e Giancarlo Floriddia, quest’ultimo all’epoca dei fatti segretario provinciale dell’Udc. Il procuratore ha poi chiesto 4 anni per Massimo La Pira, e 4 anni e 10 mesi per Vincenzo Pitino, inteso «’Nzuliddu, attuale consigliere provinciale in quota Pdl. L’unica assoluzione è stata chiesta per Giovanni Vasile. Vincenzo Pitino, Giancarlo Floriddia e Giorgio Aprile avevano annunciato in apertura di udienza preliminare, tramite i loro avvocati, di voler rinunciare al giudizio abbreviato. La pubblica accusa si era opposta alla richiesta, poi rigettata dal gup.

GLI ALTRI 11 IMPUTATI CON IL RITO ORDINARIO: CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO
Gli altri undici imputati hanno invece scelto il rito ordinario. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla concussione e al riciclaggio di denaro. Contestato anche l’abuso d’ufficio. Saranno quindi giudicati con il rito ordinario nella prossima udienza del 24 giugno gli allora collaboratori del gruppo di vertice dell´Udc locale: i fratelli Bruno e Massimo Arrabito, Gabriele Giannone, Carlo Fiore e gli imprenditori edili Giuseppe Sammito e Giuseppe Zaccaria. E poi ancora Giancarlo Francione, Marcello Sarta, Rosario Vasile, Vincenzo Leone e Giuseppe Piluso. Il procuratore Puleio ha chiesto per tutti questi imputati il rinvio a giudizio.

LE ATTENUANTI DI TORCHI, MA C´E´ LA RESPONSABILITA´ OGGETTIVA
Nel formulare le sue richieste, Puleio aveva tenuto conto delle questioni di merito che avrebbero visto Piero Torchi estraneo ai fatti addebitati, con la riformulazione dei capi di imputazione. Ma lo stesso procuratore ha tenuto anche conto della cosiddetta responsabilità oggettiva di Torchi, nella sua qualità di sindaco di Modica.

IL "MISTERO" DEI DVD CANCELLATI CON LE INTERCETTAZIONI
I dvd sui quali erano state masterizzate le intercettazioni ambientali e telefoniche erano risultati illeggibili, come aveva sottolineato Carlo Tomaselli, della polizia postale di Reggio Calabria, incaricato dalla procura di controllare i supporti. Peraltro, le intercettazioni furono cancellate anche dalla memoria centrale dei dispositivi utilizzati per procedere in questo senso e poi restituiti alla società che noleggia questo genere di apparecchiature alle procure.

IL PROCURATORE PULEIO: "UNA FITTA RAGNATELA D´INTERESSI"
Il procuratore ha parlato in aula dell´esistenza di una fitta ragnatela d’interessi, soprattutto economici, di una catena indefinita tra le persone coinvolte, anche se ha sottolineato che non ci sono i presupposti per i reati di concussione o riciclaggio di denaro, dal momento che non ci sono parti offese, o, comunque, che nessuna delle presunte persone coinvolte ha mai ammesso di essere stata costretta a firmare assegni o a versare denaro. Sussiste, in alcuni casi, l´abuso d´ufficio sul fronte del rilascio di concessioni edilizie.

LA POSIZIONE DEI FRATELLI DRAGO
Il pubblico ministero ha esaminato la posizione dei fratelli Drago, parlando di una sorta di gruppo d’interessi. Puleio ha sottolineato il grosso giro denaro sui conti correnti dei due fratelli Drago, che, per la pubblica accusa, non lascerebbero dubbi sull´esistenza di questa fitta ragnatela nella quale sarebbero stati coinvolti tutti gli altri imputati. Parecchie decisioni, stando alle indagini, sarebbero state assunte nelle stanze di palazzo San Domenico da alcuni componenti dell’allora amministrazione retta da Torchi. Giuseppe Drago, negando sostanziosi bonifici a suo nome, ha sempre parlato di cifre più o meno esigue transitate nell’ambito di prestiti ad amici. «Ad ogni entrata – aveva precisato Drago – corrisponde un’uscita».

Nella foto in alto in primo piano Piero Torchi e, sullo sfondo, Giuseppe Drago (primo da dx) TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA