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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1067
MODICA - 05/08/2010
Cronache - Modica: il procuratore capo Francesco Puleio vuol vederci chiaro sul decesso dell’uomo

Morte dell´imprenditore edile Celestre al "Maggiore". La procura apre inchiesta

Il noto imprenditore è spirato nel reparto di Rianimazine. Nessun medico nel registro degli indagati
Foto CorrierediRagusa.it

E’ deceduto all’alba di ieri in ospedale, dopo l’intervento chirurgico per ridurre l’emorragia interna al fegato, l’anziano ottuagenario che martedì scorso ha sfondato con la propria auto la vetrina di un negozio d’abbigliamento del Polocommerciale. Raffaele Celestre, noto imprenditore edile, è spirato nel reparto di rianimazione del «Maggiore», poche ore dopo l’intervento eseguito d’urgenza per ridurre l’emorragia non diagnosticata il giorno prima dai medici, quando l’uomo si recò con le proprie gambe al «Maggiore», subito dopo l’incidente autonomo di cui si era reso protagonista.

L´INCHIESTA DELLA PROCURA. ANCORA NESSUN MEDICO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI
Sull’episodio la procura ha aperto d´ufficio un´inchiesta per accertare se il decesso dell´uomo sia stato causato dai problemi cardiaci di cui soffriva, oppure sia stato diretta conseguenza dell´incidente autonomo. In quest´ultimo caso, sarebbe ipotizzabile l’ennesimo, presunto caso di malasanità, visto che la presunta lesione al fegato, con conseguente emorragia interna, non sarebbe stata diagnosticata in tempo utile in ospedale, quando l´uomo vi si recò subito dopo l´incidente. Celestre era stato dimesso subito dopo. Poi, 24 ore dopo, le fitte lancinanti accusate dall´uomo all´addome, il ricovero d´urgenza e l´intervento chirurgico. Subito dopo, il decesso. Il fascicolo è stato quindi aperto d´ufficio dal procuratore capo Francesco Puleio, che ha disposto l´autopsia sulla salma di Raffaele Celestre. I familiari della vittima, difatti, non avevano ancora sporto nessuna denuncia. Al momento non risulterebbe nessun medico iscritto nel registro degli indagati.

LA DINAMICA DELL´INCIDENTE AUTONOMO
L’uomo era uscito illeso, almeno in apparenza, dall’incidente autonomo. La Nissax X-Trail blu che Celestre stava parcheggiando, un suv piuttosto potente, aveva frantumato l’ampia vetrata di un negozio d’abbigliamento della Sorda – Sampieri. L’auto non era piombata all’interno del negozio solo grazie alla colonna tra una vetrina e l’altra, che ha interrotto la breve ma folle corsa dell’auto, salita anche sul vialetto esterno del negozio, prima di sfondarne la vetrina. L’anziano era subito sceso dall’auto, per accertarsi di non aver causato danni alle persone, spiegando d’aver erroneamente pigiato l’acceleratore al posto del freno in fase di parcheggio dell’auto, dotata di cambio automatico. L’uomo, che aveva slacciato la cintura di sicurezza per accingersi a scendere dal suv, quando ne ha perso il controllo è andato a sbattere violentemente con l’addome contro il volante e l’air bag scoppiato a causa dell’urto, riportando un danno interno grave, le cui conseguenze non erano state né avvertite dall’uomo, né diagnosticate dai medici.

IL RICOVERO D´URGENZA
Celestre ha accusato le prime lancinanti fitte solo mercoledì sera, dopo essere rincasato. La moglie e la figlia, con la quale l’uomo viveva in una villetta sulla Modica mare, avevano subito chiamato l’ambulanza. Poi il ricovero e l’intervento chirurgico eseguito d’urgenza. Poche ore dopo, il decesso dell’uomo e la conseguente denuncia dei familiari, da cui è scaturita l’inchiesta della procura. Erano intervenuti i vigili del fuoco per rimuovere il suv e transennare la zona, mentre già nella mattinata di mercoledì i vetrai avevano provveduto alla sostituzione del vetro frantumato. Nel frattempo Raffaele Celestre si era recato in ospedale, dove, dai controlli, non era emerso nulla di grave. Invece, stando alle cause del decesso, lo sfortunato anziano ha riportato una lesione interna a seguito del violento urto dell’addome contro il volante e l’air bag.

ANCORA DA FISSARE LA DATA DEI FUNERALI
I funerali dell’uomo si celebreranno non appena la salma sarà riconsegnata ai familiari. Il corpo è difatti in obitorio per procedere con l’autopsia disposta dalla procura, al fine di accertare l’eventuale imperizia dei medici. L’uomo, ancora attivo dal punto di vista lavorativo nonostante l’età non più verde, soffriva di problemi cardiaci.