Conad - Insieme per la scuola
Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato alle 16:24 - Utenti collegati 554
Dove sei: Prima pagina > Cronache > Ispica > Il prete esorcista Padre Pace difende gli adepti della ... Continua


Cronache
ISPICA - 16/09/2008
Operazione "Blasphemìa" - Fu redarguito dal Vescovo di Noto

Il prete esorcista Padre Pace difende gli adepti della setta

Parla l’anziano parroco della chiesa Madonna del Carmine Foto

Padre Corrado Pace (nella foto) non ci sta. L’anziano parroco della chiesa Madonna del Carmine, meglio noto come il prete esorcista, rigetta tutte le accuse mosse alle concittadine Iole Rizza e Giovanna Assenza. Le donne si trovano costrette agli arresti domiciliari poiché accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata.

La tenenza della Guardia di Finanza di Pozzallo ha eseguito gli arresti in quanto deus ex machina di una setta religiosa, «Grande opera di Maria», che mieteva proseliti fino a New York, con picchi di adepti nelle città di Ragusa, Modica, Rosolini e Pachino, oltre Ispica.

La chiesa del Carmine è il luogo dove tutto ebbe inizio 22 anni addietro. Padre Pace fu colui che ben lieto accolse il gruppo di preghiera «Padre Pio», dietro al quale si celava «Grande opera di Maria».

Il prete, come egli stesso dichiara, diversi mesi fa «fu redarguito dal vescovo di Noto». Monsignor Mariano Crociata, lo invitò caldamente a «desistere» dall’intento di assecondare Rizza e Assenza, «intimandogli» di sciogliere il gruppo di preghiera e di allontanarsi dalla «Grande opera di Maria» ad esso affiliata. Fatto che si verificò nell’arco di poco tempo.

Padre Pace, nel suo miniscolo appartamento di fianco alla chiesa, accaldato, sofferente e in procinto di consumare un frugale pasto, dignitosamente, non si sottrae alle domande: si tratta di un uomo estremamente intelligente, pertanto gli è ben chiaro il fatto di esser stato, per tutti questi anni, considerato dall’opinione pubblica il «religioso complice» di Rizza e Assenza.

«Da molti anni sono il prete della Madonna del Carmine ? afferma don Corrado -. In forza di tale ruolo ho subito accolto i suggerimenti di monsignor Crociata, allontanandomi dal gruppo di preghiera «Padre Pio» che ha esautorato e sciolto subito dopo. Non si sono però accorti di avermi solo allontanato dal santo di Pietralcina. Non mi rendo conto da cosa possa scaturire questa proibizione. In modo probabile, è opera di invidiosi. Infatti, la signora Rizza (la «santona» n.d.c.) ? evidenza padre Pace ? si trova ora agli arresti poiché è stata perseguitata come, in fondo, lo è stato lo stesso Gesù. Lei è una donna semplice, una delle poche che incarna davvero la parola di nostro Signore. La signora Assenza (la «veggente» n.d.c) ? piangeva addirittura lacrime di sangue durante la Quaresima e quando il popolo stava male il suo corpo si riempiva di macchie rosse».

Lascia sgomenti il modo in cui don Corrado si abbandoni alla difesa di due donne dalla condotta quasi certamente discutibile, anche se tutto risulta ancora da dimostrare nelle aule di un tribunale. Quel che più lascia attoniti è la foga di questo vecchio prelato: un modo di fare disarmante, tipico degli ingenui, che risulta improprio se cucito addosso ad un parroco che, in quanto esorcista, ha avuto a che fare con Satana in tua la sua essenza malvagia.

A padre Pace è stato naturalmente domandato se fosse a conoscenza delle truffe, reato per il quale Rizza e Assenza si trovano ora agli arresti. «Non credo affatto ? risponde don Corrado ? alla storia della truffa. Da Iole andava gente per bene. Non c’era nulla di strano in quel che faceva. Non commetteva nessun reato. Con la signora Assenza, non domandavano soldi. Solo i frequentanti che potevano, spontaneamente, davano la decima sui loro guadagni e offerte».

Padre Pace, nel commiato, non sembra affatto turbato dall’«invasione» subita, piuttosto, ha speso le sue poche forze per difendere a spada tratta le sue parrocchiane.


ISPICA RESTA SGOMENTA
ANCHE SE DA TEMPO QUALCOSA ERA NELL’ARIA


Gli ispicesi rimangono sgomenti di fronte a quanto accaduto, ma non certo stupiti. Da 22 anni, e cioè dalla nascita della «Grande Opera di Maria», voci sinistre e bisbigliate si rincorrono su quanto accadeva nella sperduta campagna di Lanzagallo.

In via Sicilia, dove risiede la «leader», un silenzio funereo avvolge il quartiere. Le 14 vetture delle Fiamme gialle piombate di sorpresa nella sua abitazione non hanno destato stupore.

Da anni, le persone bisbigliano sulla «leader» e la «veggente» frasi del tipo:«E pensare che quella era mia maestra». Oppure:«Una mia amica mi raccontava di essere stata in preda ad un crisi di nervi dopo aver assistito all’esorcismo di un’invasata all’interno di quella strana comunità che dicono sia «religiosa»». Ed ancora, «con Dio, ci parlano al telefono». Infine:«trovano pure mogli e mariti agli scapoli e benedicono i neo fidanzati».

Nessun commento, perlomeno durante la celebrazione della messa, da parte dei preti. Ad esempio, il vicario foraneo, Don Gaetano Asta, parroco della chiesa di San Giuseppe, nell’omelia ha preferito non predicare sull’accaduto. Cosi come padre Favara, secondo celebrante nella chiesa Madonna della Grazie, che ha proceduto nell’omelia in altro senso, senza parlare della presunta setta.

I preti ispicesi, all’unisono, durante la messa da loro celebrata la domenica, lessero a febbraio la lettera inviata dal vescovo, monsignor Crociata, che disconosceva «La grande opera di Maria» come comunità religiosa. In quella occasione, padre Vincenzo Caccamo, parroco della Madonna delle Grazie, espresse tutta la sua amarezza nei confronti di coloro che si spacciavano per religiosi e non lo erano.

Il silenzio dei prelati ispicesi è in modo probabile un segno rispetto nei riguardi di persone che ancora non hanno ricevuto il giudizio in tribunale. Questo è perlomeno il pensiero di una parrocchiana devota della chiesa Madonna delle Grazie, non privo di fondamento, che oggi ha assistito alla messa .

L’attività della «leader» e della «veggente», è bene sottolinearlo, è durata ben 22 anni. Forse, ci si domanda, la comunità ispicese ha sussurrato un pò troppo ed ha poco agito per contrastare le presunte truffe. A tale quesito, risponde un secco no il vicesindaco Gianni Tringali.

«Gli ispicesi ? afferma Tringali ? si sono sempre ribellati ai plagi ed alle truffe. Per quel che ne so io, i cittadini che si sono sentiti in qualche modo oltraggiati dal «modus operandi» di coloro che adesso risultano agli arresti domiciliari, ma per la legge innocenti fino a prova contraria, hanno abbandonato quel che il vescovo ha definito una «setta», divulgando volantini e sensibilizzando l’opinione pubblica come meglio potevano. Anche scrivendo e pubblicando lettere su internet. Tra l’altro, a quanto mi dicono, gli adepti della «setta» erano più forestieri provenienti da ogni parte della Sicilia che ispicesi. Segno che la cittadinanza aveva ben chiaro quel che si consumava all’interno del proprio territorio».


consiglia questa news sulla ricerca di Google.


 
Commenta la notizia
 
 0 commenti
 
Non è possibile visualizzare il filmato.
Potrebbe essere necessario installare il plugin flash.
Puoi scaricarlo quì
Corriere di Ragusa S.r.l.  –  P.Iva: 01404940882  –  Questa opera è pubblicata con Licenza Creative Commons  –  Staff & Redazione  –  Per la tua pubblicità