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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1015
MODICA - 25/02/2011
Cronache - Modica: il costruendo edificio è stato posto sotto sequestro dalla Polizia municipale

Palazzo Fontana, denunciati imprenditore e direttore lavori

Gli agenti del nucleo operativo di polizia edilizia hanno altresì inviato gli atti alla procura

Sfocia in un sequestro e due denunce la vicenda relativa al costruendo palazzo del quartiere Fontana. E’ stata la polizia municipale ad apporre i sigilli al costruendo edificio di via Fontana, oggetto di polemiche per il punto in cui doveva sorgere, a ridosso dell’alveo del torrente e a pochi metri dalle case preesistenti, che sarebbero state coperte.

L’imprenditore che ha preso i lavori in appalto, altresì proprietario del costruendo edificio, come accennato è stato denunciato all’autorità giudiziaria assieme al direttore dei lavori, perché il progetto esecutivo è risultato essere difforme rispetto a quello originario. Gli agenti del nucleo operativo di polizia edilizia hanno altresì inviato gli atti alla procura, che dovrà accertare eventuali responsabilità penali sulla vicenda, che si trascina da oltre un trentennio.

Il progetto che aveva ottenuto le autorizzazioni di genio civile, regione e soprintendenza di Ragusa, sarebbe risultato diverso rispetto a quello in base a cui si stava procedendo all’esecuzione dei lavori, adesso sospesi. L’impresa modicana «Fargione» stava erigendo l’impalcatura per il «getto» di calcestruzzo propedeutico alla realizzazione della soletta, risultata in contrasto con il progetto originario.

Tra l’alveo ed il cosiddetto «piano campagna», vale a dire la sede stradale al di sopra della cava, la costruzione sforava in altezza di circa 60 centimetri rispetto al limite massimo consentito in fase di approvazione del progetto, adesso risultato difforme. Potrebbero risultare altre difformità, rispetto a quella evidenziata dagli agenti di polizia municipale. Anche a questo proposito la documentazione è stata inviata alla procura.

I lavori erano stati bloccati dalla soprintendenza di Ragusa, dopo il sopralluogo della scorsa settimana. L’attuale soprintendente Alessandro Ferrara, che aveva interessato della vicenda anche la direzione generale di Roma, non si spiegava come il suo predecessore (Vera Greco, n.d.r.), avesse concesso le autorizzazioni, considerato anche lo stridore del costruendo palazzo con il contesto urbanistico, ambientale e architettonico della zona. Senza contare poi i dubbi sulla stabilità di un edificio le cui fondamenta poggiano a ridosso dell’alveo di un torrente, seppure semicoperto.

I residenti che si sarebbero visti privare di luce e aria dalle finestre delle rispettive abitazioni, che sarebbero rimaste oscurate dalla facciata del palazzo, avevano già vinto una prima causa. Adesso si sono di nuovo affidati ad un avvocato. Sulla vicenda era intervenuto anche l’assessore comunale all’urbanistica Giovanni Giurdanella, che, in una lunga nota, aveva evidenziato la complessità della vicenda. Il consigliere comunale del Pid Paolo Nigro aveva invece proposto di far costruire il palazzo in un’altra zona. Il suggerimento, recepito dalla giunta, avrebbe incontrato anche il favore dell’imprenditore. Ma adesso è probabile che tutto si blocchi, alla luce delle due denunce e del sequestro dell’immobile che hanno fatto seguito al blocco dei lavori.