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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 633
ISPICA - 14/05/2014
Cronache - Tragico incidente sulla litoranea con vittima un anziano pozzallese

Pozzallese 70enne muore carbonizzato nella motoape

I soccorsi si sono rivelati purtroppo inutili
Foto CorrierediRagusa.it

Muore arso dalle fiamme intrappolato nella sua motoape (foto) il pozzallese Concetto Carbonaro, 70 anni, rimasto incastrato fra le lamiere del motocarro. È forse un malore la causa dell’incidente autonomo, sulla Ispica – Mare, che ha causato il «pattinamento» del mezzo sull’asfalto sdrucciolevole, cagionando scintille che hanno sviluppato le successive e letali fiamme.La vittima è stata tirata fuori dalla vetturad ai Vigili del Fuoco, intervenendo una squadra e due mezzi del distaccamento di Modica. Per l’uomo, 70 anni, pensionato, nulla s’è potuto fare. Al medico legale, Giuseppe Santoro, giunto sul posto, non è rimasto altro che constatarne il decesso e disporne il trasporto all’obitorio del cimitero comunale ispicese, dove ai due nipoti della vittima è toccato il non facile riconoscimento del cadavere straziato dalla fiamme.

L’incidente s’è verificato poco prima di mezzogiorno sulla comunale 40, che da Ispica conduce a Santa Maria del Focallo, nel punto in cui la strada incrocia contrada Palmento – Marchese. Intersezione che, di lì a poco, la vittima avrebbe imboccato per recarsi nei terreni di sua proprietà, sul territorio ispicese.
La vittima, quindi, ha quasi sicuramente perso il controllo del mezzo, dopo aver accusato un malore. Questa è l’ipotesi che meglio spiegherebbe la dinamica dell’incidente: Carbonaro si sente male, il motocarro sbanda e sbatte sul muro alla sua destra e il mezzo inizia a «scivolare», i segni lasciati dalla vettura sono tratteggiati dalla Polizia municipale, che hanno effettuato i rilievi insieme con i carabinieri della locale Stazione, per diversi metri. Nel frattempo, «pattinando», le lamiere del mezzo sprigionano scintille e, poco dopo, si sviluppano quelle fiamme che non hanno lasciato scampo a Carbonaro, imprigionandolo nell’abitacolo senza via di fuga.

La disperazione dei familiari non è contenibile. Via Pietro Micca, a Pozzallo, dove risiedeva Carbonaro, pullula di familiari e amici, che non possono far altro che stringersi attorno al dolore dei familiari.