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MODICA - 14/10/2010
Cronache - Modica: la condanna inflitta in udienza preliminare

Sei anni e 8 mesi al rapinatore della filiale Bapr di Modica

Il catanese Giuseppe D’Amico è stato giudicato con il rito abbreviato Foto Corrierediragusa.it

E’ stato condannato a sei anni e otto mesi di carcere il catanese Giuseppe D’Amico (nella foto), 48 anni, per la rapina compiuta lo scorso febbraio ai danni della filiale di Modica della «Banca agricola popolare di Ragusa». E’ quanto deciso dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Modica Patricia Di Marco, accogliendo la richiesta del procuratore della Repubblica Francesco Puleio.

D’Amico è stato giudicato con il rito abbreviato. Stando all’accusa, il catanese penetrò nell’istituto di credito di corso Umberto I assieme ad un complice. I due malviventi, armati di taglierino, si fecero consegnare dai cassieri 20mila euro, dinanzi agli allarmati clienti, per poi dileguarsi a bordo di un’auto, dove, probabilmente, li attendeva un terzo complice. D’Amico fu poi arrestato quattro mesi dopo la rapina alla Bapr di Modica dalla squadra mobile di Ragusa, nell’ambito dell’operazione «Strike».

Nella rete della polizia finirono, oltre a Giuseppe D’Amico, anche Agatino Lorenzo Abate, 33 anni e Giuseppe Di Mauro, di 41, anche loro di Catania. I tre andavano avanti ad una media di una rapina in banca al mese e avevano preso di mira in particolare gli istituti di credito di Ragusa e Modica. Fu di oltre 30mila euro il bottino complessivo arraffato dai tre rapinatori nella rapina del 6 novembre 2009 alla Intesa San Paolo e il 19 gennaio scorso alla Monte dei Paschi di Ragusa.

I tre agivano sempre in maniera fulminea a armati di pistola, facendosi consegnare il denaro contenuto nelle casse e fuggendo a bordo di un’auto, dove li attendeva quasi sempre l’altro complice con il motore acceso. D’Amico era stato raggiunto dal provvedimento restrittivo in carcere, dove si trovava giù rinchiuso proprio per la rapina compiuta ai danni della filiale di Modica della Banca agricola popolare. Abate e Di Mauro erano stati arrestati nel capoluogo etneo. Un quarto presunto complice della banda, un 24enne di Catania, era stato denunciato in stato di libertà.