Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 454
ISPICA - 30/05/2017
Cronache - Lo ha deciso il gip del tribunale di Ragusa Andrea Reale

Furto al "Casino" Bruno di Belmonte: archiviazione

Soddisfazione del legale difensore, l’avvocato Giuseppe Gurrieri di Pachino Foto Corrierediragusa.it

Archiviazione decisa dal giudice per le indagini preliminari per coloro che furono indagati dagli inquirenti nell´indagine avviata sul furto perpetrato nel gennaio 2014 nell´antico stabile della storica famiglia Bruno di Belmonte a Ispica, noto come "Casino" castello di Bruno di Belmonte . Allora fu rubato un ingente quantitativo di oggetti di valore tra i quali mobilio d’epoca risalente all’800, diversi oggetti in oro e argento, numerosi quadri ad olio su tela e legno, gioielli vari, nonché due auto, una Mercedes classe «A» ed una Rolls Royce d’epoca ed infine due carrozze d´epoca, di cui una fu subito recuperata dai Carabinieri nell´ambito dell´inseguimento agli autori del colpo, che riuscirono a fuggire. Qualche tempo dopo anche La «Rolls Royce» fu trovata da agenti del commissariato di polizia di Pachino nei pressi di un casolare abbandonato vicino al paese.

Il valore della merce rubata si aggirò all´incirca sui 150 mila euro. Furono iscritti nel registro degli indagati i tre fratelli Giuseppe, Giovanni e Claudio Aprile. Con loro altre sei persone Giorgio Scollo, Alessandro Mallia, Gaetano Gennuso, Giovanni Caruso, Alex Greco e Angelo Lauretta, tutte di Portopalo di Capo Passero e tutte difese dall´avvocato Giuseppe Gurrieri di Pachino.

L´attività di indagine si era svolta con metodi classici come l´esame di persone informate sui fatti e con metodi attuali, quali l´esame delle celle di aggancio dei cellulari, ciò nonostante, nel mese di ottobre del 2016 il Pubblico Ministero ebbe a presentare richiesta di archiviazione, prontamente opposta dalla persona offesa dal reato Francesco Bruno di Belmonte. A seguito di ciò il gip del Tribunale di Ragusa aveva fissato un´apposita udienza, che si è tenuta lo scorso 18 Maggio, all´esito della quale lo stesso giudice si è riservato di decidere.

Ora il gip Andrea Reale ha sciolto la riserva, disponendo, come accennato, l´archiviazione del procedimento a carico di tutti gli indagati, stabilendo che "Gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non sono idonei a sostenere l´accusa in giudizio, atteso che non si ravvisano elementi idonei ad individualizzare i sospetti sugli indagati, alla luce della insufficienza dei dati del traffico telefonico e delle acquisite deposizioni di persone informate sui fatti al fine di ritenere responsabili del furto aggravato gli indagati, come ben evidenziato dall´ufficio requirente in relazione a ciascuna fonte di prova assunta; che l´atto di opposizione svolge una sostanziale rivisitazione delle valutazioni del pm, ma - conclude - non indica alcun concreto supplemento di indagini".

Nella foto il tribunale di Ragusa