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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 727
ISPICA - 07/11/2007
Cronache - Ispica - Operazione di controllo del territorio dei Carabinieri

Arrestato un ambulante:
vendeva eroina assieme
a frutta e ortaggi

In manette Antonino Roccasalva, già sorvegliato speciale Foto Corrierediragusa.it

I carabinieri, con l’accusa di spaccio di eroina, hanno fatto scattare le manette ai polsi di Antonino Roccasalva. L’uomo, 50 anni, pregiudicato, originario di Rosolini, ma residente ad Ispica, risultava agli arresti domiciliali. ? stato colto in flagranza di reato mentre usufruiva di un permesso che lo autorizzava, dalle 9 alle 15, a lavorare come venditore ambulante: Roccasalva approfittava proprio di questa circostanza per spacciare. Si trova ora rinchiuso nella casa circondariale di Modica alta.

Le autorità non confermano, ma potrebbero essere ad una svolta le indagini legate a Giuseppe Caracoglia, il giovane morto a settembre per un’overdose, in modo probabile, generata da una dose di eroina tagliata male. In sostanza, i risultati dell’esame tossicologico potrebbero chiarire se l’eroina spacciata da Roccasalva è la medesima che ha ucciso Caracoglia.

I carabinieri della Compagnia di Modica hanno tratto in arresto Roccasalva martedì sera. L’operazione, com’è reso noto dai militari, si svolgeva nel corso di uno specifico servizio finalizzato alla repressione del traffico di sostanze stupefacenti. I carabinieri sono stati coadiuvati dall’unità cinofila antidroga.

Roccasalva è stato sorpreso mentre vendeva dosi di eroina a V.P. e S.A. entrambi di 20 anni e residenti a Rosolini. I due giovani, ormai segnalati come assuntori, appositamente, si sono recati ad Ispica per acquistare tale tipologia di droga che, com’è noto, risulta essere più a buon mercato della cocaina. E, quindi, i costi non esosi ne amplificano l’illecito smercio. Mentre si consumava il reato, sono immediatamente intervenuti i carabinieri, effettuando l’arresto ed il conseguente sequestro di 0,5 grammi di eroina.

L’operazione scaturisce da un’intensificazione dei servizi svolti, disposta dal comandante provinciale, il colonnello Nicodemo Macrì, volta a contrastare un fenomeno che desta sempre maggior preoccupazione in ambito nazionale.