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MODICA - 05/12/2010
Cronache - Ispica: la sentenza del giudice del tribunale di Modica

Stuprò la ex moglie in casa ad Ispica, condannato a 4 anni

Per S.L.G., un quarantaseienne di Avola, scattarono lo scorso maggio le manette

Stuprò tra le mura domestiche la ex moglie, minacciandola di morte e picchiandola selvaggiamente con calci e pugni per renderla inoffensiva ed impedirle di gridare e cercare aiuto. Per S.L.G., un quarantaseienne di Avola, scattarono lo scorso maggio le manette ad Ispica. Adesso l’uomo è stato condannato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modica a quattro anni di carcere e ottomila euro di risarcimento danni da liquidare alla donna, costituitasi parte civile tramite gli avvocati Ignazio Galfo e Milena Iacono.

L’imputato doveva essere sottoposto al giudizio immediato, ma i difensori Giovanni Favaccio e Salvatore Giurdanella hanno proposto il rito abbreviato. Il gip Lucia De Bernardin ha quindi inflitto la condanna. Il pubblico ministero Francesco Puleio aveva chiesto otto anni di carcere. L’imputato, che resta rinchiuso nel carcere di Siracusa, doveva rispondere di violenza sessuale, lesioni personali aggravate, violenza privata, danneggiamento e minacce. Stando a quanto accertato a suo tempo dai carabinieri dopo la denuncia dell’esasperata vittima, l’uomo partiva spesso da Avola per recarsi ad Ispica con lo scopo di perseguitare la ex consorte con pedinamenti, appostamenti e telefonate continue.

In un’occasione l’uomo si piazzò sotto il balcone di casa della donna, urlando di voler entrare. Al rifiuto della vittima, l’uomo avrebbe cominciato a gridare frasi minacciose ed ingiuriose. Un incubo per la malcapitata, culminato nella violenza sessuale. L’imputato attese che la donna restasse sola in casa, riuscendo con un sotterfugio a farsi aprire la porta. Poi abusò sessualmente della donna, dopo averla picchiata e terrorizzata. La vittima trovò il coraggio di denunciare l’accaduto ai carabinieri della stazione di Ispica. Le successive indagini dei militari indussero il giudice per le indagini preliminari ad emettere l’ordinanza di carcerazione.