Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 307
ISPICA - 16/04/2013
Cronache - Una mezza dozzina gli indagati. La struttura non è stata tuttavia posta sotto sequestro

Traffico rifiuti: inchiesta su "Marispica"

L’indagine sarebbe parallela a quella analoga che lo scorso 19 gennaio ha coinvolto le due strutture ricettive di «Baia Samuele» e «Marsa Siclà» a Sampieri

Sarebbero una mezza dozzina gli indagati iscritti nel registro della procura per l’inchiesta sul traffico di rifiuti che verte sul villaggio turistico di «Marispica» e che sarebbe parallela a quella analoga che lo scorso 19 gennaio ha coinvolto le due strutture ricettive di «Baia Samuele» e «Marsa Siclà» a Sampieri. Il traffico di reflui correrebbe quindi lungo tutto il litorale che va dallo Sciclitano all’Ispicese, come si evincerebbe da questa ulteriore inchiesta incentrata sulla struttura ricettiva di «Marispica» e che sarebbe autonoma rispetto a quella che coinvolge gli altri due villaggi turistici che insistono in territorio di Scicli e le cui redini sono in mano alla procura distrettuale antimafia di Catania.

Tra i 16 indagati nell’indagine sulle due strutture sciclitane e la mezza dozzina di nomi iscritti nel registro di questa nuova inchiesta di «Marispica», il numero complessivo salirebbe ad oltre 20 indagati nell’ottica di una vicenda che rischia di affossare in maniera definitiva il turismo ibleo. Non a caso la società «Marsa Siclà» che gestisce l’omonima struttura ha paventato il rischio fallimento perché potrebbe saltare la programmazione della stagione estiva alle porte, dal momento che il complesso ricettivo è ancora sotto sequestro.

I sigilli permangono ancora pure a «Baia Samuele», la cui omonima società sarebbe collegata con «Marispica», struttura che non è tuttavia stata posta sotto sequestro. Anche da questo collegamento si sarebbe originata la nuova inchiesta sul traffico di rifiuti che accomunerebbe il litorale di Scicli con quello di Ispica.