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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 888
MODICA - 05/12/2010
Cronache - Modica: l’ipotesi di reato contestata è quella di abuso d’ufficio

"Carriere facili", Torchi e Carmelo Drago: "Nessun illecito"

Le indagini sono state condotte dalla Guardia di finanza a palazzo San Domenico su delega del procuratore capo Francesco Puleio Foto Corrierediragusa.it

«L’allora sindaco di Modica Piero Torchi agì nel pieno rispetto delle regole, per quanto riguarda l’attribuzione formale delle mansioni superiori per sei mesi, tra il 2006 e il 2008, ai circa 180 dipendenti di ruolo a palazzo San Domenico». Così il sindacalista Ettore Rizzone in merito all’indagine della procura, condotta dalla Finanza, sul presunto danno erariale di 300 mila euro ai danni dell’ente per le procedure discutibili che, secondo gli inquirenti, sarebbero state seguite per il riconoscimento ai dipendenti comunali delle qualifiche superiori, senza concorsi pubblici o riferimenti a graduatorie esistenti.

Sono 17 le persone denunciate: oltre a Torchi, anche il segretario generale dell’epoca Carmelo Colombo, l’allora assessore al bilancio Carmelo Drago e 14 dirigenti pro tempore. Per Rizzone, all’epoca dei fatti esperto del sindaco in materia di dotazione organica, la giunta attinse alle professionalità interne, come previsto dall’articolo 8 del contratto nazionale del lavoro. «L’aver riconosciuto ai dipendenti le qualifiche superiori per mansioni, che, nei fatti, svolgevano da tempo, ha consentito all’Ente di mettersi al riparo da eventuali contenziosi.

Un rischio che – prosegue Rizzone – permane per questa amministrazione, visto che i dirigenti continuano nella reiterata e biasimevole pratica di far svolgere incarichi diversi rispetto alle reali qualifiche ai dipendenti, come nel caso degli ausiliari del traffico. Tutto questo – prosegue Rizzone – in dispregio della cosiddetta sinallagmaticità del rapporto, ovvero la corrispettività tra la qualità e la quantità del lavoro svolto e la corrispettiva retribuzione».

Per Rizzone, il presunto danno erariale ai danni di palazzo San Domenico contestato dalla Finanza «è inesistente perché – aggiunge il sindacalista – si tratta di somme dovute ai dipendenti per le attività lavorative già svolte in precedenza. In sostanza l’ente ha pagato solo la differenza data dall’attribuzione formale per sei mesi delle mansioni superiori ai dipendenti comunali, peraltro un atto dovuto. Anzi – aggiunge Rizzone – l’ente ha risparmiato, rispetto alle assunzioni di altri impiegati con qualifica superiore, il cui stipendio pieno si sarebbe aggiunto a quello dei dipendenti già di ruolo. Questo positivo aspetto della vicenda – conclude Rizzone – è stato tenuto in considerazione anche dall’ispettrice ministeriale che a suo tempo effettuò i controlli a palazzo San Domenico».

LA NOTA DI TORCHI E CARMELO DRAGO: "BASTA CACCIA ALLE STREGHE"
Intanto Piero Torchi e Carmelo Drago, tramite il loro avvocato Bartolo Iacono, hanno diramato una nota congiunta sull’indagine che li vede implicati: «La Guardia di Finanza – si legge testualmente – confeziona un atto di accusa che neppure tiene conto dei reati formalmente contestati dall’autorità giudiziaria, utilizzando termini e considerazioni diffamatori che ci hanno indotto a conferire mandato ai nostri legali volto alla tutela, con ogni azione, della nostra dignità ed del nostro operato. Attendiamo con fiducia – concludono Torchi e Drago – le determinazioni dell’autorità giudiziaria, ribadendo al contempo la correttezza dell’operato dei dirigenti e dell’amministrazione, sempre a salvaguardia degli interessi pubblici e dell’ente».

L´INCHIESTA SULLE "CARRIERE FACILI"
Ipotesi di reato di abuso d’ufficio prospettabile per 17 indagati, relativamente all’attribuzione irregolare di mansioni superiori al personale dipendente, tra il 2006 e il 2008, propedeutico alle progressioni verticali delle carriere, senza regolare concorso. Una prassi discutibile che avrebbe causato un danno economico di circa 300mila euro al comune di Modica.

La Guardia di finanza ha denunciato l’allora sindaco Piero Torchi, il segretario generale pro tempore Carmelo Colombo, l’allora assessore al bilancio Carmelo Drago e 14 dirigenti all’epoca dei fatti in servizio a palazzo San Domenico. Il fascicolo a carico delle 17 persone denunciate è stato aperto dal procuratore capo Francesco Puleio, che ha delegato i finanzieri alla conduzione delle indagini volte all’accertamento di eventuali responsabilità penali. All’allora sindaco viene contestato il tentato abuso d’ufficio dalle Fiamme gialle, che ipotizzano presunti favori elettorali ottenuti dallo stesso Torchi in cambio del conferimento arbitrario degli incarichi ai 180 dipendenti comunali.

Dalle indagini sono emerse numerose determine dirigenziali, tramite cui i finanzieri hanno accertato la presunta illegittimità del conferimento delle mansioni superiori ai dipendenti del comune. Stando alle indagini, gli atti non erano motivati da obiettive esigenze di servizio, ma redatti sulla base della discrezionalità dei dirigenti, che motivavano queste azioni con la necessità di coprire i posti vacanti scaturiti dalla rimodulazione dei settori e dei servizi comunali, tramite delibera di giunta municipale per la rideterminazione della dotazione organica.

In questo modo sarebbe stato assicurato ai dipendenti un ingiusto vantaggio patrimoniale, grazie alla riconosciuta maggiorazione degli stipendi, che si sarebbe tradotta nel danno finanziario di 300mila euro ai danni dell’ente. La Guardia di finanza contesta quindi ai 17 denunciati il reiterato ricorso ad un sistema, definito dagli stessi investigatori «truffaldino», in quanto l’indebita assegnazione di incarichi con mansioni superiori avrebbe disatteso i principi normativi e costituzionali di uguaglianza davanti alla legge. Nella visione dei Finanzieri, è stata altresì alterata l’imparzialità dell’amministrazione, compromettendone il buon funzionamento ed impedendo a terzi la possibilità d’essere assunti tramite regolare concorso pubblico.

Le Fiamme gialle contestano difatti il mancato ricorso da parte dell’ente ad un sistema legale per il reperimento di personale necessario, con le qualifiche richieste. Oltre al già citato concorso pubblico, si sarebbe potuto ricorrere allo scorrimento delle precedenti graduatorie ancora valide. L’allora sindaco Piero Torchi si dice sereno, in quanto le progressioni verticali sarebbero scattate sulla base di un accordo sindacale tra l’amministrazione e la delegazione trattante composta dai sindacati, che avrebbe premuto affinché ai dipendenti fosse riconosciuta la giusta qualifica per le mansioni superiori che svolgevano da tempo, rispetto a quelle originarie per le quali erano stati assunti.

All’epoca sarebbero mancati candidati con la qualifica D1, per cui la giunta decise di procedere con la progressione verticale dei dipendenti di ruolo, scongiurando altresì l’ipotesi di un contenzioso tra ente e sindacati. Secondo l’ex sindaco, all’epoca c’era il rischio concreto di un’azione legale dei sindacati contro il comune, per via dell’attribuzione di incarichi superiori, e comunque diversi dalle qualifiche possedute dai dipendenti, che venivano caricati di ulteriori oneri e responsabilità, senza averne titolo e, soprattutto, senza un adeguamento dello stipendio. Le progressioni verticali, concertate tra ente e sindacati, avrebbero invece sanato questa situazione, mettendo al riparo l’ente da eventuali richieste risarcitorie, con il sostegno dei sindacati, da parte di chi si sarebbe potuto ritenere danneggiato.

Nella foto sopra, da sx, Piero Torchi e Carmelo Drago. Sotto, il sindacalista Ettore Rizzone

Il sindacalista Ettore Rizzone