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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 358
MODICA - 17/02/2011
Cronache - Modica: i 17 indagati dovranno comparire dinanzi al gup il 20 ottobre

Inchiesta "Carriere facili", fissata udienza preliminare

Stando alle indagini, l’amministrazione del tempo avrebbe causato un danno erariale di 300 mila euro all’ente di palazzo San Domenico

E´ stata fissata l’udienza preliminare a carico delle 17 persone indagate dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta aperta dal procuratore della repubblica di Modica Francesco Puleio sulle cosiddette «Carriere facili». Dopo la conclusione delle indagini, è stata fissata al 20 ottobre la prima udienza preliminare. Dinanzi al gup dovranno comparire l’ex sindaco di Modica Piero Torchi, il segretario generale dell’epoca Carmelo Colombo, l’allora assessore al bilancio Carmelo Drago e 14 dirigenti pro tempore.

Stando alle indagini, l’amministrazione del tempo avrebbe causato un danno erariale di 300 mila euro all’ente di palazzo San Domenico, dopo aver proceduto all’attribuzione formale delle mansioni superiori per sei mesi, tra il 2006 e il 2008, ai circa 180 dipendenti di ruolo a palazzo San Domenico. Secondo i finanzieri, furono adottate procedure discutibili per il riconoscimento ai dipendenti comunali delle qualifiche superiori, senza concorsi pubblici o riferimenti a graduatorie esistenti.

Gli interessati invece si difesero asserendo d’aver agito nel pieno rispetto della legge, attingendo alle professionalità interne, come previsto dall’articolo 8 del contratto nazionale del lavoro, riconoscendo ai dipendenti le qualifiche superiori per mansioni, che, nei fatti, svolgevano da tempo. In questo modo, secondo gli indagati, l’ente si sarebbe messo al riparo da eventuali contenziosi. All’epoca sarebbero mancati candidati con la qualifica D1, per cui la giunta decise di procedere con la progressione verticale dei dipendenti di ruolo, scongiurando altresì l’ipotesi di un contenzioso tra ente e sindacati.

Sulla vicenda intervenne anche il sindacalista Ettore Rizzone, il quale dichiarò che «Il presunto danno erariale ai danni di palazzo San Domenico contestato dalla Finanza è inesistente perché si trattò di somme dovute ai dipendenti per le attività lavorative già svolte in precedenza. In sostanza – disse Rizzone – l’ente pagò solo la differenza data dall’attribuzione formale per sei mesi delle mansioni superiori ai dipendenti comunali, peraltro un atto dovuto.

Anzi – aggiunse il sindacalista – l’ente risparmiò una cospicua somma, rispetto alle assunzioni di altri impiegati con qualifica superiore, il cui stipendio pieno si sarebbe aggiunto a quello dei dipendenti già di ruolo. Questo positivo aspetto della vicenda – concluse Rizzone – fu tenuto in considerazione anche dall’ispettrice ministeriale che a suo tempo effettuò i controlli a palazzo San Domenico».

Piero Torchi e Carmelo Drago, tramite il loro avvocato Bartolo Iacono, diramarono un paio di mesi fa una nota congiunta sull’indagine che li vede implicati: «La Guardia di Finanza – fu scritto nella nota – confeziona un atto di accusa che neppure tiene conto dei reati formalmente contestati dall’autorità giudiziaria, utilizzando termini e considerazioni diffamatori che ci hanno indotto a conferire mandato ai nostri legali volto alla tutela, con ogni azione, della nostra dignità ed del nostro operato.

Attendiamo con fiducia – conclusero Torchi e Drago – le determinazioni dell’autorità giudiziaria, ribadendo al contempo la correttezza dell’operato dei dirigenti e dell’amministrazione, sempre a salvaguardia degli interessi pubblici e dell’ente». L’ipotesi di reato prospettabile a carico dei 17 indagati è quello di abuso d’ufficio.