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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 988
MODICA - 14/03/2011
Cronache - Modica: il comune sta valutando la possibilità d’impugnare la sentenza

Reintegrato dal giudice del lavoro il dipendente licenziato

A.D.S., 55 anni, sposato e padre di figli, da anni impiegato nell’ufficio di presidenza del consiglio comunale, di cui verbalizzava spesso le sedute, è stato quindi riammesso al lavoro

E’ stato reintegrato dal giudice del lavoro il dipendente comunale licenziato in tronco lo scorso settembre dal comune, alla luce delle presunte irregolarità riscontrate negli orari di entrata ed uscita dal posto di lavoro. A.D.S., 55 anni, sposato e padre di figli, da anni impiegato nell’ufficio di presidenza del consiglio comunale, di cui verbalizzava spesso le sedute, è stato quindi riammesso al lavoro dal giudice al termine dell’udienza di ieri mattina.

Il dipendente comunale era finito nelle maglie di Guardia di finanza e Polizia durante il blitz antiassenteismo effettuato lo scorso 11 maggio a palazzo San Domenico. Dalle successive indagini, emerse che A.D.S. si sarebbe procurato le password per entrare nella rete intranet del comune e modificare gli orari di entrata ed uscita registrati dalla macchinetta del badge per lo «strisciamento»del tesserino magnetico.

In sostanza A.D.S. avrebbe fatto risultare lavoro straordinario compiuto in maniera fittizia, oltre i normali orari d’ufficio, godendo pertanto di una retribuzione extra, mentre magari si trovava altrove. Un sistema che, stando alle indagini, l’impiegato avrebbe usato non solo per sé stesso, ma anche per almeno una mezza dozzina di dipendenti compiacenti.

Anche in considerazione del fatto che il dipendente pare avesse confessato tutto agli inquirenti, il comune aveva deciso di licenziarlo in tronco a causa della reiterata condotta scorretta, e per tutelare l’immagine stessa dell’ente e di tutti quei dipendenti che hanno sempre osservato in maniera scrupolosa gli orari di lavoro.

Non è escluso che il comune possa adesso impugnare la sentenza del giudice del lavoro, secondo cui il fatto di essere in possesso della password avrebbe dimostrato solo la curiosità del dipendente, e non era sufficiente provare l’utilizzo fraudolento per modificare gli orari di entrata ed uscita registrati dall´impianto segnatempo o per ottenere la remunerazione dello straordinario, o extratime. Il lavoratore ha dimostrato la sua buona fede e di essere stato sempre presente nelle normali ore d´ufficio.

Secondo il giudice, il provvedimento adottato dall´ente civico «Si è basato solo sulla dichiarazione resa dal dipendente», mentre non è stato condotto nessuno specifico accertamento e «Nessun fatto storicamente individuato è stato accertato».

La dichiarazione dell´interessato al massimo potrebbe dimostrare la generica attitudine del dipendente ad operare sull´orologio segnatempo. Per il giudice del lavoro, insomma, il licenziamento è illegittimo. L´impiegato, quando fu interrogato dalla polizia, non aveva smentito il fatto di essere entrato nei sistemi informativi dell´ente di Piazza Principe di Napoli proprio perchè, secondo il difensore, era in buona fede.

Nel frattempo il dipendente comunale è andato da poco in pensione, in base alla normativa riservata ai soggetti ai quali è stata riconosciuta l’invalidità civile. Il dipendente comunale, difatti, risultando invalido, ha potuto beneficiare del pensionamento anticipato. (Ha collaborato M.A.C.)