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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 999
ISPICA - 28/04/2015
Cronache - La donna aveva appena fatto scendere i 3 figlioletti dall’auto per entrare in casa

Due ladri spiano una 23enne e la rapinano

La vittima ha sporto denuncia ai carabinieri che stanno conducendo le indagini Foto Corrierediragusa.it

Rapina sulla soglia di casa nei pressi del pronto soccorso in pieno centro. Due malviventi hanno minacciato con un coltellino una giovane ispicese 23enne G.M., derubandola di 200 euro, denaro che la donna aveva riposto in tasca e che rappresentava l’incasso della giornata, provento dell’attività commerciale del quale è titolare il marito, il 26enne R.M. Erano da poco passate le 20. La donna rientrava a casa, precedendo il marito di pochi minuti. Ha avuto giusto il tempo di far scendere dall’auto i tre figli e di farli entrare in casa, per poi ritornare indietro a chiudere l’auto, quando è stata bloccata sull’uscio da due uomini, uno dei quali impugnava l’arma. I due delinquenti, favoriti dalla strada semi buia e deserta, l’hanno minacciata, puntandole contro il coltellino e le hanno intimato di consegnarli il denaro. La prima risposta della donna è stata «non ho niente». La replica dei malviventi ha lasciato di stucco la vittima: «Non è vero. I soldi ce li hai in tasca. Tuo marito te li ha consegnati poco fa».

Coraggiosissima, la donna ha ancora provato a negare, dicendo «non ho soldi, non fatemi del male, posso darvi la collanina e la fede». Ma ai ladri non interessavano gli oggetti d’oro e puntando il coltello all’addome della vittima hanno ribadito ancor più minacciosi: «Vogliamo solo i soldi».
La donna, a quel punto, comprendendo d’esser stata in tutta probabilità spiata e seguita, ha loro consegnato le circa 200 euro che aveva in tasca. I due malviventi hanno arraffato il bottino e si sono allontanati, correndo. Ad attenderli, c’era probabilmente un terzo uomo che li ha caricati a bordo di un auto poiché la vittima ha sentito il rombo di un motore a poca distanza dalla sua abitazione.

La vittima ha sporto denuncia ai carabinieri. Sembra non sia riuscita a fornire un identikit a causa della scarsa illuminazione pubblica. Da diverso tempo, infatti, sono stati disinstallati i pali che sostengono i cavi dell’elettricità, sostituendoli con fari, appesi in modo precario ai muri delle abitazioni. I carabinieri seguono una pista, ma mantengono il massimo riserbo sulle indagini.