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Lunedì 10 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 19:55
ISPICA - 10/10/2018
Cronache - Operazione "Affittopoli" dei carabinieri

Locavano case inabitabili agli stranieri per regolarizzarli: 2 arresti

In manette 2 ispicesi, ritenuti la mente dell’organizzazione Foto Corrierediragusa.it

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a scopo di lucro: di questa accusa devono rispondere 5 soggetti raggiunti da altrettante misure cautelari eseguite dai carabinieri, che hanno scoperto una organizzazione dedita alla regolarizzazione di clandestini presenti sul territorio italiano tramite l´ottenimento illecito di cittadinanza e permesso di soggiorno. Nell´operazione chiamata "Affittopoli" sono finiti in manette il 50enne Giorgio Caccamo e il 43enne Paolo Iozzia, entrambi di Ispica, definiti dai militari "le menti dell´organizzazione". Obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria invece per altri 2 ispicesi di 57 e 51 anni e per un 53enne tunisino. L’indagine è partita da una segnalazione in merito ad un numero rilevante di richieste di iscrizione all’anagrafe della popolazione residente nel comune di Ispica, presentate da cittadini extracomunitari principalmente provenienti da paesi del nord Africa ed impegnati, in buona parte, nelle attività di raccolta di ortaggi e frutta nel territorio ibleo. Tali iscrizioni, che erano possibili con la presentazione di regolare contratto di locazione di un immobile, rappresentavano condizione necessaria per la regolarizzazione sul territorio dello Stato, con la concessione del rinnovo del permesso di soggiorno da parte dell’ufficio immigrazione della questura di Ragusa.

Gli stranieri, infatti, avevano presentato numerose e contestuali richieste di iscrizione all’anagrafe indicando come luogo di residenza alcuni alloggi presenti in una frazione marinara della cittadina, e il primo indice di sospetto sorgeva dal fatto che, contemporaneamente, negli appartamenti oggetto di locazione avrebbero dovuto risiedere un numero ingente di stranieri. Circostanza ovviamente inverosimile. L’indagine è, quindi, scattata nel 2017, sotto la direzione ed il coordinamento della procura iblea e ha visto un’ingente mole di documentazione acquisita ed analizzata.

Innanzitutto si è valutata la quantità di contratti di affitto sottoscritti con la presenza in abitazioni di diversi stranieri nello stesso periodo. Il successivo passaggio della ricostruzione del reato è stato effettuato analizzando i documenti presentati all’anagrafe comunale di Ispica, ove gli extracomunitari presentavano il contratto di affitto fittizio per ottenere la residenza. Al termine di questi passaggi, vi era la richiesta in questura di rinnovare il permesso di soggiorno.

Tutta l’attività investigativa ha avuto si è sviluppata nell’escussione a sommarie informazioni degli stranieri che si sono fatti inserire nel «sistema» e che hanno confermato ai carabinieri di aver preso contatti direttamente con gli indagati, stipulando contratti fittizi di affitto di appartamenti nella zona di Marina Marza e, in un caso, in un’abitazione del centro cittadino. I contratti sono stati stipulati dietro compenso, che oscillava dai 300 ai 500 euro, a seconda di quanto si riteneva che gli stranieri potessero pagare. Gli appartamenti erano a volte privi di infissi, ed in tutti i casi erano privi degli allacci alle utenze di luce e acqua rendendole, di fatto, inabitabili. L’intera indagine si è concentrata su un arco temporale che va dal dicembre 2014 all’agosto 2017, e ha riscontrato circa 30 stranieri regolarizzati in maniera illecita. Le risultanze delle indagini, interamente condotte dai militari della tenenza di Ispica, sono illustrate dal comandante provinciale Federico Reginato e dal capitano della compagnia di Modica Francesco Ferrante.