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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 998
MODICA - 17/12/2010
Cronache - Modica: 4 anni e 8 mesi di carcere per un pozzallese di 66 anni

Stuprò disabile sotto gli occhi della sorellina, condannato

E’ stato il giudice per le udienze preliminari Sandra Levanti a condannare l’imputato, M.L., in accoglimento della richiesta avanzata dal procuratore capo Francesco Puleio

Condanna a quattro anni e otto mesi di carcere per il pozzallese di 66 anni che abusò di una ventenne diversamente abile, nel buio di uno squallido garage, davanti agli occhi della sorellina di appena dodici anni della vittima, anche lei portatrice di handicap. E’ stato il giudice per le udienze preliminari Sandra Levanti a condannare l’imputato, M.L., in accoglimento della richiesta avanzata dal procuratore capo Francesco Puleio. La condanna è già comprensiva della riduzione di un terzo della pena concessa all’imputato, in quanto giudicato con il rito abbreviato. L’insospettabile pensionato, ex operaio di Pozzallo, incensurato, sposato e padre di figli, era stato arrestato lo scorso aprile dalla Squadra mobile di Ragusa, coordinata dal dirigente Francesco Marino, che aveva accertato gli agghiaccianti fatti dopo settimane di indagini. Sotto l’apparente aspetto di persona rispettabile e di vicino di casa affidabile, l’uomo celava la sua natura di "orco". Il pensionato, residente nella cittadina marinara, doveva rispondere di abuso sessuale continuato.

Non era stato facile per il polo investigativo per la tutela dei minori e delle donne vittime di violenza far venire alla luce la vicenda, verificatasi nel marzo scorso. Il pensionato faceva leva sulla condizione di inferiorità psichica delle vittime designate per soddisfare i suoi istinti. L’uomo terrorizzava le ragazzine, costringendole a seguirle nel garage della sua abitazione, dove si sarebbero consumate le violenze sessuali. La sorella minore della disabile psichica sarebbe stata costretta a guardare tutto, soddisfacendo la perversione del pensionato, che poi ammoniva le due sorelle a non dire niente a nessuno. Ma il crescente disagio della ventenne e della bambina aveva fatto scattare la molla del sospetto nei parenti, che si erano rivolti alla Polizia.

Il personale specializzato e il pool di psicologi avevano convinto a confidarsi le due vittime, che si sentivano addirittura colpevolizzate, temendo di non essere credute. Il pensionato, che non aveva nessun rapporto di parentela con le ragazze, approfittava della fiducia del vicinato per abusare della ventenne.