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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 840
MODICA - 22/12/2010
Cronache - Modica: l’indagine sulla presunta esportazione fittizia di prodotti alimentari per evadere l’Iva

Frode di 4 milioni di euro dalla Sicilia a Malta. Conad: "Siamo stati raggirati"

Portato alla luce un grosso giro di evasione contributiva che avrebbe consentito alla grande distribuzione di essere competitiva sul mercato
Foto CorrierediRagusa.it

Dal 2006 ha promosso lo sviluppo del settore alimentare nella vicina isola di Malta, associando un imprenditore locale, proprietario di una catena di sette supermercati. Si è espansa anche all’estero la «Conad Sicilia», rimasta adesso coinvolta in una presunta maxi frode fiscale di quattro milioni di euro che corre proprio lungo l’asse Sicilia – Malta. Pare che la «Conad Sicilia» di contrada Fargione, nell’agglomerato industriale di Modica – Pozzallo, esportasse nell’Isola dei Cavalieri un grosso quantitativo di prodotti alimentari, ma solo in maniera fittizia.

Le indagini hanno consentito di accertare che la merce distribuita e movimentata in tre anni, dal 2007 al 2009, per un ammontare complessivo di circa 20 milioni, non lasciava in realtà l’Italia, essendo reinserita nel circuito legale della grande e piccola distribuzione nazionale, senza che venisse versato nelle casse dell’erario quanto dovuto per legge. Una sorta di evasione «a carosello», che consisteva in vari passaggi fittizi di compravendita, mascherati da documentazione fiscale fasulla emessa da società inesistenti.

Un circolo vizioso che, oltre alla rilevante evasione dell’Iva al 20%, ha causato una notevole distorsione del libero mercato, dal momento che era stata compromessa la leale concorrenza tra gli operatori onesti. Stando alle indagini, la «Conad Sicilia» poteva difatti praticare prezzi contenuti, e quindi altamente concorrenziali, per i prodotti alimentari immessi nella grande e piccola distribuzione italiana, a fronte dell’evasione dell’Iva contestata dagli inquirenti.

L’indagine è sfociata nella denuncia del rappresentante legale e del responsabile delle vendite e dell’amministrazione di «Conad Sicilia», e nel sequestro di un ingente quantitativo di generi alimentari, del valore di un milione e mezzo di euro. Si tratta della prima operazione del genere in provincia, dopo l’entrata in vigore delle norma specifica. E’ il risultato di settimane di lavoro della Guardia di finanza di Ragusa, in collaborazione con il nucleo di polizia tributaria e dell’agenzia delle dogane – ufficio antifrode di Catania, i cui funzionari avevano rilevato cessioni di beni anomale, da parte di «Conad Sicilia», verso operatori commerciali dell’isola di Malta.

L’azienda continua la sua normale attività, dal momento che nella sede non sono stati apposti i sigilli. I particolari delle indagini sono stati resi noti in procura a Modica dal procuratore capo Francesco Puleio, dal comandate della Guardia di finanza di Ragusa Francesco Fallica, dal maggiore Massimiliano Pacetto e dal direttore dell’ufficio antifrode di Catania Maria Concetta Calandra, i quali hanno spiegato che le indagini hanno preso le mosse nel 2009. Venne accertato che i titolari delle società estere in affari con la «Conad Sicilia», e nei fatti rivelatesi esistenti solo sulla carta, erano quasi tutti di nazionalità italiana, e già da tempo operanti nel settore del commercio alimentare.

Dalle fedine penali di alcuni di questi titolari, risultavano dei precedenti di rilievo in materia di frodi fiscali. Un campanello d’allarme per gli inquirenti, i quali hanno scoperto che le società «cartiere» acquistavano ingenti quantità prodotti alimentari dalla «Conad Sicilia», con il fine dichiarato di esportarli a Malta. Dalle indagini è invece emerso che i prodotti non avrebbero mai lasciato l’Italia. Da qui nasce l’illecito contestato, con riverberi di carattere penale. «Conad Sicilia» è la cooperativa del sistema «Conad», titolare del marchio in Sicilia orientale.

Per rete commerciale, giro d´affari e quota di mercato, è la più grande organizzazione cooperativa di imprenditori indipendenti in Sicilia orientale, un punto di riferimento sicuro per il commercio al dettaglio. Con 134 soci imprenditori e 157 punti vendita, la cooperativa siciliana opera sul territorio con circa mille 450 addetti.

LA REPLICA DI "CONAD SICILIA": "SIAMO VITTIMA DI UN RAGGIRO"
E’ di queste ore la replica di «Conad Sicilia», i cui dirigenti scrivono in un comunicato «D’essere rimasti vittima di un raggiro, visto che il fatturato oggetto dell’indagine è marginale e nessun vantaggio è stato conseguito dall’azienda. Con la correttezza che ci contraddistingue – prosegue la nota – abbiamo fattivamente collaborato con gli organismi che hanno svolto le indagini per chiarire i fatti di cui «Conad» è rimasta suo malgrado coinvolta.

Siamo fiduciosi – conclude il comunicato – nell’operato della Procura, della Guardia di Finanza e dell’Ufficio delle Dogane ed agli stessi ci rimettiamo affinché siano accertate eventuali irregolarità di cui siamo stati solo vittime, non di certo autori». Negli anni oggetto della verifica, «Conad Sicilia» ha conseguito ricavi della produzione per più di 430 milioni di euro, incassato Iva per 52 milioni di euro e ne ha pagata per 53 milioni di euro. Negli stessi anni la cooperativa ha pagato imposte Ire e Irap pari a 2 milioni di euro.

Nella foto in alto da sx il direttore dell’ufficio antifrode di Catania Maria Concetta Calandra, il procuratore capo Francesco Puleio, il comandate della Guardia di finanza di Ragusa Francesco Fallica e il maggiore Massimiliano Pacetto.