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ISPICA - 13/03/2010
Cronache - Ispica: il cedimento della roccia non ha causato feriti

Ispica: frana un masso nel «vignale» San Giovanni

Le avverse condizioni climatiche che, in questi giorni, hanno interessato l’intera provincia hanno contribuito a far franare la roccia
Foto CorrierediRagusa.it

Frana un masso nei pressi del «vignale» San Giovanni (nella foto, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione). Il masso si è staccato venerdì dal costone roccioso che caratterizza il parco archeologico della Forza, estremo lembo di Cava d’Ispica. Il cedimento della roccia non ha causato feriti, ma le frequenti frane preoccupano e fanno alzare la guardia. Il Comune ha infatti già predisposto una richiesta di finanziamento da inoltrare alla Regione per porre in sicurezza quella zona.

Le avverse condizioni climatiche che, in questi giorni, hanno interessato l’intera provincia hanno contribuito a far franare la roccia. Il cedimento delle rocce, però, è un fenomeno che si è già in passato verificato nell’area del parco Forza. Massi si staccarono dal costone roccioso di contrada Barriera, sempre a Cava d’Ispica, nel dicembre del 2006. La frana, e i conseguenti detriti, ostruirono l’alveo del torrente Busaidone, modificando l’assetto idrogeologico del bacino che insiste sul parco Forza. Occorsero oltre 130 mila euro, stanziati dalla Regione, utili a finanziare i lavori di ripristino su quell’area.

Gli interventi effettuati hanno salvaguardato l’assetto idrogeologico e la pubblica incolumità, arginando le frequenti frane su contrada Barriera. Le frane, negli anni scorsi, si sono inoltre verificate sui costoni rocciosi che dal convento di Santa Maria del Gesù degradano verso Cava Ispica. Anche in questo caso il Comune fu costretto ad intervenire, redigendo un progetto esecutivo inserito dalla Regione nella programmazione del Por Sicilia 2000, 2006, finanziato per un importo di circa 600 mila euro.

Gli interventi effettuati sono risultati utili a difendere le scarpate dei tagli, consolidare il costone roccioso, realizzare ancoraggi ed iniezioni armate, applicare la rete ad alta resistenza, le barriere paramassi e le «sottomurazioni». È stato inoltre operato il rafforzamento corticale dei versanti instabili e gli ancoraggi sulla roccia con tiranti e con chiodi.