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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 947
MODICA - 09/11/2010
Cronache - Modica: il giudice per le indagini preliminari rigetta le istanze di scarcerazione

Operazione "Piazza Campailla", gli arrestati restano in cella

Stando alle indagini dei carabinieri, il gruppo di giovani avrebbe installato una sorta di «mercatino della droga» in piazza Campailla, il cosiddetto «salotto buono» di Modica

Il giudice per le indagini preliminari ha rigettato le istanze di scarcerazione presentate dai difensori di quattro dei sei ragazzi finiti in manette nell’ambito dell’operazione antidroga «Piazza Campailla», dall’omonimo luogo dove la banda avrebbe spacciato cocaina e hashish. Restano quindi in carcere gli incensurati Rosario Lipari, 30 anni, Mauricio Edgar Affè, di 22, colombiano, il tunisino Bilel Jellabi, 23 anni, in regola con il permesso di soggiorno e già noto per reati di droga, e il modicano Tiziano Cicciarella, 19 anni. Il gip si deve ancora pronunciare su Marco Ruta, 25 anni, presunto capo della banda, e sulla fidanzata Mariagrazia Sammito, 21 anni, incensurata. Il loro avvocato non ha difatti presentato nessuna richiesta, essendosi riservato di studiare meglio le carte.

Ruta e Sammito sono rinchiusi nel carcere di Ragusa, mentre gli altri quattro si trovano nella casa circondariale di Modica Alta. I sei giovani erano stati sentiti la scorsa settimana dal magistrato, dinanzi al quale avevano chiarito le rispettive posizioni, alla luce delle presunte responsabilità. Affè aveva invece fatto scena muta, essendosi avvalso della facoltà di non rispondere. Il magistrato ha adesso deciso di lasciare in carcere quattro dei sei giovani, rigettando anche le altre richieste di misure alternative meno afflittive, quali i domiciliari o l’obbligo di firma periodica, avanzate dagli avvocati Giovanni Favaccio e Carmelo Scarso.

Stando alle indagini dei militari, il gruppo di giovani avrebbe installato una sorta di «mercatino della droga» in piazza Campailla, il cosiddetto «salotto buono» di Modica. L’abituale punto di ritrovo in centro storico per comitive sarebbe dunque diventato crocevia di assuntori, tra cui minorenni, appartenenti anche alle famiglie «bene».