Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 768
MODICA - 17/09/2010
Cronache - Modica: per A.D.S. le accuse sono pesanti

Licenziato impiegato comunale per orari badge

Il provvedimento sarà notificato nelle prossime ore al domicilio dell’interessato, parallelamente alle decisioni che assumerà il magistrato, dopo la chiusura delle indagini

Sarà notificato nelle prossime ore al domicilio del dipendente comunale il provvedimento di licenziamento in tronco deciso dall’ente di palazzo San Domenico, alla luce delle irregolarità riscontrate negli orari di entrata ed uscita dal posto di lavoro. A.D.S., 50 anni, sposato e padre di figli, da anni impiegato nell’ufficio di presidenza del consiglio comunale, di cui verbalizzava spesso le sedute, era finito nelle maglie di Guardia di finanza e Polizia durante il blitz anti assenteismo effettuato lo scorso 11 maggio proprio a palazzo San Domenico.

Dalle successive indagini, emerse che A.D.S. si era procurato le password per entrare nella rete intranet del comune e modificare gli orari di entrata ed uscita registrati dalla macchinetta del badge per lo «strisciamento» del tesserina magnetico. In sostanza, spesso il dipendente comunale faceva risultare lavoro straordinario compiuto in maniera fittizia, oltre i normali orari d’ufficio, godendo pertanto di una retribuzione extra, mentre magari se ne stava tranquillo a casa.

Un sistema che l’impiegato avrebbe usato non solo per sé stesso, ma anche per almeno una mezza dozzina di dipendenti compiacenti. Anche in considerazione del fatto che il dipendente pare abbia confessato tutto agli inquirenti, il comune ha deciso di licenziarlo in tronco a causa della reiterata condotta scorretta, e per tutelare l’immagine stessa dell’ente e di tutti quei dipendenti che hanno sempre osservato in maniera scrupolosa gli orari di lavoro.

All’impiegato, che già da qualche giorno non si reca più al lavoro, sarà nelle prossime ore consegnato nella sua abitazione il plico contenente i documenti relativi al provvedimento di licenziamento adottato dall’ente a suo carico. La vicenda ha provocato profondo turbamento negli uffici comunali e lo stesso sindaco Antonello Buscema, al telefono, ha preferito non dire nulla sulla vicenda. Il primo cittadino si è difatti riservato di parlare della complessa vicenda in un secondo tempo, anche alla luce dei risvolti che questo grave fatto inevitabilmente porterà a palazzo San Domenico, dove anche altri dipendenti potrebbero pagare a caro prezzo le conseguenze di una condotta scorretta reiterata nel tempo, a cominciare dal fenomeno dell’assenteismo.

LE ACCUSE PROSPETTABILI
Truffa e falso ideologico. Sono le ipotesi di reato prospettabili per un dipendente comunale di palazzo San Domenico e per altri colleghi, almeno una mezza dozzina. Non sarebbe esclusa neanche l’associazione a delinquere. E’ l’esito dell’indagine congiunta tra guardia di finanza e polizia sui presunti casi di assenteismo al comune di Modica, avviata lo scorso 11 maggio con il blitz antiassenteismo condotto non solo a palazzo San Domenico, ma anche nella sede del Cento unico di prenotazione dell’Asp 7, ubicato in via Aldo Moro, di fronte all’ospedale «Maggiore». Nella rete finirono 36 dipendenti comunali e dell’azienda ospedaliera.

L´IMPIEGATO COMUNALE LICENZIATO IN TRONCO
Per l’impiegato comunale A.D.S., 50 anni, sposato e padre di figli, che svolge le sue mansioni negli uffici della segreteria della presidenza del consiglio comunale, sarebbe già stato deciso dall’ente il licenziamento in tronco.

Il provvedimento dovrebbe essere formalizzato nelle prossime ore, parallelamente alle decisioni che assumerà il magistrato, dopo la chiusura delle indagini da parte delle fiamme gialle e della polizia e il conseguente deposito delle prove a carico degli indagati sulla scrivania del procuratore capo Francesco Puleio, che aveva avviato l’inchiesta. La posizione del dipendente comunale sarebbe critica, anche alla luce della completa confessione che sarebbe stata resa da quest’ultimo agli inquirenti. In pratica, messo alle strette dalle prove a suo carico, l’impiegato comunale reo confesso avrebbe deciso di vuotare il sacco.

GLI SVILUPPI DELLE INDAGINI
Stando a quanto accertato dagli investigatori, A.D.S. avrebbe trovato il modo di procurarsi le password necessarie per avere accesso alla rete informatica delle entrate e delle uscite dei dipendenti comunali di palazzo San Domenico, mettendosi nelle condizioni di poter modificare tramite computer gli orari di entrata e di uscita del sistema badge, che venivano registrati nell’apposito tesserino magnetico indipendentemente da quando la tessera veniva «strisciata» nell’apposita macchina.

In altre parole, l’impiegato comunale, che tra gli altri compiti verbalizzava le sedute del consiglio comunale, poteva modificare a piacimento gli orari di entrata e di uscita dal suo ufficio, purché dotato di computer e collegamento ad internet. Il dipendente comunale avrebbe anche potuto modificare i dati di tutti gli altri dipendenti comunali. Qualcuno di loro sarebbe stato connivente. A differenza di A.D.S., gli altri dipendenti indagati non avrebbero confessato le loro presunte responsabilità. Ulteriori novità potrebbero aversi già dalle prossime ore, ma sarebbe quasi certo il licenziamento in tronco del dipendente reo confesso da parte dell’ente, che ne ha facoltà indipendentemente dagli esiti del procedimento penale, secondo quanto stabilito dall’articolo 55, comma secondo della recente riforma Brunetta.

LE RISULTANZE DEL BLITZ ANTIASSENTEISMO
Nell’ambito del blitz antiassenteismo, furono sequestrati due personal computer, incartamenti, tabulati, registri delle presenze e tesserini elettronici. A fronte di 68 impiegati che sarebbero dovuti in quel momento essere fisicamente presenti negli uffici comunali di palazzo San Domenico, come dalla rilevazione dei tabulati delle presenze, solo 43 furono identificati e trovati regolarmente sul posto di lavoro da finanzieri e poliziotti. Alcuni di questi dipendenti furono sorpresi in possesso di dieci tesserini elettronici, o badges, regolarmente timbrati, appartenenti a dipendenti comunali non presenti nella sede del comune al momento del blitz.

IL MONITO DEL SEGRETARIO GENERALE BAGLIERI
Il segretario generale Ignazio Baglieri aveva di recente accertato una altro paio di casi di assenteismo a carico di altrettanti dipendenti comunali, qualche settimana dopo il blitz, precisando che l’ente avrebbe assunto gli opportuni provvedimenti, secondo quanto previsto dalla legge, per tutelare la sua immagine e il lavoro degli altri dipendenti che hanno sempre rispettato in maniera scrupolosa l’orario di lavoro.