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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 860
MODICA - 17/11/2010
Cronache - Modica: il canone pregresso ammonta a ben 446mila euro. Soldi mai incassati dallo Iacp

Incendio al lotto 46 evidenzia degrado degli appartamenti

Dei 46 nuclei familiari che abitano nel "grattacielo" fatiscente, 15 sono abusivi, il sindaco Antonello Buscema chiede garanzie di vivibilità al presidente Iacp
Foto CorrierediRagusa.it

Lo Iacp deve garantire condizioni di vivibilità degli edifici, di sicurezza ed igienico sanitarie. Il sindaco chiede al presidente dello Iacp un impegno a tutto campo e non solo sul piano delle riscossione degli arretrati.

«Le risorse che gli inquilini pagano -dice Antonello Buscema- servano ad eliminare tutte le situazione difficili. Lo Iacp deve dimostrare un atteggiamento non solo coattivo ed orientato esclusivamente alla riscossione. La necessità a Treppiedi Nord è che si intervenga subito quantomeno con le manutenzioni ordinaria degli edifici, con la sistemazione degli alloggi che a quanto pare spesso vengono addirittura consegnati senza infissi o senza sanitari, con la messa in salubrità delle aree delimitate dalle reti di recinzione, diventate ricettacolo di colombi, che pongono gravi problemi alla igiene pubblica. Dobbiamo rispettare la dignità delle persone, delle famiglie che abitano in questi appartamenti e dei bambini».

Antonello Buscema e l’assessore Paolo Garofalo hanno potuto constatare in prima persona le condizioni in cui versano gli appartamenti del lotto 46 dove si è verificato l’incendio di qualche giorno fa ed hanno colto l’occasione per parlare con gli affittuari. Dalle parole di quanti vivono nell’edificio e soprattutto dalla con stazione delle condizioni degli appartamenti è nata la spinta a sollecitare lo Iacp ad assolvere il proprio ruolo fino in fondo.

L’amministrazione comunale si è detta disponibile a sostenere gli sforzi delle famiglie che sono in arretrato con i canoni di locazione ed il sindaco ha confermato al presidente Giovanni Cultrera la disponibilità a collaborare per il contratto di quartiere destinato a Treppiedi nord. Questo intervento , finanziato e prossimo all’appalto, dovrebbe ridisegnare la mappa del quartiere, facilitare l’integrazione e soprattutto garantire decoro e sicurezza agli appartamenti.

IL GIORNO DOPO L´INCENDIO


Ammonta a ben 446mila euro, poco meno di un miliardo del vecchio conio, il totale del canone di locazione pregresso che l’Istituto autonomo case popolari di Ragusa deve percepire dagli inquilini del lotto 46. Si tratta del «grattacielo» popolare di contrada Treppiedi, lungo corso Sandro Pertini, il cosiddetto «Bronx», dove martedì scorso si è sviluppato un principio d’incendio, per fortuna senza feriti e con danni contenuti (nella foto di Carmelo Poidomani, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA). A questo proposito, è stata in queste ore accertata l’origine dolosa delle fiamme, subito spente dai vigili del fuoco.

Sono stati gli stessi pompieri ed i funzionari dello Iacp, nel corso di un sopralluogo, ad accertare che qualcuno ha deliberatamente dato fuoco alle masserizie (vecchi materassi, sedie di platica ed altro ciarpame) accatastate nel pianerottolo del tredicesimo piano, l’ultimo. Il lotto 46 è la classica «pecora nera» dello Iacp, con un tasso di morosità elevatissimo, il più alto della provincia e, forse, della Sicilia.

15 nuclei familiari su 46 occupano gli alloggi in maniera abusiva, sottraendoli in maniera illegale a quanti sono iscritti nelle graduatorie e attendono da anni una casa. Come dire che 15 appartamenti su 46 sono occupati da abusivi. In altre parole, un terzo dell’edificio popolare è abitato da persone che non ne hanno diritto. I dati emblematici sono stati forniti dal presidente dello Iacp Giovanni Cultrera, il quale al telefono sottolinea che «E’ questa l’illegalità contro cui ci battiamo ogni giorno, al di la dei patetici tentativi di qualcuno di fermarci».

Il riferimento di Cultrera è all’incendio di martedì. «Sul dolo – commenta Cultrera – nutrivo pochi dubbi, che, adesso, alla luce di quanto accertato dai miei funzionari, si sono tramutate in certezze. Io posso avere le mie idee sui presunti responsabili di questo gesto da delinquenti, ma ritengo che debbano essere le indagini delle forze dell’ordine a fare piena luce, confermando eventualmente le mie tesi». Cultrera è consapevole dello stato di degrado in cui versa l’edificio, sul quale, evidentemente, qualcuno ha inteso catalizzare l’attenzione, centrando l’obiettivo con l’incendio doloso.

«Ma se in questo modo – prosegue Cultrera – certa gente è convinta di indurre lo Iacp a ristrutturare l’edificio, si sbaglia di grosso. Non ho intenzione di spendere nemmeno un euro se prima l’ente non incamererà almeno la metà della somma dovuta dagli assegnatari, almeno di quelli regolari. Perché gli abusivi – aggiunge il presidente dello Iacp – saranno buttati fuori nei prossimi giorni». Cultrera precisa tuttavia che sarà sistemato il tredicesimo piano, che non ha riportato danni strutturali a causa delle fiamme. Il locale sarà sgomberato da quel che resta del ciarpame lasciato da una famiglia marocchina abusiva sfrattata lo scorso agosto, e che si è portata via persino le porte e i sanitari dell’alloggio popolare.



LA CRONACA DELL´INCENDIO
Potrebbe essere doloso il principio d’incendio che martedì pomeriggio ha scatenato il panico nel lotto 46 del complesso popolare di corso Sandro Pertini, al quartiere Treppiedi, meglio noto come «Bronx», a causa del degrado della zona. Nessun ferito, danni contenuti, ma tanta rabbia, ieri, quella degli assegnatari, che si sentono abbandonati a loro stessi. Gli inquilini, fatti evacuare a scopo cautelativo, sono rientrati nell´edificio dopo circa un paio d´ore. Le fiamme si sono sviluppate al tredicesimo piano, l’ultimo, nel pianerottolo dov’era rimasta accatastata la roba di una famiglia marocchina abusiva sfrattata tre mesi fa.

Gli immigrati avevano addirittura scardinato porte e divelto sanitari, portandoseli via, lasciando vecchi materassi, vestiti usati e altro ciarpame. Tutto materiale che brucia come torce. E difatti, non fosse stato per l’intervento dei vigili del fuoco, la cui caserma dista poche centinaia di metri dal lotto 46, i danni sarebbero potuti essere ben più ingenti. I pompieri hanno srotolato i tubi su per le scale, spegnendo il rogo prima che si propagasse.

Alla fine il bilancio è di qualche parete annerita e delle masserizie di scarso valore andate in fumo. Resta il dubbio sull’origine del rogo. Com’è possibile che materassi e vestiti prendano fuoco con tanta rapidità? «Credo poco al fenomeno dell’autocombustione – dice al telefono il presidente dell’Istituto autonomo case popolari Giovanni Cultrera – e, stando a quanto mi hanno riferito alcuni inquilini, sono più propenso a pensare al dolo. Ma saranno le indagini degli investigatori a stabilirlo con certezza». Anche i vigili del fuoco propendono per la matrice dolosa.

Perché qualcuno avrebbe avuto interesse ad appiccare le fiamme, mettendo a repentaglio l’incolumità di decine centinaia di persone, tra cui parecchi bambini? «Ritengo – prosegue Cultrera – che pochi delinquenti abbiano l’interesse a sobillare gli animi per fare in modo che gli assegnatari ci si rivoltino contro, nel patetico tentativo di bloccare la nostra incessante azione di legalità volta agli sfratti degli abusivi». Accuse pesanti, quelle del presidente dello Iacp, che però sa di parlare con cognizione di causa. Eppure ieri pomeriggio la rabbia era palpabile, e la tensione si tagliava a fette. Urla, spintoni, esagitazione.

Carabinieri e polizia hanno faticato non poco per far mantenere la calma, mente i vigili del fuoco ultimavano le operazioni di spegnimento, non escludendo l’ipotesi del dolo. La polizia municipale invece regolava il traffico veicolare, paralizzato per un paio d’ore lungo tutto l’anello che va dal Polocommerciale a via Resistenza Partigiana, passando per il «Bronx».

«La tensione di martedì è la cartina tornasole di quanto accade ogni giorno – aggiunge Cultrera – dal momento che le poche famiglie oneste che pagano con regolarità il canone, devono fare i conti con la maggioranza degli assegnatari, che credono di poter fare il bello e il cattivo tempo, come accadeva nel far west». Riservandosi di fornire dati certi e dettagliati, il presidente dello Iacp parla di una quarantina di nuclei familiari installati nel lotto 46, che presenta il tasso di morosità condominiale più alta di tutti gli alloggi popolari della provincia.

«La minoranza che paga regolarmente – prosegue Cultrera – viene minacciata da chi si sente in diritto di poter occupare abusivamente gli alloggi in barba alle graduatorie, penalizzando chi attende da anni e danneggiando lo Iacp, che non incassa il canone. Per non parlare degli allacci abusivi elettrici da parte di persone senza scrupoli che approfittano dei più deboli. Un’anziana inquilina che vive sola – aggiunge Cultrera – si è vista recapitare una bolletta Enel di ben 4mila euro. Mi dispiace per quanto accaduto, ma è la diretta conseguenza dell’anarchia che contraddistingue queste realtà. Ma chi crede di poterci intimidire con questi mezzucci, schizzando fango su chi si batte per il rispetto della legalità – conclude il presidente dello Iacp – sta sbagliando, e di grosso».

Nelle foto sotto, quel che resta al tredicesimo piano del lotto 46 dopo l´incendio spento dai vigili del fuoco. Cliccateci per ingrandirle. FOTO DI CARMELO POIDOMANI, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA