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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 416
ISPICA - 03/07/2013
Cronache - La tragica scomparsa del 51enne Pino Rosa

Valerio: "Papà, sono vivo grazie a te"

Il giovane ha partecipato alle esequie su una sedia a rotelle
Foto CorrierediRagusa.it

«Papà, se io vivo è solo grazie a te, al tuo istinto di padre e di uomo buono, lo ricorderò per sempre e non ti dimenticheremo mai»: sono le parole pronunciate da Valerio prima di dare l’ultimo saluto al padre, Pino Rosa, 51 anni, che ha sacrificato se stesso per strappare alla morte il figlio minore. Valerio è scoppiato poi in un pianto liberatorio assieme alla madre e ai due fratelli gemelli maggiori, mentre parenti e amici hanno salutato le sue commosse parole con un lungo battito di mani. Pino Rosa ha afferrato il suo ultimogenito e lo ha spinto lontano, prima d’esser travolto e ucciso da un’auto in corsa, domenica scorsa, mentre sedeva sotto la veranda dello storico American bar, in Via Duca degli Abruzzi. Valerio è scampato alla morte grazie ad un gesto disperato e pieno d’amore compiuto dal padre. Ciononostante è rimasto ferito, l’incidente gli ha procurato fratture plurime ai quali i medici dell’ospedale Maggiore di Modica porranno rimedio intervenendo chirurgicamente.

I medici hanno dunque consentito a Valerio d’esser presente ai funerali del padre, seppur adagiato sula sedia a rotelle, bardato dai sostegni in gesso e dolorante. La basilica di Santa Maria Maggiore era gremita di gente. Due ali di folla circondavano la bara di Pino Rosa, ricoperta da fiori, dalla sua amata divisa rossa bandistica e dai piatti che suonava durante le feste religiose, molto sentite ad Ispica. Proprio della basilica Santa Maria Maggiore l’investitore di Pino Rosa, F.M., 32 anni, rimasto illeso nonostante l’impatto, era il tutto fare.

L’estremo saluto a Pino Rosa è stato dato nel tempio che ospita Cristo alla Colonna al quale era estremamente devoto. La banda Citta di Ispica, mentre il feretro lasciava la basilica, gli ha infatti dedicato la marcia funebre che accompagna il «suo amato» flagellato, il giovedì Santo. Nell’esecuzione, i musicisti hanno donato loro stessi attraverso quel suono struggente: un richiamo lanciato al compagno di musica; forse l’unico appiglio terreno in grado di farlo tornare indietro concretamente. Don Davide Baglieri, che ha celebrato la messa funebre, nella breve omelia ha invitato i familiari di Pino Rosa al perdono. «Il perdono - ha detto – è importante per scoprire l’amore di Dio. Il perdono è la chiave di lettura per capire il senso della nostra vita. Parlando inoltre dell’inspiegabilità di una simile tragedia che ha distrutto in pochi secondi una famiglia».

Pino Rosa era benvoluto da tutti in città. Amava visceralmente la sua famiglia e la musica, una passione che ha trasmesso a tutti i figli. Non mancava una processione della settimana santa. A sua moglie ogni anno ripeteva: «Non è Pasqua senza il suono dei miei piatti». L’intera tragedia che visto perire Pino Rosa è stata registrata dalla telecamere di videosorveglianza dell’American bar. I filmati, che sono stati acquisiti dai militari, fanno parte del fascicolo aperto dalla Procura di Modica. Il 32enne alla guida della Peugeot 1007, che ha travolto e ucciso l’uomo è indagato per omicidio colposo e per gravi lesioni colpose al giglio Valerio. Ha assunto la sua difesa l’avvocato Salvatore Rustico, nipote del sindaco Piero Rustico. Il legale, raggiunto telefonicamente, ha riferito che «è prematuro rilasciare dichiarazioni. La costruzione dell’impianto difensivo è ancora in fase embrionale. Lasciamo, per il momento fare alla Procura il suo lavoro».

IL RICORDO DI UN UOMO BUONO
La divisa della banda musicale e una sua foto sono adagiate sulla bara di Pino Rosa. L’uomo, 51 anni, autotrasportatore, musicista, impegnato nel sociale, devoto di Cristo alla colonna, marito e padre esemplare, è rimasto vittima di un pirata della strada, che lo ha travolto e ucciso domenica scorsa mentre sedeva al bar col figlio, sorseggiando una bevanda sotto il gazebo del locale. A colui che ha cagionato la morte di Rosa, F.M., 32 anni, ispicese, i carabinieri hanno ritirato la patente e lo hanno denunciato per omicidio colposo e per le lesioni gravi colpose procurate al figlio Valerio. Il medico di famiglia pare abbia riferito alle autorità che l’uomo soffre di «stati di momentanea assenza», una patologia che non escluderebbe il conseguimento della patente. Tenderebbe quindi a escludere un attacco epilettico come causa dell’incidente, voce che era circolata in un primo momento, in quanto egli non ha mai riscontrato tale patologia nel suo paziente.

Non sarebbe stato, quindi, un semplice malore la causa del drammatico incidente, ma, probabilmente, qualcosa di più grave, del quale sono depositari quei neurologi che seguono ormai da tempo F.M. Specialisti che lo hanno in cura, con la non escludibile prescrizione di farmaci. Un testimone dell’incidente, P.D.B. (proprietario della Polo «Wolkswagen» parcheggiata poco distante dal bar, fermando la corsa dell’auto fuori controllo che ha travolto i Rosa), pare abbia riferito alle autorità d’aver visto F.M. con gli occhi sbarrati, immobile e pallido come un cencio. In quel frangente, la sua Peugeot «1007» sbandava, centrando in pieno l’angolo del marciapiede con la ruota destra posteriore, deviando la traiettoria dell’auto a tal punto da incanalarlo sotto il gazebo del bar, installato sul marciapiede di fronte, percorrendolo in tutta la sua lunghezza e travolgendo tavoli, sedie e tre persone.

Oltre ai Rosa è rimasta infatti ferita una donna, C.D.G., ispicese, 20 anni, da un scheggia che l’ha colpita in fronte, procurandole una non grave lesione che ha richiesto pochi punti di sutura. Anche il testimone ha rischiato d’essere travolto dall’auto in corsa, lo ha salvato una balzo all’indietro, quindi la sua prontezza di spirito. Il figlio di Pino Rosa, Valerio, è vivo per miracolo. Anch’egli è un talentuoso musicista. Compirà ventuno anni ad agosto. Non è escluso sia stato salvato dal padre, che ha fatto da scudo umano per proteggere il figlio. Le sue fratture all’omero e alla gamba sono state giudicate guaribili in trenta giorni, ma le ferite dell’anima e il trauma d’assistere alla morte del padre, perché il giovane non ha mai perso conoscenza ed è stato sempre lucido, forse, non potranno mai guarire. Dovrà essere operato per meglio ristabilire le condizioni fisiche.

LA CRONACA DELLA TRAGEDIA
La folle corsa di un’auto travolge e uccide l’autotrasportatore Pino Rosa, 51 anni, e ferisce gravemente il figlio della vittima, mentre sedevano ai tavolini all’esterno di un noto bar del centro cittadino, a consumare una bevanda sotto il gazebo del locale. L’uomo è giunto cadavere all’ospedale Maggiore di Modica. I sanitari del pronto soccorso non hanno potuto far altro che constatarne il decesso e comunicare la tragica notizia ai familiari, ora in preda al dolore per la grave (e assurda) perdita del congiunto, ma dignitosi nell’affrontare la tragedia che ha loro sconvolto la vita. Sarà l’esame autoptico a stabilire la causa e il momento esatto della morte di Rosa. Il giovane, V.R. compirà 21 anni ad agosto, è fuori pericolo. Si trova ora ricoverato nella divisione d’ortopedia del nosocomio modicano. I sanitari del Pronto soccorso hanno stabilito una prognosi di trenta giorni cagionata dalle fratture all’omero e alla gamba, che richiederanno un intervento chirurgico per ristabilire le condizioni fisiche del ragazzo. Risulta invece indagato per omicidio colposo il conducente della Peugeot 1007 che ha travolto i due uomini. Si tratta di F.M., 32 anni, ispicese, uscito praticamente illeso dal rocambolesco incidente. La corsa della sua auto è stata fermata da un’altra vettura parcheggiata poco distante dal bar. La fuoriuscita dell’airbag dimostra il forte impatto con l’altro veicolo che sostava in parcheggio e, soprattutto, fornisce l’idea della velocità non proprio contenuta del mezzo, che ha pure trascinato e distrutto una fioriera di notevole peso. La macchina, ridotta quasi a rottame, è stata posta sotto sequestro dai carabinieri della locale Stazione che si occupano della faccenda.

È stato un mezzogiorno di fuoco, quello che sì è consumato ieri negli immediati pressi di piazza dell’Unità d’Italia, il salotto ispicese. Avrebbe dovuto essere una domenica di relax e riposo per la famiglia Rosa. E, invece, la capatina domenicale al bar preferito s’è trasformata in tragedia. Mentre padre e figlio consumavano quanto ordinato, seduti comodamente a chiaccherare in un tavolino all’esterno del locale, un’auto ha improvvisamente deragliato, salendo sul marciapiede, percorrendo in lunghezza tutto lo spazio sottostante al gazebo del bar, spazzando via tutti i tavoli e le sedie e travolgendo i due uomini. Pino Rosa è stato centrato in pieno. È stato trascinato prima dalla vettura, battendo il capo sul parabrezza riducendolo in frantumi. È stato poi sbalzato in aria e ruotando all’indietro è precipitato al suolo, giacendo supino, privo di conoscenza, in una pozza di sangue. Il figlio è stato trascinato e scaraventato a terra con violenza, ferito, ma desto e vigile: ha capito subito l’estrema condizione di gravità in cui versava il padre. Per fortuna lui è sopravvissuto. Anche un’altra giovane donna, C.D.G., ispicese, 20 anni, è rimasta ferita da una scheggia partita come un missile dalle macerie causate dall’auto impazzita. La scheggia le ha procurato un taglio sulla fronte che ha richiesto pochi punti di sutura. Non è stato quindi necessario il ricovero. Stava per essere travolto dalla folle corsa della vettura anche un altro ignaro cliente. L’uomo ha fatto un balzo felino all’indietro: la presenza di spirito gli ha salvato la vita. Dopo, è stato il caos. L’esterno del bar sembrava il frutto della deflagrazione di una bomba. I soccorsi sono stati subito avvertiti, così come i carabinieri e la Polizia municipale. Sono occorse due ambulanze del servizio 118 per trasportare d’urgenza i feriti in ospedale, giunte circa venti minuti dopo la telefonata.

I titolari del bar sono stati i primi ad intervenire e ad aiutare i feriti. Hanno tenuto sotto controllo la situazione in modo egregio, preoccupandosi di tranquillizzare e immobilizzare il giovane steso a terra ferito per non aggravare le già critiche condizioni fisiche. Purtroppo, le gravi condizioni di Pino Rosa sono state immediatamente chiare agli operatori di primo soccorso del 118, che, si sono lanciati nella folle corsa verso l’ospedale, facendo l’impossibile per tenerlo in vita. Ma non c’è stato niente da fare, il musicista Pino Rosa, l’uomo dall’espressione rassicurante, una persona onesta e ligia al dovere è stato brutalmente strappato alla vita, come hanno confermato i sanitari del Pronto soccorso del Maggiore. La famiglia Rosa è una famiglia di musicisti. La vittima, in particolare, era un componente della banda musicale Città di Ispica. ai figli ha trasmesso il gene della musica oltre ad una viscerale passione per questa nobile arte. In via D’Azeglio, dove abitano, è un via vai continuo di gente. Sono in centinaia le persone che esprimono cordoglio ai Rosa, una famiglia rispettata e veramente amata da tutti.

Sotto, le foto delle sequenze della tragedia. Cliccate sulle foto per ingrandirle