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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1212
ISPICA - 10/04/2009
Cronache - Ispica: indagini in corso sul grave atto intimidatorio

Incendio doloso alla villetta di un sottufficiale dell´Arma

Nella notte, a Ciriga, i malviventi hanno forzato la porta del principale ingresso, cospargendo di benzina i mobili e le suppellettili e appiccando poi le fiamme

Ignoti hanno incendiato mercoledì a Ciriga, località balneare ispicese, la residenza estiva di un sottoufficiale dei Carabinieri. Nella notte, i malviventi hanno forzato la porta del principale ingresso, cospargendo di benzina i mobili e le suppellettili e appiccando poi le fiamme. Risulta quindi sicura, anche se le cause rimangono ancora tutte da accertare, la matrice dolosa del rogo. Un fatto dimostrato dal ritrovamento, a poca distanza dalla villetta, di un bidone della capacità di 20 litri e di bottiglie in plastica dal contenuto infiammabile.

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, si tratta appunto di quel liquido cosparso all’interno dell’abitazione e poi dato alle fiamme. Coloro che stanno effettuando le indagini hanno inoltre ritenuto plausibile la circostanza che il rogo si sia estinto da solo. Anche se si è comunque reso necessario l’intervento dei Vigili del fuoco del distaccamento di Modica. Il loro apporto è stato indispensabile ai carabinieri della Stazione di Ispica, intervenuti sul luogo del crimine, per effettuare i rilievi del caso. Oltre, in modo probabile, a testare l’agibilità dell’abitazione.

I danni causati dall’incendio, secondo una prima stima, non risultano comunque ingenti. Le fiamme pare abbiano soprattutto danneggiato gli interni della casa di villeggiatura. Il maresciallo dei Carabinieri, proprietario della villetta a Ciriga, proviene da Rosolini. Attualmente, presta servizio a Catania. Ma, fino a pochi mesi fa, comandava la Stazione carabinieri di Pachino, partecipando ad azioni di Polizia giudiziaria di notevole importanza.

Potrebbe infatti in modo probabile risalire a questioni professionali la presunta ritorsione messa a punto attraverso l’incendio dell’abitazione marittima del sottoufficiale. I Carabinieri hanno avviato le indagini per cercare di fare chiarezza sull’intricata vicenda. I militari mantengono però il massimo riserbo sulla reale gravità dell’episodio intimidatorio verificatosi la scorsa notte. Non è escluso che, almeno questo è sembrato trapelasse, stiano già seguendo una pista riconducibile agli autori del reato.