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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 1136
ISPICA - 20/12/2014
Cronache - I malviventi opererebbero con l’aiuto di un basista

Due furti in appena 48 ore a Ispica

Le forze dell’ordine sul territorio non bastano Foto Corrierediragusa.it

I ladri colpiscono ancora mercoledì sera, stavolta in un’abitazione di via Basilicata, compiendo il secondo furto poco dopo 48 ore da quello commesso nella tarda mattinata di lunedì ai danni dell’anziana vedova residente in via Rosa Fronterré Turrisi. Rimangono ancora ignoti i malviventi che hanno messo a segno entrambi i colpi, ma non è escluso che la mano sia sempre la medesima. L’infausto destino è questa volta toccato ad un’anziana coppia di pensionati. Marito e moglie sono usciti da casa alle 18 e hanno fatto rientro alle 20, recandosi in chiesa per partecipare alla Novena natalizia. In quell’arco di tempo, i malviventi hanno forzato il portoncino d’ingresso, hanno messo a soqquadro l’abitazione della coppia, arraffando gioielli del valore di 500 euro, non trovando, però, questo è certo, quel che cercavano.

Il furto è stato denunciato ai carabinieri, che, a quanto pare, seguono la pista di un gruppo di malviventi che proviene dalla provincia di Siracusa, con molta probabilità dalla vicina città di Rosolini, guidato però da un locale basista. Non è quindi escluso che ci possa essere un malvivente che si occupi di raccogliere le informazioni necessarie a compiere i furti senza poi prendervi materialmente parte. Ciò spiegherebbe il motivo per il quale hanno agito a mezzogiorno in via Rosa Fronterrè Turrisi e dalle 18 alle 20 in via Basilicata: conoscevano i movimenti delle vittime e il fatto che la permanenza fuori di casa si sarebbe protratta a lungo e, soprattutto, sapevano che in casa avrebbero trovato qualcosa di più di quel magro bottino che hanno poi effettivamente arraffato. Due casi in cui le vittime si sono rivelate furbe e non sprovvedute come pensavano, o come erano stati informati,i ladri dal presunto complice – basista.

L’allarme sociale è conclamato. Le forze dell’ordine sul territorio non bastano. Il ministero dell’Interno tarda ad incrementare l’organico, in un territorio dove si alimenta la violenza e cresce la criminalità. Il dispositivo delle forze di polizia preposto al controllo del territorio provinciale contare su: 372 unità della Polizia di Stato supportati da 19 appartenenti ai ruoli tecnici; 378 militari dell’Arma dei carabinieri; 224 della Guardia di Finanza. Sono in sostanza mille le unità e non bastano a presidiare e a controllare mille 614 km quadrati di territorio e garantire la sicurezza di oltre 300 mila persone, distribuite nei 12 comuni iblei e relative frazioni, collegati da una rete di circa mille e 400 km di arterie extraurbane. Senza contare che i centri minori sono sprovvisti di personale che possa intervenire in caso di urgenze.

La microcriminalità poggia a quanto pare su una piattaforma mafiosa che s’infiltra nel ragusano e proviene da diverse altre zone della Sicilia. I clan mafiosi cercano quindi d’introdursi nell’economia e nelle istituzioni iblee, un dato evidenziato nella relazione 2012 – 2013 della direzione nazionale antimafia. E come dimostrano gli atti intimidatori agli artigiani ed ai commercianti vittoriesi e le recenti indagini a Scicli su presunte infiltrazioni mafiose nel comune in seguito all’arresto dei componenti di un’organizzazione che gestiva la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.