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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 840
ISPICA - 25/10/2008
Cronache - Ispica - 18 anni per il tentato colpo all’Antoneveneta

Ispica: condannati rapinatori banca

Si tratta di tre palermitani che stanno scontando la pena in cella Foto Corrierediragusa.it

Sono stati condannati a complessivi 18 anni di carcere i tre rapinatori palermitani che qualche mese fa tentarono di alleggerire del contante la filiale di Ispica della banca «Antonveneta». Si tratta di Agatino Nicotra, Ignazio Di Miceli e Gaetano Castiglione, di 42, 50 e 35 anni. Il gup ha inflitto loro 6 anni di reclusione ciascuno.

Il terzetto è stato giudicato con il rito abbreviato, su richiesta avanzata dagli avvocati Giuseppe Di Lisi e Antonio Turrisi, che hanno annunciato ricorso in appello avverso la sentenza, invocando le attenuanti generiche della restituzione dell’intera refurtiva alla banca e del tentativo di rapina, vanificato dall’arresto dei tre palermitani all’interno dello stesso istituto di credito da parte dei Carabinieri. Attenuanti non tenute in considerazione dal pubblico ministero Domenico Platania che ieri ha contestato il reato di rapina rispetto all’originaria accusa di tentata rapina, proponendo il giudizio immediato e la condanna a 18 anni di carcere ciascuno per Nicotra, Castiglione e Di Miceli.

A questo punto gli stessi difensori hanno invece chiesto il rito abbreviato, che consente fino ad un terzo della riduzione della pena. I tre palermitani stanno scontando la pena richiusi in tre carceri di altrettante località dell’Isola. Nel corso dell’interrogatorio, i tre malviventi avevano ammesso le proprie responsabilità dinanzi al magistrato. Come accennato, i Carabinieri intervennero mentre i rapinatori si trovavano ancora all’interno dell’istituto di credito di via Matteotti.

I palermitani avevano i 10mila euro del bottino in mano, ma ogni via di fuga era stata bloccata dai militari, ai quali avevano telefonato alcuni passanti che, dall’esterno, si erano resi contro della rapina in corso. Il piano prevedeva il prelievo fulmineo del contante e la successiva fuga a bordo della «Fiat Uno» bianca parcheggiata dinanzi all’istituto di credito e risultata rubata il giorno prima a Rosolini.