Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 930
MODICA - 11/11/2010
Cronache - Modica: inflitti ai 10 imputati complessivamente poco meno di 24 anni di carcere

"Hot money", condanna anche per un direttore di banca

Fu sgominata una presunta banda che avrebbe prestato soldi a diversi commercianti, praticando tassi usurai. Due imputati sono andati assolti
Foto CorrierediRagusa.it

Condanna a poco meno di 24 anni di carcere per otto dei dieci imputati del processo «Hot money», scaturito dall’omonima operazione antiusura condotta dalla polizia nel luglio 2003. Fu sgominata una presunta banda che avrebbe prestato soldi a diversi commercianti, praticando tassi usurai. La condanna è stata inflitta dal collegio penale presieduto dal giudice Patricia Di Marco (De Bernardin e Manenti a latere). Il pubblico ministero Gaetano Scollo al termine della requisitoria aveva invocato complessivamente 36 anni di reclusione.

PER ARENA LA CONDANNA PIU´ PESANTE. TRE ANNI DI CARCERE PER UN DIRETTORE DI BANCA
La pena più pesante, cinque anni, è stata inflitta al reggino Giuseppe Arena, 49 anni, per i reati di associazione per delinquere ed esercizio abusivo del credito. Sono cadute le ben più gravi accuse di usura, estorsione e tentata estorsione. Ad Arena, difeso dall´avvocato Carlo Ottaviano, è andata bene, considerato che la pubblica accusa aveva chiesto solo per lui dodici anni di carcere, praticamente un terzo della richiesta di condanna complessiva. Gli altri imputati sono stati condannati a tre anni di carcere. Tra questi spicca l’allora direttore di banca della filiale di Modica del Banco di Sicilia Renato Olivieri, 63 anni.

LE ALTRE CONDANNE
Condanna a tre anni anche per il modicano Giuseppe Sortino, 44 anni; per Carmelo Coco, 50 anni, di Catania; Giovanni Ferreri, 53 anni, di Modica; Antonino Ruta, 62 anni, consulente finanziario di Modica, e per Alessandro Gelardi, 60 anni, parrucchiere originario di Trapani ma residente a Ragusa. Questi imputati sono stati condannati solo per associazione per delinquere. Salvatore Di Martino è stato condannato a dieci mesi di carcere e cinque mila euro di multa solo per esercizio abusivo del credito.

LE DUE ASSOLUZIONI
Sono andati assolti invece Salvatore Ferreri, figlio dell’altro imputato Giovanni, e Vincenzo Zacco, 63 anni, di Modica, socio di Arena nella falegnameria. L’assoluzione con formula piena era stata chiesta proprio per Ferreri, ed anche per Ruta e Di Martino, che invece sono stati condannati. Giovanni Bruno, 29 anni, di Catania, fu giudicato con il rito abbreviato ed assolto tempo fa.

LA STORIA DELLE INDAGINI
Arena era ritenuto la mente della presunta organizzazione. L’imputato avrebbe depositato in diversi conti bancari somme ritenute essere dagli inquirenti provento dei prestiti concessi a strozzo. Il compito di riscuotere i soldi dai commercianti sarebbe stato affidato al catanese Coco. Gli incontri tra i componenti della presunta organizzazione, che non si sarebbero conosciuti tutti tra loro, si sarebbero tenuti in un ristorante di Modica Alta, dove Arena avrebbe incontrato le varie persone separatamente.

TUTTI GLI IMPUTATI SONO LIBERI DA ANNI. ADESSO RICORSO IN APPELLO
Tutti gli imputati tornarono liberi qualche giorno dopo l´arresto, a parte Giuseppe Arena, che si fece quasi un anno di carcere prima della remissione in libertà. Al direttore di banca Renato Olivieri furono fin da subito concessi gli arresti domiciliari. Adesso gli avvocati, tra cui Ignazio Galfo, ricorreranno in appello avverso la sentenza di condanna di primo grado.