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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 573
ISPICA - 13/01/2010
Cronache - Ispica: l’incidente autonomo di mercoledì mattina in contrada Scorsone

Oggi a Rosolini i funerali di Salvatore Cannata

Il rosolinese di 46 anni non ha avuto scampo. Le fiamme hanno raggiunto la ciambella dell’impianto gpl che alimentava la vettura, provocando la deflagrazione
Foto CorrierediRagusa.it

Saranno celebrati oggi alle 15 nella chiesa madre di Rosolini i funerali dell´uomo morto carbonizzato mercoledì mattina a causa di un incidente stradale autonomo sulla provinciale 48, meglio conosciuta come contrada Scorsone, una diramazione della statale 115, sul territorio di Ispica.

Si tratta di Salvatore Cannata (nella foto), rosolinese, 46 anni compiuti quattro giorni fa (il 10 gennaio), fratello di quel Cannata che, nel novembre scorso, perse la vita in circostanze drammatiche, precipitando dal tetto di un palazzo mentre lavorava a Modica. La vecchia, crudele signora, vestita della solita, lugubre tunica nera, ha abbattuto per la seconda volta nel giro di due mesi la sua falce, accanendosi su una famiglia già distrutta dal dolore.

Cannata, a bordo della Wolksvagen «Passat» di proprietà della moglie, in modo probabile, ha sbandato a causa della scarsa visibilità dovuta all’incessante e fitta pioggia che ha caratterizzato la giornata di ieri, perdendo il controllo del mezzo e schiantandosi contro un muro a secco, sfondandolo. Subito dopo l’impatto, la vettura ha preso fuoco, causando una deflagrazione scaturita dall’esplosione della bombola contenente gas petrolio liquefatto (Gpl) che alimentava la vettura.

Le fiamme, in sostanza, dopo aver infuocato il serbatoio della benzina, hanno raggiunto la ciambella semi vuota dell’impianto Gpl, esplodendo senza concedere scampo a Cannata. Sono stati i Vigili del fuoco del distaccamento di Modica, intervenuti tempestivamente sul luogo dell’incidente, dopo immani difficoltà, a tirare fuori dalle lamiere contorte il corpo esamine della vittima. A constatarne il decesso, il medico legale Giuseppe Santoro inviato sul posto dall’autorità giudiziaria.

Da una prima ricostruzione dei fatti, effettuata dal luogotenente Paolo Aldo Aprile, comandante della stazione Carabinieri di Ispica, Cannata pare abbia perso i sensi dopo il violento impatto contro il muro che delimita la carreggiata. Mentre le fiamme si sprigionavano dal serbatoio, l’uomo è rimasto imprigionato all’interno dell’abitacolo, in quanto gli arti inferiori sono rimasti incastrati nella pedaliera, impedendogli di fatto la fuga: avvolto dalle fiamme, e prima che potessero giungere i soccorsi, l’auto è esplosa.
Il boato scaturito dalla deflagrazione ha scosso i residenti, i quali hanno subito lanciato l’allarme. Sono stati i Vigili del fuoco i primi ad intervenire, spegnendo le fiamme e ponendo in sicurezza la zona, coadiuvati dai Carabinieri di Ispica, della Compagnia di Modica a dalla Polizia municipale ispicese.

Cannata, da pochi mesi, era divenuto proprietario del ristorante «Vecchio mulino» a Cava d’Ispica. Era una persona assai conosciuta. Da anni, lavorava come capo sala nel ristorante «Oasi del re». Oltre la moglie, lascia orfani due bambini.

Beffarda ironia della sorte, Salvatore Cannata si stava dirigendo per donare ad un sacerdote il compenso per il funerale del fratello carrozziere, Corrado, deceduto un paio di mesi fa per un incidente sul lavoro.