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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 981
MODICA - 05/10/2010
Cronache - Modica: uno degli immigrati avrebbe tentato di stuprare la moglie dell’altro

Motivi passionali alla base della furia omicida tra marocchini

La successiva «spedizione punitiva» della presunta vittima e del marito si era verificata in piazza Corrado Rizzone dopo la tentata violenza Foto Corrierediragusa.it

C’erano motivi passionali alla base della furibonda lite tra marocchini di domenica sera in piazza Corrado Rizzone, quando un uomo e una donna di giovane età avevano aperto lo sportello dell’auto in transito alla cui guida si trovava un connazionale, massacrandolo di botte.

Dalle indagini dei carabinieri è emerso che il marocchino al volante non era propriamente uno stinco di santo, avendo qualche decina di minuti prima tentato di stuprare la donna nel vicino viale Medaglie d’Oro, alla presenza del figlioletto con il quale stava passeggiando. La donna, una bracciante agricola di 33 anni, era riuscita a divincolarsi e a scappare con il bambino, per poi raccontare tutto al marito.

Insieme avevano quindi cercato il presunto stupratore, trovandolo alla guida della sua auto, una vecchia Alfa, nei pressi della fontana di piazza Corrado Rizzone. Marito e moglie avevano addirittura tentato di strangolare il connazionale, che si era difeso tirando fuori un cric dal portabagagli. I tre si erano quindi picchiati selvaggiamente dinanzi agli sguardi allibiti dei preoccupati passanti, alcuni dei quali avevano poi tentato di dividerli.

I carabinieri hanno poi ricostruito la dinamica, arrestando Aziz Noukri, 28 anni, venditore ambulante, accusato di tentata violenza sessuale. Stando a quanto accertato dai militari sulla base della testimonianza della presunta vittima, il marocchino l’avrebbe aggredita nella parte terminale di viale Medaglie d’Oro, solitamente semi deserta.

Il marocchino, per usare violenza alla donna senza curarsi della presenza dello spaventato bambino, avrebbe approfittato del buio, causato dall’erogazione di energia elettrica «ad intermittenza» da parte dell’Enel, che spesso spegne l’illuminazione pubblica per via dell’ingente debito maturato dal comune. Poi, come accennato, la donna era riuscita a scappare assieme al figlioletto, organizzando subito dopo la «spedizione punitiva» con il marito e dando luogo alla furibonda rissa in centro storico. Il marocchino è stato rinchiuso nel carcere di Piano del Gesù a Modica Alta.