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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:40 - Lettori online 1426
MODICA - 22/12/2010
Cronache - Modica: un gruppo di giovani di Modica, Pozzallo e Rosolini

Droga, 13 rinvii a giudizio. C´è pure la nipote di un attore

Sono accusati d’aver spacciato eroina e cocaina

Sono accusati di spaccio di cocaina ed eroina lungo il litorale che va da Pozzallo al territorio di Ispica. Nonostante non scattarono le manette per la mancata flagranza di reato, e non saltò fuori neanche un grammo di droga dalle perquisizioni, sono adesso stati rinviati a giudizio 13 giovani di Rosolini, Pozzallo e Modica. Tra loro anche una ragazza di una nobile famiglia modicana, e due incensurati.

Il rinvio a giudizio è stato deciso dal giudice unico del tribunale di Modica Patricia Di Marco, come richiesto dal procuratore capo Francesco Puleio. La presunta banda di spacciatori era composta da giovani di età compresa tra i 25 e i 30 anni. Stando alle prove raccolte dai carabinieri in oltre 5 mila pagine d’intercettazioni ambientali e telefoniche, effettuate tra l’ottobre 2004 e il febbraio 2005, gli imputati utilizzavano un linguaggio in codice per scambiarsi informazioni, con frasi del genere «Portami una salsiccia, preferibilmente piccante», oppure «E’ disponibile del pesce fresco per stasera».

Tra gli imputati c’è davvero chi svolge le professioni di macellaio e pescivendolo e, stando alla tesi difensiva, alcune ordinazioni di clienti effettuate al telefono furono equivocate dagli investigatori come una compravendita di droga. Il prossimo sette marzo dovranno comparire dinanzi al giudice i fratelli Emanuele e Salvatore Scarrozza, Antonino Campo e Giulia Cartier, quest’ultima appartenente ad una famiglia bene di Modica e peraltro nipote di un noto attore. A giudizio anche Maurizio Frischetto, Antonino Santoro, Gaspare Chiarelli e Giorgio Garofalo, oltre a due incensurati.

Le indagini partirono da contrada Scaro, all’altezza del primo scivolo, nei pressi di Marina Marza, dove i giovani si incontravano spesso. Non fu mai trovato il corpo del reato e, alla luce di ciò, la direzione distrettuale antimafia di Catania, alla quale furono inviati gli atti per la contestazione dell’associazione per delinquere, ritenne che non sussistevano i presupposti. La difesa è tra gli altri composta dagli avvocati Giovanni Favaccio, Raffaele Pediliggieri, Franco Rovetto, Alessandro Borgese ed Enrico Platania.