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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 947
MODICA - 31/03/2011
Cronache - Modica: dopo la denuncia di una giovane gestante modicana

Interruzione gravidanza e morte feto, 2 medici a giudizio

I fatti furono desunti dalle cartelle cliniche acquisite agli atti dopo il sequestro effettuato dalle forze dell’ordine
Foto CorrierediRagusa.it

Interruzione colposa della gravidanza ai danni di una gestante alla 35ma settimana. E’ l´accusa da cui devono difendersi due medici modicani, citati in giudizio dal procuratore della repubblica di Modica Francesco Puleio. A.P., medico di fiducia della donna, e G.A., medico specialista in servizio all’ambulatorio della divisione di ginecologia ed ostetricia dell’ospedale Maggiore (foto) di Modica, per negligenza, imprudenza, imperizia e per colpa professionale, hanno interrotto la gravidanza della giovane puerpera L.P.M.

Nonostante le circa venti ecografie eseguite, il medico di fiducia della donna non si accorse che il cordone ombelicale era attorcigliato attorno al collo del feto, pregiudicandone le condizioni. In pratica non fu diagnosticato in tempo utile il pericoloso quadro clinico per scongiurare l’interruzione della gravidanza. Il medico non avrebbe interpretato in maniera corretta i sintomi descritti dalla paziente e il tracciato cardiotocografico eseguito, determinando il mancato ricovero urgente della stessa puerpera.

Il medico in servizio al Maggiore invece non avrebbe eseguito gli esami idonei all’individuazione della patologia, omettendo di ricoverare la paziente e di monitorare il benessere fetale al fine di eseguire un eventuale parto cesareo d’urgenza. Di conseguenza, si registrò il decesso del feto a causa della sofferenza ipossica, ovvero della mancanza di ossigeno. Il tragico fatto si verificò lo scorso luglio. Fu la stessa donna, distrutta dal dolore per la perdita del feto, a presentare denuncia querela contro i due medici.

Poi la procura avviò d’ufficio le indagini e adesso il procuratore Puleio ha chiesto la citazione in giudizio dei due medici per questo ennesimo presunto caso di malasanità. I fatti furono desunti dalle cartelle cliniche acquisite agli atti dopo il sequestro effettuato dalle forze dell’ordine.