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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1334
MODICA - 25/02/2011
Cronache - Modica: il processo che prende le mosse dall’inchiesta scattata nel 2005

Diplomi facili: chiesti 90 rinvii a giudizio, abbreviato per 3

Gli imputati che hanno scelto il rito alternativo sono Santo Dominante, Luca Bonanno e Antonino Zinna

Rito abbreviato per tre studenti e 90 richieste di rinvio a giudizio per altrettanti imputati nel procedimento sui cosiddetti «diplomi facili», che si tiene in udienza preliminare dinanzi al gup Sandra Levanti. Gli imputati che hanno scelto il rito alternativo sono Santo Dominante, Luca Bonanno e Antonino Zinna. Per quest’ultimo il pm Francesco Puleio aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione, avendogli contestata anche l’associazione, mentre per i primi due erano stati chiesti sei mesi di carcere ciascuno. Per gli altri novanta imputati, come accennato, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio.

L’inchiesta sui cosiddetti «diplomifici» scattò nel 2005, dopo gli esami di maturità svoltisi negli Istituti tecnici commerciali parificati «Europa» di Modica, «Marconi» di Vittoria e «Gentile» di Vizzini. Coinvolti nel procedimento 31 studenti e 62 tra dirigenti, amministratori, dipendenti e collaboratori dei tre istituti. Coimputati anche 24 docenti, membri delle tre commissioni degli esami di Stato. Le commissioni degli istituti «Marconi» e «Gentile» erano presiedute da Antonino Nasisi. La commissione dell’istituto «Europa» era invece presieduta da Giorgio Spadaro.

Per i commissari, accusati di avere ammesso candidati che avevano seguito solo poche lezioni durante l’intero anno scolastico, e in qualche caso di avere violato il limite del numero massimo di studenti consentito per ogni commissione, l’accusa è quella di abuso d’ufficio. Più gravi le accuse contestate ai coniugi Sebastiano Mignacca e Giovanna D’Izzia, amministratori unici della società «Ge.Ma.D Srl» che gestiva gli istituti di Modica e Vittoria, e della «Si.Pla.S Srl» che gestiva l’istituto di Vizzini.

I due coniugi, insieme al figlio Vincenzo Mignacca, collaboratore di segreteria dell’Istituto Europa, e ad altre 17 persone, rispondono difatti di associazione per delinquere finalizzata «alla consumazione di un numero indeterminato di delitti contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica». Il gup si è riservato di decidere per la prossima udienza.