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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1118
MODICA - 12/10/2010
Cronache - Modica: condannato Corrado Moncada, modicano di 47 anni

Inflitti 12 anni di carcere all´uomo che uccise il padre

Il giudice ha altresì inflitto all’imputato due anni di misura di sicurezza, da scontare al termine della pena detentiva in una struttura specializzata per persone con problemi psichici
Foto CorrierediRagusa.it

Le attenuanti hanno prevalso sulle aggravanti. In virtù di ciò, il parricida Corrado Moncada (nel riquadro della foto dell´ingresso del carcere di Modica Alta) si è visto infliggere dal giudice per le udienze preliminari Patricia Di Marco solo 12 anni di carcere, a fronte dell’ergastolo previsto dalla legge per l’omicidio di congiunti diretti. Il giudice ha altresì inflitto a Moncada due anni di misura di sicurezza, da scontare al termine della pena detentiva in una struttura specializzata per persone con problemi psichici. Al parricida, difatti, è stata concessa l’attenuante della semi infermità mentale. In altre parole, Corrado Moncada è stato dichiarato solo parzialmente in grado di intendere e di volere, sulla base delle perizie psichiatriche effettuate a suo tempo.

UN SOGGETTO POTENZIALMENTE PERICOLOSO
Il consulente tecnico d’ufficio nominato dalla procura aveva difatti sostenuto che Moncada fosse un soggetto potenzialmente pericoloso. Il magistrato ha altresì concesso l’attenuante della provocazione, prendendo in considerazione la causa scatenante della furia omicida di Moncada, il cui padre lo colpì per primo con una spranga di ferro, prima d’essere a sua volta finito dal figlio. Il giudice non ha accolto nessuna delle aggravanti sostenute dal procuratore capo Francesco Puleio nella sua requisitoria: dai futili motivi del parricidio, alla crudeltà (Moncada avrebbe sferrato diversi colpi di spranga al padre anche dopo che questi aveva perso i sensi), passando per la minorata difesa (l’anziana vittima sarebbe stata potenzialmente inerme dinanzi alla forza del figlio).

LE RICHIESTE DEL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
Proprio Puleio aveva chiesto la condanna dell’imputato a 21 anni di carcere, più altri 4 anni di misura di sicurezza. Corrado Moncada era difeso dall’avvocato Enrico Platania del foro di Ragusa, che aveva chiesto ed ottenuto il giudizio abbreviato, condizionato alla nomina di uno psichiatra. L’imputato ha quindi potuto beneficiare della riduzione della pena fino a sette anni. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni, e per tale data l’avvocato si riserva di ricorrere in appello.

LA CRONACA DEL PARRICIDIO
Corrado Moncada, 47 anni, di Modica, aveva ucciso il padre Emanuele, di 73, perché l’anziano spendeva grosse cifre per giocare al Superenalotto e al gratta e vinci. L’uomo, che sta scontando la pena rinchiuso nel carcere di Modica Alta per omicidio volontario, aveva ammesso le proprie responsabilità nel corso dell’interrogatorio da parte del magistrato. Nell’estate 2009 l’uomo ammazzò in strada a colpi di spranga l’anziano padre, assestandogli una decina di colpi alla testa e uccidendolo sul colpo dopo avergli fracassato il cranio. Furono i carabinieri ad immobilizzare e arrestare Moncada, mentre se ne stava seduto in via Egitto, in stato confusionale, a pochi passi dal cadavere insanguinato del padre. Ad inchiodare il modicano alle sue responsabilità, anche la spranga di ferro che lo stesso omicida aveva nascosto nell’armadio di casa, pochi minuti dopo il delitto. L’arma impropria, lunga circa mezzo metro e piuttosto pesante, presentava evidenti tracce di sangue, capelli e materia cerebrale.

LE CAUSE SCATENANTI
Corrado Moncada non tollerava più che il padre si appropriasse dei suoi soldi per giocarseli al Superenalotto e al Gratta e vinci. Emanuele Moncada, difatti, oltre a dilapidare la sua modesta pensione al gioco, pare si appropriasse spesso anche del denaro del sussidio di disoccupazione del figlio, che arrotondava con lavoretti saltuari nel settore edile e in quello agricolo